Donald vs LeBron. Dopo il caso Balogun, Trump scende ancora in campo. Quello da basket, stavolta. Nella conferenza stampa di venerdì alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ha preso di mira la star Nba LeBron James, fresco del passaggio dai Los Angeles Lakers ai Philadelphia 76ers. Tutto parte dalla domanda del giornalista di Fox News: “Presidente, dopo questo trasferimento devo farle una domanda. Chi è secondo lei il migliore cestista di tutti i tempi? LeBron o Michael Jordan?”.
Trump: “LeBron forse è razzista. Mi piacciono quelli a cui piaccio”
Pronta la risposta di Donald: “LeBron? Non lo so, forse è razzista o forse non gli piace Trump. A me piacciono le persone a cui piaccio, quindi scelgo Michael senza esitazione". E poi l’elogio di Jordan: “Lui è mio amico e una brava persona, ci gioco spesso a golf”, sentenzia Trump. Mentre il rapporto con LeBron non c’è mai stato. Tutto ha inizio nel 2016, quando il cestista – al tempo ai Cleveland Cavaliers – decise di schiera…
Donald vs LeBron. Dopo il caso Balogun, Trump scende ancora in campo. Quello da basket, stavolta. Nella conferenza stampa di venerdì alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ha preso di mira la star Nba LeBron James, fresco del passaggio dai Los Angeles Lakers ai Philadelphia 76ers. Tutto parte dalla domanda del giornalista di Fox News: “Presidente, dopo questo trasferimento devo farle una domanda. Chi è secondo lei il migliore cestista di tutti i tempi? LeBron o Michael Jordan?”.
Trump: “LeBron forse è razzista. Mi piacciono quelli a cui piaccio”
Pronta la risposta di Donald: “LeBron? Non lo so, forse è razzista o forse non gli piace Trump. A me piacciono le persone a cui piaccio, quindi scelgo Michael senza esitazione". E poi l’elogio di Jordan: “Lui è mio amico e una brava persona, ci gioco spesso a golf”, sentenzia Trump. Mentre il rapporto con LeBron non c’è mai stato. Tutto ha inizio nel 2016, quando il cestista – al tempo ai Cleveland Cavaliers – decise di schierarsi apertamente con la democratica Hillary Clinton nella corsa alla presidenziali americane.
Tutte le tappe dello scontro LeBron-Trump
Nel 2017 un altro scontro. Stephen Curry, stella dei Golden State Warriors, aveva espresso dubbi sulla tradizionale visita dei campioni Nba alla Casa Bianca. Trump non tollerò l'esitazione di Curry, cancellando l’invito tramite un tweet: “Essere invitati alla Casa Bianca è considerato un grande onore. Stephen Curry sta esitando, quindi l'invito è ritirato!”, il messaggio di Trump. In sostegno di Steph è intervenuto proprio LeBron: "Andare alla Casa Bianca era un grande onore finché non ci sei arrivato tu, perdente!", aveva scritto sul vecchio Twitter. La crepa si è allargata negli anni, complice la diffusione del movimento Black Lives Matter nel 2020, quando Trump accusò pubblicamente l’Nba di essere “troppo politicizzata”.