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Bologna sempre meglio, Milano sempre peggio: le due facce dell’Eurolega

Il coach di bologna Alex Mumbrú

 

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La rubrica ‘Quinto quarto’
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In testa Panathinaikos e Valencia imbattute, in coda più nessuno a zero punti, si scuote la classifica di Eurolega, dopo il quarto turno dispari delle italiane: Bologna ride, Milano piange. La Virtus sbanca Monaco, stando avanti tutta la partita meno due minuti: 5-7, poi la fuga per la vittoria, 94-87. L’Olimpia crolla a Belgrado, casa Maccabi, stando dietro tutta la partita meno mezzo minuto: 7-5, poi l’abisso, 79-97. I risultati traducono il momento. Euforica l’una, al terzo successo di fila tra campionato e coppa, avvilita l’altra, al terzo ko consecutivo. Di seguito, qualche perché, e intanto solo due parole su queste note sparse per un paio di appuntamenti a settimana. In “Quinto quarto” si contiene la chiacchiera dopo i quattro giocati e visti, ma anche la lezione della popolare cucina romana. Tagli, ritagli e frattaglie per ogni turno in campo e fuori, senza buttar via niente.

Milano sempre peggio

Incassarne una ventina senza veder mai la luce, il -18 davanti a un Maccabi ancor…

In testa Panathinaikos e Valencia imbattute, in coda più nessuno a zero punti, si scuote la classifica di Eurolega, dopo il quarto turno dispari delle italiane: Bologna ride, Milano piange. La Virtus sbanca Monaco, stando avanti tutta la partita meno due minuti: 5-7, poi la fuga per la vittoria, 94-87. L’Olimpia crolla a Belgrado, casa Maccabi, stando dietro tutta la partita meno mezzo minuto: 7-5, poi l’abisso, 79-97. I risultati traducono il momento. Euforica l’una, al terzo successo di fila tra campionato e coppa, avvilita l’altra, al terzo ko consecutivo. Di seguito, qualche perché, e intanto solo due parole su queste note sparse per un paio di appuntamenti a settimana. In “Quinto quarto” si contiene la chiacchiera dopo i quattro giocati e visti, ma anche la lezione della popolare cucina romana. Tagli, ritagli e frattaglie per ogni turno in campo e fuori, senza buttar via niente.

Milano sempre peggio

Incassarne una ventina senza veder mai la luce, il -18 davanti a un Maccabi ancora a secco di vittorie, non è stato l’esito di una partita di atteso e sperato riscatto. Servivano all’Armani vittoria e prestazione. Nè l’una nè l’altra. Invece, una gara piatta, malinconica come l’arena deserta di Belgrado, senza acuti e senza fuoco, e già tanto lavoro per l’ufficio facce, quello spiato per primo quando tirano venti di crisi. L’Armani è alla sbarra dopo un solo mese in azione. Il gioco è pessimo, lo spirito è peggio, e allora si fa strada pure l’ufficio voci, laddove Poeta ondeggia nella tempesta, e non lo rafforzerà sentir circolare i primi spot dei coach disoccupati. La squadra arretra, col Maccabi c’è stato un solo uomo da salvare (Wright, quantità più che qualità, attacco più che difesa), dopodiché, fra i tanti o tutti, la prolungata inesistenza di Peters è ora al confine della nocività, in un gruppo confuso in cui si sono persi anche Bolmaro e Hall, fino all’altro ieri dirompenti, sbanda Guduric, non c’è traccia di Thompson e Cole, registi abiurati, nè d’altri leader (mancati) o gregari (inutili). Se serve, le prossime sono in casa. Può aiutare, ma anche incombere con pesi oppressivi.

Bologna sempre meglio

Nel senso opposto, sorprende anche Bologna. E se nel precedente trionfo sull’Olympiacos brillava l’audacia baciata dalla fortuna (gol alla sirena, sorte sposata al merito), in questa presa di Monaco, inflitta a un Bayern in perenne e vana rincorsa, c’è stata l’inattesa nitidezza di un match intascato da chi ci aveva spadroneggiato. Stavolta pure senza eroismi, ma solo un’ispirata gestione di Carr, assolto finalmente da Moore, l’uomo di maggior classe, il mandato da prima punta finora disatteso. La Virtus corre appena può, nel suo primo quarto da 35 punti si univano efficacia e bellezza, ma coach Mumbrù ha pure altri spartiti, per stanare difese schierate e sbrogliare con pazienza anche partite a scacchi: un utile spot per lui, il raid in Germania, visto che vi allena la nazionale.

Nba-Eurolega, partita di ritorno

Dopo il sostanziale pareggio nel match d’andata a Cernobbio, qualcosa di più sulla sfida Eurolega-Nba potrà dire la gara di ritorno, ossia un nuovo incontro per decidere il futuro del basket continentale. Al lavoro le diplomazie, non affiorano certezze, ma si rimane sul pronostico che prima o poi l’accordo a due si farà, modellato sul prevalente potere economico della Nba. Nell’attesa, non sarà male tener d’occhio i club voluti di qua e di là, ossia quelli con un posto fisso in Eurolega e un invito pressante da Nba. La domanda chiave è questa: figurando oggi in entrambe le liste, da che parte sceglieranno di andare Real Madrid, Barcellona, Fenerbahce, Panathinaikos, Bayern e altre varie ed eventuali (inclusa una Mosca di rientro), orientando in modo decisivo l’ago della bilancia?

Brilla Napoli in Eurocup

Tre hanno vinto e tre perso, delle sei italiane di Eurocup: Napoli, Bc Roma e Tortona le prime, Venezia, Maxima Roma e Trento le seconde. Il torneo appena partito non fa ancora luce sui valori, ma le due Salonicco, Paok e Aris, paiono già rispettare il loro ruolo di favorite. Pure Napoli marcia in coppa come in campionato. Le ha vinte tutte e sono 4 su 4, mentre circola fiducia nei corridoi di palazzo sul posto prenotato per la prossima Eurolega.

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