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La Roma di Nelson: “Un progetto nato in Lituania dopo un bicchiere di troppo”

Donnie Nelson 

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Il presidente della BC, una delle due nuove squadre della capitale: “Un’opportunità storica, resteremo a lungo. Doncic ne è entusiasta”
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ROMA – Amor e Roma. Nella testa di Donnie Nelson il palindromo più affascinante e meno probabile per il nostro basket è nato un giorno in Lituania, con un po’ di vodka nel bicchiere: «Tra il 1992 e il 2000 sono stato assistant coach della nazionale lituana, tre volte bronzo alle Olimpiadi — racconta il presidente della BC Roma — . Avevamo quella maglia incredibile a Barcellona e giocatori fantastici come Sabonis e Marciulionis. Un anno fa io e mio figlio siamo tornati a Kaunas per una festa. La mattina successiva abbiamo fatto colazione con Rimas Kaukenas, che ha giocato a lungo in Italia. Dopo aver trascorso la serata forse bevendo un po’ troppo, ci siamo ritrovati a parlare di basket. Lui aveva un rapporto con il proprietario di Cremona, il signor Vanoli, che iniziava a pensare alla possibilità di cedere il titolo. A quel punto ci siamo resi conto che a Roma esisteva un’opportunità storica». Lasciata la Lituania, sono andato in Slovenia. Ho spiegato a Luka Doncic e a suo padre il pr…

ROMA – Amor e Roma. Nella testa di Donnie Nelson il palindromo più affascinante e meno probabile per il nostro basket è nato un giorno in Lituania, con un po’ di vodka nel bicchiere: «Tra il 1992 e il 2000 sono stato assistant coach della nazionale lituana, tre volte bronzo alle Olimpiadi — racconta il presidente della BC Roma — . Avevamo quella maglia incredibile a Barcellona e giocatori fantastici come Sabonis e Marciulionis. Un anno fa io e mio figlio siamo tornati a Kaunas per una festa. La mattina successiva abbiamo fatto colazione con Rimas Kaukenas, che ha giocato a lungo in Italia. Dopo aver trascorso la serata forse bevendo un po’ troppo, ci siamo ritrovati a parlare di basket. Lui aveva un rapporto con il proprietario di Cremona, il signor Vanoli, che iniziava a pensare alla possibilità di cedere il titolo. A quel punto ci siamo resi conto che a Roma esisteva un’opportunità storica». Lasciata la Lituania, sono andato in Slovenia. Ho spiegato a Luka Doncic e a suo padre il progetto. Luka ha apprezzato subito l’idea e ha voluto investire di tasca sua nel progetto BC. Ne è entusiasta». La star Nba ha voluto anche coinvolgere Sergio Scariolo, che di Nelson è consulente.

Il progetto BC Roma nato da una sbronza in Lituania

È nata così la Basketball Club Roma: il derby di domenica scorsa perso di un punto contro la Maxima ha portato al PalaEur oltre 9mila persone. Appassionati, non ancora tifosi: per tifare bisogna identificarsi, ed è quello che Nelson, figlio del leggendario allenatore Nba Don, una vita da uomo-mercato dei Mavericks (tra i suoi colpi Novitzki, Nash, lo stesso Doncic), vuol provare a fare. «Mi piacerebbe vedere i nostri giocatori parlare con le persone al supermercato, in giro per la città, sentire l’amore per questa maglia, per questi colori, parlare con i tifosi uno alla volta e conquistare la loro fiducia. Dopo la nostra prima partita al PalaTiziano Mannion ha voluto dare il cinque a tutti gli spettatori intorno al campo. Questi gesti sono importanti. Nico è stato il primo giocatore che abbiamo preso: sua madre è romana e lui incarna perfettamente quello che vogliamo. Una squadra identificata con la città, con tanti italiani».

Il padrino Bianchini

Nelson parla ai giornalisti al Circolo Parioli. C’è anche Valerio Bianchini «our Godfather» lo chiama Donnie, il nostro padrino. «Vogliamo tornare a vincere come ai tempi di Valerio». E lui: «Ho pensato che Donnie mi volesse solo come un reperto da esibire. Ma non è affatto così. Sento tutta la forza, la passione di qualcosa che nasce». Poi, certo, i soldi di Nba Europe farebbero comodo. «Ma resteremo in ogni caso» aggiunge Nelson, «a prescindere anche da dove andremo a giocare. C’è l’idea della copertura dello stadio del tennis al Foro Italico, sarebbe bello, ma non è detto che si faccia. Non cambia nulla. Vedere 9mila persone in casa della Maxima ci ha dato un grande brivido. Roma aspettava di tornare a impazzire per il basket». Si parla della possibilità di una collaborazione con la As Roma, «Ryan Friedkin è un amico, siamo naturalmente disponibili a confrontarci con lui».

Il rapporto con la Maxima

Viene la parte più complessa, ora: segnare più punti degli avversari. L’inizio è stato buono, non eccezionale (una vittoria e due sconfitte in Serie A, 2/1 in EuroCup), ci vorranno settimane per costruire Roma. Le basi sembrano solide. Ma chi è la Roma, e chi è la Lazio qui, Donnie? «No no, noi e la Maxima non siamo nemici. Nel basket non esistono nemici».

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