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Eurolega, Milano si spegne sul più bello: con lo Zalgiris un altro ko

Shavon Shields 

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La squadra di Poeta sconfitta 86-82, ancora un blackout negli ultimi minuti
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MILANO – “Lietuva! Lietuva!”. L’urlo dell’armata planata da Kaunas riempie l’area sulfurea del Palalido, dove l’Armani si fa sfilare via partita (82-86) e speranze di riagganciare la quota play-in: dodicesima a 4 punti (6, se la Stella Rossa domani dovesse vincere a Bologna) di distanza dal decimo posto, il fossato pare già invalicabile a 14 giornate dalla fine del girone di Eurolega. Per il club sarebbe la quarta eliminazione precoce in fila, vanificando l’effetto Poeta in panchina con l’ennesima prova incolore: incapaci di segnare dal campo negli ultimi 5 minuti, l’Olimpia si fa infilzare dall’elfo Francisco e dalle serpentine dell’ex Maodo Lo, decisivo con 12 punti nell’ultimo quarto.

Cosa manca all’Olimpia

Non bastano i 27 punti di Shields (che però ne spreme 25 nei quarti dispari, arrivando cotto alla fine) mentre steccano gli altri: Brown pare al capolinea, Ellis e Brooks appaiono involuti, Guduric ha solo qualche fiammata come Leday e Nebo. Mancano compattezza, anima, idee, cap…

MILANO – “Lietuva! Lietuva!”. L’urlo dell’armata planata da Kaunas riempie l’area sulfurea del Palalido, dove l’Armani si fa sfilare via partita (82-86) e speranze di riagganciare la quota play-in: dodicesima a 4 punti (6, se la Stella Rossa domani dovesse vincere a Bologna) di distanza dal decimo posto, il fossato pare già invalicabile a 14 giornate dalla fine del girone di Eurolega. Per il club sarebbe la quarta eliminazione precoce in fila, vanificando l’effetto Poeta in panchina con l’ennesima prova incolore: incapaci di segnare dal campo negli ultimi 5 minuti, l’Olimpia si fa infilzare dall’elfo Francisco e dalle serpentine dell’ex Maodo Lo, decisivo con 12 punti nell’ultimo quarto.

Cosa manca all’Olimpia

Non bastano i 27 punti di Shields (che però ne spreme 25 nei quarti dispari, arrivando cotto alla fine) mentre steccano gli altri: Brown pare al capolinea, Ellis e Brooks appaiono involuti, Guduric ha solo qualche fiammata come Leday e Nebo. Mancano compattezza, anima, idee, capacità di ribellarsi. Le armi dello Zalgiris.

La partenza che illude

Più aggressiva con Nebo in quintetto e Shields ad attaccare a testa bassa, l’Armani ha provato ad azzannare la serata dalla palla a due, mordendo i teneri Giedraitis e Brazdeikis sul perimetro e provando a correre alla prima occasione utile: 8 punti di Shields firmavano il +8 al 4’42”, la prima tripla di Brooks il +9 45” dopo, bissato dall’arresto e tiro del 21-10 al 6’26”. Dichiarazione d’intenti, ma lo Zalgiris ha identità e anima, gonfiata dal migliaio di fedelissimi in verde sparsi per il Lido. Lo strappo veniva assorbito dalle spalle larghe di Tubelis e Ulanovas in post basso e dalle rasoiate di Francisco che impattava a 22 a inizio secondo quarto, grazie a tre liberi regalati da Booker a centrocampo.

Sylvain Francisco 

Il ritorno dello Zalgiris

Il lungo, con Brown e Guduric, è il simbolo della mollezza dell’attuale panchina milanese dalla quale Poeta cava non più delle cavalcate di Bolmaro, non sempre in controllo. Il nuovo +8 (32-24 al 13’) durava anche meno del precedente vantaggio, con la difesa Zalgiris a forzare palle perse e le triple maligne del centro Wright e dell’ex Maodo Lo. I lituani, primi in Eurolega per percentuale dall’arco, sanno come costruire tiri puliti: l’ennesima sassata di Francisco (13 punti alla pausa) siglava il sorpasso (44-45) a due secondi dalla pausa lunga. Il foglio delle statistiche, in spogliatoio, dev’essere girato parecchio: star sotto nonostante il 64% da due, il 50% da tre e il +9 a rimbalzo vuol dire che ancora una volta i problemi dell’Olimpia stanno nella propria metà campo.

Marko Guduric 

La scintilla di Milano

Le avvisaglie della debacle appaiono subito alla ripresa, con i lituani in comodo decollo sulle ali di Butkevicius e Tubelis (46-51 al 22’) e l’Armani in crisi isterica, vedi fallo tecnico alla panchina. Lì, invece, arriva la scintilla per cinque minuti di difesa finalmente soda e la risposta della vecchia guardia. Comincia Leday, poi esplode Shields, a ricciolo per battere Ulanovas o con le triple dal palleggio, altri 15 punti in meno di 5 minuti per ridare a Milano un +7 al tramonto del terzo quarto consolidato da due giocate del vero Guduric (74-68 al 33’).

Il blackout e la disfatta

Ma l’Armani di questo periodo sa sciogliersi in fretta. La prende a schiaffi l’ex al veleno Maodo Lo, la sorpassa un libero di Sleva, la affossa una tripla di Francisco (76-80 al 37’) mentre di là ci sono solo tiracci di Bolmaro e assalti a testa bassa di Shields e Nebo – puniti da due sfondamenti chiave – mentre Brooks si fa mangiare dalla difesa di Giedraitis. “Zalgiris! Zalgiris!”. Finisce in disfatta, e trionfo lituano.

Peppe Poeta 

Poeta: “Brown? Sta facendo fatica”

Coach Peppe Poeta non riesce nemmeno a stiracchiare il suo proverbiale sorriso: “Sono deluso, come contro la Stella Rossa abbiamo giocato tre buoni quarti e nell’ultimo non siamo stati abbastanza. Ho ringraziato i ragazzi per lo sforzo e chiesto scusa perché un pezzo della sconfitta è mia, sono una matricola e questo con gli arbitri si vede, ma non abbiamo perso per loro. Brooks? E’ normale che dopo due mesi super abbia addosso l’attenzione di tutti ma non mi preoccupa l’attacco, dobbiamo essere più bravi difensivamente. La difesa si costruisce di squadra e va allenata. Brown solo 7 minuti? Scelta tecnica, avete visto come sta giocando, sta facendo fatica”. Ed effettivamente il playmaker pare ai titoli di coda. “Ci sto mettendo tutto me stesso per far sì che le cose funzionino – insiste Poeta – i nostri difetti li possiamo compensare. E in campionato ne abbiamo vinte 7 in fila”. Pare proprio quello l’unico orizzonte milanese.

Armani – Zalgiris 82-86

ARMANI: Ellis 2, Brooks 9, Shields 27, Leday 10, Nebo 12 – Brown, Bolmaro 7, Guduric 12, Ricci 2, Booker 1. Coach: Poeta

ZALGIRIS: Francisco 25, Giedraitis 3, Brazdeikis 2, Tubelis 8, Wright 10 – Lo 17, Butkevicius 11, Ulanovas 6, Sleva 4, Birutis. Coach: Masiulis

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