Wembanyama, l'attesa è finita: l’estate in Cina, gli allenamenti segreti e quei 2.5 cm in più
di Massimo BasileNEW YORK - Una volta inseguiva la perfezione. Ora, solo il silenzio. Nella luce tenue del mattino, una figura di due metri e ventisei si piega in una posa da monaco, i piedi nudi sulla pietra, le braccia che fendono la nebbia. Attorno, le colonne ocra di un tempio Shaolin. Non è la scena di un film, ma l’estate di Victor Wembanyama.
Wembanyama in un monastero in Cina
Dopo una stagione interrotta da una rara trombosi alla spalla, questo ragazzo di 21 anni, numero uno del draft Nba nel 2023, era sparito. Niente social, niente apparizioni a bordocampo, nessun video virale. Solo silenzio. Gli Spurs lo chiamavano “recupero personale”. Qualcuno attorno a lui aveva parlato di “resettare tutto”. Cosa intendessero davvero, pochi lo avevano capito, fino a quando il gigante francese non è ricomparso a luglio, rasato, sereno, e in piedi tra i monaci del tempio Shaolin. Ha passato due settimane in Cina in un monastero. La sua estate…
NEW YORK - Una volta inseguiva la perfezione. Ora, solo il silenzio. Nella luce tenue del mattino, una figura di due metri e ventisei si piega in una posa da monaco, i piedi nudi sulla pietra, le braccia che fendono la nebbia. Attorno, le colonne ocra di un tempio Shaolin. Non è la scena di un film, ma l’estate di Victor Wembanyama.
Wembanyama in un monastero in Cina
Dopo una stagione interrotta da una rara trombosi alla spalla, questo ragazzo di 21 anni, numero uno del draft Nba nel 2023, era sparito. Niente social, niente apparizioni a bordocampo, nessun video virale. Solo silenzio. Gli Spurs lo chiamavano “recupero personale”. Qualcuno attorno a lui aveva parlato di “resettare tutto”. Cosa intendessero davvero, pochi lo avevano capito, fino a quando il gigante francese non è ricomparso a luglio, rasato, sereno, e in piedi tra i monaci del tempio Shaolin. Ha passato due settimane in Cina in un monastero. La sua estate è stata metà ritiro spirituale, metà laboratorio scientifico: immersioni in acqua gelata all’alba, esercizi di equilibrio tibetano a mezzogiorno, lunghe sessioni di respirazione per sincronizzare battito e concentrazione.
Il lavoro su percezione e immobilità
Okay, Wemba è anche umano: la dieta vegana del monastero con spaghettini e zucchine, è durata giusto un giorno, ma per il resto è andato tutto come si aspettava: silenzio e arti marziali per controllare i piedi. Si dice che si sia allenato per ore senza mai toccare un pallone, lavorando invece su percezione e immobilità, l’arte di percepire il movimento prima che accada. Meditazione e kung-fu, come la leggenda dei Lakers Kareem Abdul-Jabbar, quando duellava sul set con Bruce Lee.
La nuova altezza di Wembanyama
Ora che la nuova stagione Nba si avvicina, le aspettative tornano ad alzarsi. Wembanyama, sottoposto a un intervento chirurgico dopo la trombosi scoperta a febbraio, è stato dichiarato idoneo a giocare. E nel frattempo è diventato anche più alto: è cresciuto di altri 2.5 cm raggiungendo i 2.26 metri. “Nessuno si è allenato come me quest’anno”, ha detto. Per affinare la tecnica ma anche la tenuta menta, Wemby ha avuto modo di lavorare con due leggende come Hakeem Olajuwon e Kevin Garnett.
Per i medici è “un’anomalia biologica”
L’altra notte ha segnato 27 punti e preso 11 rimbalzi in appena 25 minuti nella vittoria contro Indiana per 124-108. Sotto canestro ha intimidito gli avversari. I video della sua prova sono diventati virali sui social. I dati interni di San Antonio Spurs dicono che la sua elevazione e i tempi di reazione sono migliorati dopo l’intervento. I medici lo definiscono “un’anomalia biologica”. Gli avversari lo chiamano semplicemente un problema.
I carichi di lavoro da gestire
Contro gli Utah Jazz, in amichevole, ha segnato 22 punti in 16 minuti, contribuendo alla vittoria degli Spurs per 134-130. Due giorni prima, contro i Miami Heat, ne aveva messi a segno dieci in ventidue minuti. Anche lì è arrivata una vittoria (112-107). Cosa aspettarsi da lui è un punto interrogativo: vista la gravità dell’infortunio, molto dipenderà non solo dai numeri ma da come il francese gestirà i carichi di lavoro, la condizione fisica e la continuità quando conterà davvero. Il controllo mentale potrebbe essere la grande novità. Ma come verrà tradotta in campo? E cosa diventerà il silenzio in un Paese rumoroso come l’America, in arene da ventimila spettatori in cui anche nei momenti decisivi si gioca avendo per sottofondo brani hiphop e di James Brown?
Il dubbio di quando tornerà al massimo
Gli Spurs lo utilizzeranno con molta attenzione. Wembanyama resta un concentrato unico di altezza, agilità, eleganza e intelligenza cestistica, oltre a un grande difensore e imbattibile, per ovvi motivi, sotto canestro. Rimane solo il dubbio di quando tornerà al suo massimo, o al massimo delle aspettative del mondo che gli sta attorno. Il suo mentore, Greg Popovich, colpito da un ictus, si è ritirato a maggio dopo ventinove stagioni. Seguirà il suo pupillo, anche se non come avrebbe voluto. Wemba il monaco dovrà superare anche questo ostacolo. Ma se è la calma interiore quella che serve, il ragazzo si è preparato tutta l’estate.