L’idea «Stiamo lavorando per partire nell’ottobre 2027». Tra due anni Nba Europe potrebbe essere una realtà, parola di George Aivazoglou, responsabile per le attività in Europa e Medio Oriente del campionato professionistico americano di basket. Del progetto, chiacchierato e sussurrato almeno dal 2023, si sanno già formula e città che ne saranno parte. Due di esse saranno Milano e Roma. Aivazoglu ne ha parlato durante il Football Business Forum all’Università Bocconi a Milano. E ha tracciato la mappa del futuro dei canestri nel Vecchio Continente: «Stiamo pensando a Roma e Milano per l’Italia, Manchester e Londra per l’Inghilterra, Parigi e Lione per la Francia, Madrid e Barcellona per la Spagna, Berlino e Monaco per la Germania e poi Atene e Istanbul». Alcuni sono intuibili. Altri sono realtà da creare quasi ex novo. È il caso delle future franchigie inglesi: non esistono club di Londra e Manchester lontanamente avvicinabili a un torneo internazionale.
Roma torna nel grande basket
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L’idea «Stiamo lavorando per partire nell’ottobre 2027». Tra due anni Nba Europe potrebbe essere una realtà, parola di George Aivazoglou, responsabile per le attività in Europa e Medio Oriente del campionato professionistico americano di basket. Del progetto, chiacchierato e sussurrato almeno dal 2023, si sanno già formula e città che ne saranno parte. Due di esse saranno Milano e Roma. Aivazoglu ne ha parlato durante il Football Business Forum all’Università Bocconi a Milano. E ha tracciato la mappa del futuro dei canestri nel Vecchio Continente: «Stiamo pensando a Roma e Milano per l’Italia, Manchester e Londra per l’Inghilterra, Parigi e Lione per la Francia, Madrid e Barcellona per la Spagna, Berlino e Monaco per la Germania e poi Atene e Istanbul». Alcuni sono intuibili. Altri sono realtà da creare quasi ex novo. È il caso delle future franchigie inglesi: non esistono club di Londra e Manchester lontanamente avvicinabili a un torneo internazionale.
Roma torna nel grande basket
E poi c’è Roma, assente da tempo dai grandi palcoscenici, ma per Nba Europe considerata «strategica. A Roma c'è la storia, c’è una grande base di tifosi, possiamo rivitalizzare qualche squadra storica oppure crearne una nuova» ha detto il manager greco. La Virtus Roma 1960, erede dello storico club della Capitale, è in B1 con una nuova struttura – ne è presidente Massimiliano Pasqualini -, gioca al Palazzetto dello sport di Viale Tiziano. Il progetto di Nba Europe, ovviamente, non potrebbe prescindere dal Palazzo dell’Eur. Per quanto riguarda Milano: «Sicuramente vogliamo una squadra qui. Il brand della città è uno dei più importanti al mondo - ha detto Aivazoglou -. Ci sono due grandi squadre di calcio, c’è una grande squadra di basket, l’Armani, quindi non c’è modo che possiamo dimenticare Milano quando pensiamo alle città che vogliamo nella nostra lega». Milan e Inter nel progetto? «Non posso commentare sui colloqui in corso. Ma posso dire che avremo squadre di tre categorie. Uno, stiamo parlando con alcune squadre di basket già esistenti. Due, stiamo parlando con squadre di calcio che hanno un forte brand, e dunque una grande base di tifosi, ma non hanno una squadra di basket: molte delle conversazioni più interessanti che stiamo facendo anche in questo paese e in questa città sono di questo tipo. E ci sono realtà, in casi molto limitati, in cui partiremo da zero».
La struttura
Nba Europe dovrebbe avere una struttura simile a quella dell’Eurolega attuale (competizione con la quale andrà inevitabilmente in rotta di collisione): 12 squadre con licenza permanente, una proveniente dalla Fiba Champions League, 3 dai campionati nazionali, «perché una delle nostre grandi ambizioni è elevare l'interno ecosistema cominciando dalla base della piramide, le leghe domestiche». Le leghe nazionali, dunque, non verranno toccate. L’aspetto più intrigante, lascia intendere Aivazoglou, è lo studio di «una nuova competizione con insieme squadre della Nba e di Nba Europe, qualcosa come la Nba Cup con quattro squadre Nba e quattro europee. O forse una sorta di competizione mondiale come quello Fifa dell’estate scorsa». Una vera rivoluzione.