ROMA - Una fotografia con lo Zingaro e Stefano Mauri. Cinque partite di serie A, una dozzina di B. Quasi cinquanta giocatori coinvolti. Il ruolo di presidente e società. Carlo Gervasoni, il pentito del calcioscommesse italiano, può spazzare via buona parte del calcio italiano. Oggi si siederà davanti al procuratore federale Stefano Palazzi. Il 12 marzo a Cremona ha messo nero su bianco quello che sembra essere l'inizio di una fine.
GLI ACCORDI PER LAZIO-GENOA - Gervasoni è l'uomo della banda degli Zingari in Italia, in diretto contatto sia con Hrystian Ilievski sia con Amir Gecic. Arrestato a dicembre ha deciso di collaborare con il procuratore Roberto Di Martino: fino a oggi le sue dichiarazioni hanno trovato sempre riscontri, per questo è considerato un testimone attendibile. "Cassano (ndr, portiere del Piacenza arrestato qualche mese fa) aveva verificato tramite Zamperini (ndr, ex calciatore gancio degli Zingari) che c'era effettivamente la possibilità che la Lazio comprasse la partita nei confronti del Genoa. So che Zamperini si è recato a Roma e che, insieme con Ilievski, sono andati a Formello dove hanno incontrato Mauri. Non so quali altri calciatori della Lazio fossero coinvolti nella combine. So che gli slavi puntavano sulla sconfitta del Genoa con l'over. In realtà ho appreso che durante questi contatti a Roma era emerso che alcuni giocatori della Lazio avevano già scommesso su un risultato diverso da quello sopra indicato, risultato che non sono in grado di precisare. Allora è accaduto che, dopo aver parlato Ilievski e Zamperini, con i propri referenti Mauri e Milanetto, erano giunti alla conclusione che l'accordo doveva limitarsi a un over nel primo tempo con libertà per le squadre di concludere liberamente il risultato finale". I magistrati gli chiedono anche di Sculli, l'uomo indicato da Ilievski in un'intervista a Repubblica come possibile gancio di altri scommettitori nella partita. "Non ne so nulla" dice Gervasoni.
LA FOTO CON MAURI - Il racconto di Gervasoni è stato già riscontrato sulla base dei movimenti con i tabulati telefonici. Ma Mauri ha sempre negato tutto, sostenendo di non conoscere gli Zingari. "Ricordo però - mette a verbale Gervasoni - che Ilievski mi mostrò una foto sul cellulare che lo ritraeva abbracciato insieme a Mauri. Ricordo di aver appreso da Cassano che le scommesse dei giocatori della Lazio erano state effettuate presso un amico di Zamperini che aveva un'agenzia di scommesse a Roma".
LECCE-LAZIO - "La combine fu possibile per l'interessamento di Zamperini. Ilievski e Gecic sentirono Zamperini che disse che tutto era a posto perché la Lazio vincesse con un over con due gol di scarto. Zamperini si mise in contatto con Mauri, non so quale sia stato il contatto per arrivare ai giocatori del Lecce. Quello che posso dire è che tutte e due le squadre furono coinvolte. Gecic disse che aveva investito circa 400mila euro per pagare i giocatori di entrambe le squadre. Confermo i nomi che ho già indicato del Lecce, cioè i due portieri Rosati e Benassi. Ricordo che il primo fu espulso e subentrò il secondo (...) Gecic mi disse che erano coinvolti altri due o tre giocatori della Lazio e tre o quattro del Lecce". Gecic era la fonte principale di Gervasoni. "Mi riferì che Lazio-Albinoleffe di Coppa Italia terminata 3-0 credo nel 25 novembre del 2010 era stata combinata dai giocatori dell'Albinoleffe con over e sconfitta e che Brescia-Lecce terminata 2-2 del 27 gennaio era una partita combinata con l'over".
IL RUOLO DEI CLUB: SIENA, LECCE E ATALANTA
Se Gervasoni sa il vero, il Siena dovrebbe essere retrocesso per responsabilità diretta: "Gecic mi riferì di aver appreso da un suo amico del Kazakistan che il presidente del Siena diede dei soldi ai giocatori del Modena Tamburini e Perna per vincere l'incontro Modena-Siena. (...)". Per l'Atalanta ci sarebbe invece l'omessa denuncia (penalizzazione): "Provarono a sistemare Atalanta-Albinoleffe. Ma Gegic mi disse che Doni gli aveva riferito che mai avrebbero combinato quella partita in quanto il presidente ci teneva molto che la partita venisse giocata in maniera regolare, trattandosi di un derby (...) Nel 2010 fu Paoloni invece a dirmi che l'Ascoli aveva preso soldi dal Lecce per giocare alla morte contro di noi". Nei guai anche il Piacenza: "Cassano mi disse che alcuni giocatori avevano chiesto al direttore sportivo De Falco l'approvazione in ordine alla decisione che avevano preso di pareggiare con l'Albinoleffe (...) Mentre ho appreso dai fratelli Cossato che Chievo-Udinese (0-2, 15 maggio 2011) dello scorso anno è stata manipolata".
BERTANI E LA SCHEDA - "Bertani (ndr, ex attaccante del Novara oggi alla Samp) incontrò Gecic in un bar di Legnano e capì a seguito di quell'incontro che vi era una ulteriore disponibilità da parte dei giocatori del Novara. Credo che a seguito di questi accordi gli slavi consegnarono a Bertani un telefono dedicato finalizzato a essere utilizzato per ulteriori rapporti (...) So che presero contatti con lui e con Carobbio per l'over di Novara-Siena (2-2)".
L'ARBITRO - "Con Gecic ci fermammo a mangiare presso il ristorante a Porto San Giorgio di un mio ex compagno di squadra, Stefano Bagalini che è fratello di Roberto che fa l'arbitro (...) Gecic mi chiese di incontrarlo (...) Così di notte siamo tornati al ristorante dove Gecic ha potuto parlare con Roberto Bagalini e gli ha chiesto se poteva dare la sua disponibilità per un over per una partita che si sperava potesse arbitrare nei giorni successivi. Bagalini rimase un po' perplesso, anche se quando Gecic gli parlò di un possibile compenso tra i 50mila e gli 80mila si mostrò possibilista. La cosa poi non ha avuto alcun esisto, non so se sia dipeso dal fatto che Bagalini non sia stato designato per alcuna partita dopo quella data".
VERONA-BARI - "La gara, del giugno del 2007, terminata 4-2 (...) Il Verona, tramite il direttore sportivo Cannella, diede dei soldi al proprio giocatore Sibilano il quale li consegnò a Bellavista e Santoruvo (...) Mi chiesero se ero disponibile ad andare a ritirare i soldi presso la sede del Verona. La somma mi venne consegnata da Cannella".
GLI ACCORDI PER LAZIO-GENOA - Gervasoni è l'uomo della banda degli Zingari in Italia, in diretto contatto sia con Hrystian Ilievski sia con Amir Gecic. Arrestato a dicembre ha deciso di collaborare con il procuratore Roberto Di Martino: fino a oggi le sue dichiarazioni hanno trovato sempre riscontri, per questo è considerato un testimone attendibile. "Cassano (ndr, portiere del Piacenza arrestato qualche mese fa) aveva verificato tramite Zamperini (ndr, ex calciatore gancio degli Zingari) che c'era effettivamente la possibilità che la Lazio comprasse la partita nei confronti del Genoa. So che Zamperini si è recato a Roma e che, insieme con Ilievski, sono andati a Formello dove hanno incontrato Mauri. Non so quali altri calciatori della Lazio fossero coinvolti nella combine. So che gli slavi puntavano sulla sconfitta del Genoa con l'over. In realtà ho appreso che durante questi contatti a Roma era emerso che alcuni giocatori della Lazio avevano già scommesso su un risultato diverso da quello sopra indicato, risultato che non sono in grado di precisare. Allora è accaduto che, dopo aver parlato Ilievski e Zamperini, con i propri referenti Mauri e Milanetto, erano giunti alla conclusione che l'accordo doveva limitarsi a un over nel primo tempo con libertà per le squadre di concludere liberamente il risultato finale". I magistrati gli chiedono anche di Sculli, l'uomo indicato da Ilievski in un'intervista a Repubblica come possibile gancio di altri scommettitori nella partita. "Non ne so nulla" dice Gervasoni.
LA FOTO CON MAURI - Il racconto di Gervasoni è stato già riscontrato sulla base dei movimenti con i tabulati telefonici. Ma Mauri ha sempre negato tutto, sostenendo di non conoscere gli Zingari. "Ricordo però - mette a verbale Gervasoni - che Ilievski mi mostrò una foto sul cellulare che lo ritraeva abbracciato insieme a Mauri. Ricordo di aver appreso da Cassano che le scommesse dei giocatori della Lazio erano state effettuate presso un amico di Zamperini che aveva un'agenzia di scommesse a Roma".
LECCE-LAZIO - "La combine fu possibile per l'interessamento di Zamperini. Ilievski e Gecic sentirono Zamperini che disse che tutto era a posto perché la Lazio vincesse con un over con due gol di scarto. Zamperini si mise in contatto con Mauri, non so quale sia stato il contatto per arrivare ai giocatori del Lecce. Quello che posso dire è che tutte e due le squadre furono coinvolte. Gecic disse che aveva investito circa 400mila euro per pagare i giocatori di entrambe le squadre. Confermo i nomi che ho già indicato del Lecce, cioè i due portieri Rosati e Benassi. Ricordo che il primo fu espulso e subentrò il secondo (...) Gecic mi disse che erano coinvolti altri due o tre giocatori della Lazio e tre o quattro del Lecce". Gecic era la fonte principale di Gervasoni. "Mi riferì che Lazio-Albinoleffe di Coppa Italia terminata 3-0 credo nel 25 novembre del 2010 era stata combinata dai giocatori dell'Albinoleffe con over e sconfitta e che Brescia-Lecce terminata 2-2 del 27 gennaio era una partita combinata con l'over".
IL RUOLO DEI CLUB: SIENA, LECCE E ATALANTA
Se Gervasoni sa il vero, il Siena dovrebbe essere retrocesso per responsabilità diretta: "Gecic mi riferì di aver appreso da un suo amico del Kazakistan che il presidente del Siena diede dei soldi ai giocatori del Modena Tamburini e Perna per vincere l'incontro Modena-Siena. (...)". Per l'Atalanta ci sarebbe invece l'omessa denuncia (penalizzazione): "Provarono a sistemare Atalanta-Albinoleffe. Ma Gegic mi disse che Doni gli aveva riferito che mai avrebbero combinato quella partita in quanto il presidente ci teneva molto che la partita venisse giocata in maniera regolare, trattandosi di un derby (...) Nel 2010 fu Paoloni invece a dirmi che l'Ascoli aveva preso soldi dal Lecce per giocare alla morte contro di noi". Nei guai anche il Piacenza: "Cassano mi disse che alcuni giocatori avevano chiesto al direttore sportivo De Falco l'approvazione in ordine alla decisione che avevano preso di pareggiare con l'Albinoleffe (...) Mentre ho appreso dai fratelli Cossato che Chievo-Udinese (0-2, 15 maggio 2011) dello scorso anno è stata manipolata".
BERTANI E LA SCHEDA - "Bertani (ndr, ex attaccante del Novara oggi alla Samp) incontrò Gecic in un bar di Legnano e capì a seguito di quell'incontro che vi era una ulteriore disponibilità da parte dei giocatori del Novara. Credo che a seguito di questi accordi gli slavi consegnarono a Bertani un telefono dedicato finalizzato a essere utilizzato per ulteriori rapporti (...) So che presero contatti con lui e con Carobbio per l'over di Novara-Siena (2-2)".
L'ARBITRO - "Con Gecic ci fermammo a mangiare presso il ristorante a Porto San Giorgio di un mio ex compagno di squadra, Stefano Bagalini che è fratello di Roberto che fa l'arbitro (...) Gecic mi chiese di incontrarlo (...) Così di notte siamo tornati al ristorante dove Gecic ha potuto parlare con Roberto Bagalini e gli ha chiesto se poteva dare la sua disponibilità per un over per una partita che si sperava potesse arbitrare nei giorni successivi. Bagalini rimase un po' perplesso, anche se quando Gecic gli parlò di un possibile compenso tra i 50mila e gli 80mila si mostrò possibilista. La cosa poi non ha avuto alcun esisto, non so se sia dipeso dal fatto che Bagalini non sia stato designato per alcuna partita dopo quella data".
VERONA-BARI - "La gara, del giugno del 2007, terminata 4-2 (...) Il Verona, tramite il direttore sportivo Cannella, diede dei soldi al proprio giocatore Sibilano il quale li consegnò a Bellavista e Santoruvo (...) Mi chiesero se ero disponibile ad andare a ritirare i soldi presso la sede del Verona. La somma mi venne consegnata da Cannella".