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Trapani esclusa, classifica stravolta. La Fip e Antonini in tribunale

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La decisione del giudice sportivo dopo la partita farsa contro Trento: annullati i risultati, cambia anche la Coppa Italia
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Alla fine hanno staccato la spina ponendo fine a una farsa che andava avanti ormai da settimane. Il giudice sportivo della Federbasket ha escluso la Trapani Shark dal campionato. Ha annullato tutte le partite della formazione granata e le ha inflitto l’ennesima multa, questa volta di 600mila euro.

Per il giudice sportivo, la pagliacciata andata in scena sabato scorso, quando la Shark è rimasta in campo per soli quattro minuti contro Trento dopo avere schierato una formazione imbottita di ragazzini, può essere equiparata a una vera e propria rinuncia che fa il paio con il forfait dei granata a Bologna. In pratica, Trapani non ha messo in campo la migliore formazione possibile come prevede il regolamento. Con due rinunce, è scattata l’esclusione automatica. La classifica di A1 v…

Alla fine hanno staccato la spina ponendo fine a una farsa che andava avanti ormai da settimane. Il giudice sportivo della Federbasket ha escluso la Trapani Shark dal campionato. Ha annullato tutte le partite della formazione granata e le ha inflitto l’ennesima multa, questa volta di 600mila euro.

Per il giudice sportivo, la pagliacciata andata in scena sabato scorso, quando la Shark è rimasta in campo per soli quattro minuti contro Trento dopo avere schierato una formazione imbottita di ragazzini, può essere equiparata a una vera e propria rinuncia che fa il paio con il forfait dei granata a Bologna. In pratica, Trapani non ha messo in campo la migliore formazione possibile come prevede il regolamento. Con due rinunce, è scattata l’esclusione automatica. La classifica di A1 viene stravolta, perdono punti le squadre che avevano vinto contro Trapani: Tortona, Sassari e Varese sul campo, Virtus e Trento a tavolino. Conseguenze anche sul tabellone di Coppa Italia a Torino: Trento scende al decimo posto ed è fuori dalle Final Eight, dove entra Udine.

La vicenda adesso dai tribunali sportivi si sposterà a quelli ordinari. Era stato il patron della Trapani Shark, Valerio Antonini, a mettere la mani avanti già in mattinata. «Abbiamo perso la fiducia nella giustizia sportiva — la sue parole a Rai Radio1 — Se io non avessi schierato la squadra per due partite consecutive avrei di fatto autorizzato la radiazione della mia società per mie responsabilità. Sarà invece la Federazione a dover radiare la società. Questo aumenterà i danni in sede giudiziale che noi chiederemo alla Fip».

L’ennesima bordata a cui però la Federazione stavolta ha risposto condannando le esternazioni di Antonini come «atti, decisioni, dichiarazioni e prese di posizione gratuitamente finalizzati alla destabilizzazione, immotivata e senza fondamento, delle nostre organizzazioni sportive. Ogni forma di attentato alla dignità e reputazione dello sport della pallacanestro verrà contrastata in ogni sede competente». Insomma, adesso è la Fip che vuole portare in tribunale Antonini e ha dato mandato ai propri legali.

Bambini in lacrime

Finisce così in incubo quello che per Trapani e per la Sicilia sembrava essere un sogno. Una storia iniziata con investimenti, promesse, entusiasmo e risultati mai ottenuti prima e finita con accuse, veleni e la macchia indelebile di una esclusione dal campionato. Restano le immagini di coda dei bambini in lacrime al palasport di Trapani mentre in campo ragazzini poco più grandi di loro erano costretti a partecipare a una recita sportiva. La stessa che si era consumata in Europa una settimana fa: cinque giocatori e 7 minuti di partita contro l’Hapoel Holon, esclusione dalla Champions. Ieri, a chi gli chiedeva cosa non rifarebbe se potesse ritornare indietro, Antonini rispondeva: «Non entrerei nello sport».

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