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La mezza Roma che vince: e domenica super derby al PalaEur

Una fase di Virtus Bologna-Maxima Roma 

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In attesa dello scontro diretto, le romane mostrano una precisa identità. La Bc ha travolto Tortona, la Maxina ha sfiorato l’impresa con la Virtus Bologna. Segnali di crisi all’Olimpia Milano
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Mezza Roma ha vinto, l’altra mezza ha perso. Bc-Maxima 1-0, dopo un secondo turno di campionato che ha già azzoppato una sconcertante Milano. Entrambe le figlie della Lupa generate in provetta hanno mostrato un’identità, in attesa del resto: la Bc rifilando un chiassoso +38 a Tortona, la Maxima costringendo Bologna a nuovi eroismi per risalire dal -11 che a 6’ dalla fine la inchiodava alla “dura lex, sed lex”. E già incombe il primo derby capitale della nuova serie, in agenda domenica al PalaEur. Oltre ad una vincitrice, se ne attende una prima risposta su chi e quanti andranno a tifare per due squadre sconosciute.

Milano e la fatal Verona

Abbonata a giocarsi la pelle all’ultimo secondo, stavolta Milano ce l’ha lasciata, in una sua riedizione della fatal Verona, remota dicitura di crolli calcistici. Il gol alla sirena l’hanno segnato gli altri, Massinburg da tre: 75-72, “Meritata”, il timbro a caldo di Ramagli, coach di ventura di mille battaglie. Parole sante. Verona era avanti di 5 …

Mezza Roma ha vinto, l’altra mezza ha perso. Bc-Maxima 1-0, dopo un secondo turno di campionato che ha già azzoppato una sconcertante Milano. Entrambe le figlie della Lupa generate in provetta hanno mostrato un’identità, in attesa del resto: la Bc rifilando un chiassoso +38 a Tortona, la Maxima costringendo Bologna a nuovi eroismi per risalire dal -11 che a 6’ dalla fine la inchiodava alla “dura lex, sed lex”. E già incombe il primo derby capitale della nuova serie, in agenda domenica al PalaEur. Oltre ad una vincitrice, se ne attende una prima risposta su chi e quanti andranno a tifare per due squadre sconosciute.

Milano e la fatal Verona

Abbonata a giocarsi la pelle all’ultimo secondo, stavolta Milano ce l’ha lasciata, in una sua riedizione della fatal Verona, remota dicitura di crolli calcistici. Il gol alla sirena l’hanno segnato gli altri, Massinburg da tre: 75-72, “Meritata”, il timbro a caldo di Ramagli, coach di ventura di mille battaglie. Parole sante. Verona era avanti di 5 a 14” dalla fine e le aveva inventate tutte per subire il pareggio di Mathews a 3”. L’ha vinta con l’ultima rimessa. “Meritata”, e non ci piove, avanti 35’ su 40’ contro un’Olimpia peccatrice, fra micidiali indolenze e fatali distrazioni, tiri buttati e rimbalzi guardati. Il primato già perduto fa colpo, ma di peggio c’è un gioco che non fluisce, un attacco che non sfonda, una difesa che imbarca acqua. “Mi prendo tutta la responsabilità”, ha mostrato il petto coach Poeta, riservandosi di mostrare altro alla truppa. Del mazzo d’assi in dotazione vanno in campo i cugini, stavolta Peters e Hall, Wright e Burnell, salvando forse Guduric che ha provato a vincerla e forse Mathews che era riuscito a pareggiarla.

Bc nelle mani di Mannion

Bocciato a Bologna e a Milano per inadeguatezza agli alti livelli, ma punito pure da ruoli marginali in gerarchia, dentro quelle Virtus e Olimpia affollate di campioni, Nico Mannion potrebbe avere in mano una regia da titolare e un mandato senza nulla da dover dimostrare nella sua terza reincarnazione e dimostrare a Roma che gli serve tempo (in campo, non per ingrossare i suoi teneri 25 anni) per dispiegare il suo indubbio talento. Il traino del Rosso nella cavalcata su Tortona è stato decisivo (19 punti e 9 assist in 24’), dopodichè la squadra appena nata non potrà che assemblarsi meglio, ma intanto chi guida l’autobus ce l’ha.

Maxima nelle fauci di Carr

Spaventare la Virtus nella sua casa, ancora ebbra del trionfo sull’Olympiacos, racchiude sia i meriti che i limiti della Maxima, che a 6’ dalla fine era avanti a Bologna di 11 e solo a 1’38” dal gong è stata messa dietro, dissolta anzitutto in difesa (33 punti nel quarto dalla Vu, ogni attacco andato in gol). Poi, ci sarebbe da dire del prodigioso Carr, il play canadese dei finali vincenti della rivale: stavolta 16 punti nei 5’30” conclusivi, dopo il gol-partita alla sirena fatale all’Olympiacos. Pur zavorrata da 2 sconfitte su 2, la Maxima partita per ultima è parsa in cammino, con qualità sparsa sui vari quintetti presentati, con picchi per Lemar e Moon (18 e 13, di cinque uomini in doppia cifra) e apporti seri pure di Veronesi e Camara.

L’ora di Napoli

Iscritta dai pronostici fra le novità più arrembanti, Napoli ne ha vinte due e sta nel gruppo delle cinque di testa, con le attese Bologna e Venezia e le inattese Udine e Treviso. Vuole scalare posizioni in fretta, bussare presto alle porte dell’alta Europa, ed ha affidato questi obiettivi al capitano di lungo corso Jasmin Repesa, che un mandato analogo ricevette dalla Trapani delle sette leghe, sua precedente panchina, salvo infine ritrovarsela fiera in campo e incidentata fuori. Scudetti a Bologna e Milano, finale a Roma, il coach croato ha puntato su una squadra ricca di veterani di qualità, curando intanto la creazione del gruppo, col dare dando nel dopopartita della chilometrica vittoria su Reggio (due ore e mezzo di gioco) il merito a due ragazzi. “Abbiamo vinto grazie a Sankare e Faggian”. Serviranno tanti uomini, disputando anche la coppa. Jasmin inizia ad arruolarli.

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