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Eurolega, Milano cade ancora in casa. Anche Valencia fa festa al Forum

Bolmaro in azione 

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Gli spagnoli vincono 103-100. L’Olimpia risale da -22 ma viene punita. Non basta un Bolmaro da 31 punti
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MILANO - Primo: difendere. E se non onori il primo comandamento del basket, non c’è rimonta che tenga. L’Armani Milano non riesce a violare il Forum, il parquet di casa dove ha collezionato solo sconfitte tra campionato ed Eurolega, e il rovescio interno contro Valencia (103-100) lascia il segno. E’ già a 2 vittorie e 4 sconfitte in coppa, si trascina problemi fisici che le tengono ancora tre pezzi da quintetto (Brown, LeDay e Nebo) in borghese, ma gli spagnoli denudano i limiti di identità, aggressività e tattici di una squadra che fatica a quagliare, nemmeno tonificata dalla visita mattutina della leggenda Dino Meneghin.

Bolmaro da record

Del totem di mille battaglie, questa Milano non ha un briciolo di spirito e non inganni la vertiginosa risalita – tutta nervi – dal 57-79 del 26’ al 100 pari del 38’. Encomiabile il Bolmaro al record (31 punti) in carriera, ammirevole il Brooks da 14 punti nell’ultimo quarto che spreca la tripla impiccata del pareggio sulla sirena, e c’è pure da re…

MILANO - Primo: difendere. E se non onori il primo comandamento del basket, non c’è rimonta che tenga. L’Armani Milano non riesce a violare il Forum, il parquet di casa dove ha collezionato solo sconfitte tra campionato ed Eurolega, e il rovescio interno contro Valencia (103-100) lascia il segno. E’ già a 2 vittorie e 4 sconfitte in coppa, si trascina problemi fisici che le tengono ancora tre pezzi da quintetto (Brown, LeDay e Nebo) in borghese, ma gli spagnoli denudano i limiti di identità, aggressività e tattici di una squadra che fatica a quagliare, nemmeno tonificata dalla visita mattutina della leggenda Dino Meneghin.

Bolmaro da record

Del totem di mille battaglie, questa Milano non ha un briciolo di spirito e non inganni la vertiginosa risalita – tutta nervi – dal 57-79 del 26’ al 100 pari del 38’. Encomiabile il Bolmaro al record (31 punti) in carriera, ammirevole il Brooks da 14 punti nell’ultimo quarto che spreca la tripla impiccata del pareggio sulla sirena, e c’è pure da recriminare per il siluro sballato di Guduric o l’entrata storta di Shields che non danno il sorpasso col match ancora in bilico. Il sicario, più di Montero con la sua tripla vincente a -43”, è l’Olimpia stessa.

La spallata di Valencia

Che Valencia fosse una squadra leggera e di talento lo sapevano anche i sassi. Il peccato capitale è stato quello di accettare una serata di tiro a segno, a colpire un barattolo in più, senza mai provare a mettere pressione sugli esterni spagnoli, vero motore degli ospiti. Finché Ellis e lo spiritato Bolmaro di serata hanno risposto, Milano è rimasta a galla (14-16 all’8’), accumulando però ferri da tre e mai placando l’onda dell’uno contro uno taronja. Badio e Montero, Moore e De Larrea, con un silenzioso Thompson a orchestrare, lo smottamento non ha avuto argini fino al contropiede solitario di Pradilla: 20-35 al 12’30”, time out e fischi. Con Mannion e Brooks troppo teneri e Gudiruc imballato, Messina è tornato per disperazione da Ellis e Bolmaro, trovando finalmente qualcosa da Shields, per riemergere, ma l’Armani è dovuta sprofondare sul meno 17 – con un solo fallo commesso sul tabellone, sintomo massimo di inedia agonistica – per reagire.

La rimonta dell’Olimpia

Dal 31-48, l’unico vero break interno di serata – un 15-4 col contributo minimo del neo-arrivato Sestina – bastava per riportare l’EA7 sul bugiardissimo meno 6 della pausa lunga, dovuto in gran parte all’orgoglio e agli slalom di un Bolmaro a tratti onnipotente. La lezione sembrava chiara. Invece, dal tunnel tornava sul parquet un’Armani se possibile ancora più tenera, incapace di qualsiasi pressione a centrocampo e capacissima di riaccendere tutto il talento valenciano.

Valencia scappa di nuovo

Pradilla, due volte Reuvers, altrettante Thompson, cinque triple indisturbate su cinque, poi quelle in totale estasi di Taylor e Costello, infine Moore che firmava dalla lunetta il massimo vantaggio esterno (57-79 al 26’) davanti a spalti increduli e sinistramente semivuoti: 6.545 dice la distinta (“Dispiace a me e alla squadra, forse ci sono cose più interessanti”, ammette Messina). Che fare, sul meno 22? Provare a lucrare su un avversario sazio, rosicchiare qualcosa con zampate estemporanee di Guduric e Brooks, affidarsi alla furia infinita di Bolmaro (26 punti al 29’) e a un’episodica tripla di Ricci per il 74-85 al 30’, non ancora definitivo.

Il finale infuocato

Già, perché in fondo basterebbe poco. Col quintetto piccolo guidato dall’orgoglio del solito Pippo, l’Olimpia si ritrova sul meno 6 a inizio ultimo quarto senza nemmeno sapere come. Valencia ha il braccino, Brooks prende fuoco, c’è ancora una tripla di Bolmaro per il meno 2 e un rimbalzo offensivo dell’americano per il pari. Per redimersi e placare, tra le altre ore, il ventilatore del mercato che in queste ore soffia (ma pare una bufala) l’ex Nba Cameron Payne verso questi lidi, a ingolfare un gruppo che invece avrebbe bisogno di gerarchie e iniezioni di “meneghinite”.

Messina: “Troppo molli”

Coach Ettore Messina sbuffa: “Non abbiamo trovato equilibrio difensivo nel primo tempo, dobbiamo partire con decisione mentale e invece siamo troppo molli. Non abbiamo comunicato dietro, abbiamo cambiato la partita con quintetti piccoli e cuore guadagnandoci la chance per vincere. Alla fine, l’hanno decisa le piccole cose ma salvo il carattere e il buon attacco. E abbiamo problemi seri di assenze soprattutto sotto canestro, così ci esponiamo sul perimetro. Però, tranne a Monaco di Baviera, abbiamo sempre reagito”.

Armani – Valencia 100-103
ARMANI: Bolmaro 31, Brooks 16, Ricci 13, Shields 11, Ellis 10
VALENCIA: Montero 18, Thompson 16, Pradilla e Moore 13, Badio 11

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