ROMA - Sono attesi per l'inizio della prossima settimana, lunedì 7 o al massimo martedì 8, i primi deferimenti da parte della Procura federale sulla seconda inchiesta sul calcio scommesse. Con l'interrogatorio del calciatore Tomas Locatelli, ascoltato per la seconda volta negli uffici romani della Procura Figc, si è conclusa oggi pomeriggio la prima parte dell'indagine.
IN ARRIVO PRIMI DEFERIMENTI, SU INCHIESTA CREMONA - Nel weekend il procuratore Stefano Palazzi chiuderà il primo fascicolo, quello legato all'inchiesta sviluppata a Cremona: aspettando le carte in arrivo dalle procure di Bari e Napoli, Palazzi non dovrebbe per ora occuparsi della serie A. Le uniche eccezioni dovrebbero riguardare Atalanta, Novara e Siena, tre squadre sotto osservazione per alcune partite della passata serie B. Qualche dubbio rimane sul club toscano, il cui presidente Massimo Mezzaroma (la cui audizione è stata rinviata per motivi di salute), citato da Carlo Gervasoni, e l'ex allenatore Antonio Conte non sono ancora stati sentiti. Probabile allora che la posizione del Siena sia valutata nella seconda tranche di indagine (la terza se si considera anche quella della scorsa estate) che riguarderà la Serie A, prevista quando il campionato sarà concluso. In ogni caso il terremoto è appena agli inizi: il primo processo (molte squadre di serie B e Lega Pro sono coinvolte) dovrebbe concludersi entro il 10 giugno, poi ce ne sarà un altro (probabilmente a luglio) con molti club di serie A che potrebbero anche essere coinvolti.
LOCATELLI: "IO PARTE LESA, PERSO 1.700.000 EURO" - Tirato in ballo da Gervasoni per la presunta combine della partita Mantova-Ancona del 30 maggio 2010 (finita 2-2), Locatelli ha chiesto di essere riascoltato dai collaboratori del procuratore federale dopo l'audizione dello scorso 18 aprile. "Leggo che sono stato convocato nuovamente, ma la verità è che mi sento parte lesa di questo calcioscommesse - ha sottolineato il 36enne ex giocatore del Milan, ora tesserato per l'Atletico Arezzo in serie D, al termine dell'interrogatorio durato circa due ore - e ringrazio il procuratore per avermi permesso di esternare questa problematica, perché sembra che alcuni giocatori del Mantova abbiano venduto alcune partite. Mi auguro non sia così, perché per me sarebbe una pugnalata da ragazzi con i quali ho condiviso tutto. Dal Mantova devo avere ancora un milione e 700mila euro, la retrocessione ha portato al fallimento della società e ho presentato ricorso per avere i miei soldi. Ora però mi chiedo: se alcuni miei ex compagni hanno venduto le partite, è giusto pretendere i soldi dal presidente Lori o da qualcun altro?".
"GERVASONI" HO UNA BRUTTA IDEA SU DI LUI" - Dopo aver sventolato la richiesta di ingiunzione di pagamento di 1.717.360 euro, Locatelli, iscritto nel registro degli indagati dai pm di Cremona perché citato direttamente dall'ex compagno e superteste Carlo Gervasoni, parla poi con toni duri del suo accusatore, secondo il quale ci furono due incontri tra alcuni calciatori del Mantova (Bellodi e Nassi, oltre a Locatelli e se stesso) e i colleghi dell'Ancona (il solo Mastronunzio nel primo colloquio, poi anche Cristante, De Falco e Colacone) per cercare un accordo sulla vittoria del club lombardo.
"Ho un'idea brutta su di lui - ammette -. Ha sbagliato, mi fa più male però che ha avuto il coraggio di pugnalare dei suoi compagni e dei ragazzi che non prendevano lo stipendio da mesi e non avevano i soldi per fare la spesa. Se è stato veramente così sarebbe deleterio per il calcio e per chi ha vissuto la problematica Mantova". E torna a ribadire la propria innocenza. "E' vero fa il mio nome ma non è stato calcioscommesse perché la partita non era neppure quotata. Secondo lui si è trattato di chiedere a una squadra una cortesia, che poi non c'è stata, perché Mastronunzio ha fatto due gol e ci ha mandato in Serie C, giustamente come deve essere il calcio. E' un millantatore? Sicuramente di 150 nomi non posso pensare che siano tutti coinvolti in situazioni come queste. Non mi è sembrato di vedere partite strane. Ho vissuto quell'anno come molti altri e oggi sono tornato qui in Procura per alcune precisazioni". Eppure gli 007 federali la pensano diversamente e i primi deferimenti, quasi certamente, lo dimostreranno.
IN ARRIVO PRIMI DEFERIMENTI, SU INCHIESTA CREMONA - Nel weekend il procuratore Stefano Palazzi chiuderà il primo fascicolo, quello legato all'inchiesta sviluppata a Cremona: aspettando le carte in arrivo dalle procure di Bari e Napoli, Palazzi non dovrebbe per ora occuparsi della serie A. Le uniche eccezioni dovrebbero riguardare Atalanta, Novara e Siena, tre squadre sotto osservazione per alcune partite della passata serie B. Qualche dubbio rimane sul club toscano, il cui presidente Massimo Mezzaroma (la cui audizione è stata rinviata per motivi di salute), citato da Carlo Gervasoni, e l'ex allenatore Antonio Conte non sono ancora stati sentiti. Probabile allora che la posizione del Siena sia valutata nella seconda tranche di indagine (la terza se si considera anche quella della scorsa estate) che riguarderà la Serie A, prevista quando il campionato sarà concluso. In ogni caso il terremoto è appena agli inizi: il primo processo (molte squadre di serie B e Lega Pro sono coinvolte) dovrebbe concludersi entro il 10 giugno, poi ce ne sarà un altro (probabilmente a luglio) con molti club di serie A che potrebbero anche essere coinvolti.
LOCATELLI: "IO PARTE LESA, PERSO 1.700.000 EURO" - Tirato in ballo da Gervasoni per la presunta combine della partita Mantova-Ancona del 30 maggio 2010 (finita 2-2), Locatelli ha chiesto di essere riascoltato dai collaboratori del procuratore federale dopo l'audizione dello scorso 18 aprile. "Leggo che sono stato convocato nuovamente, ma la verità è che mi sento parte lesa di questo calcioscommesse - ha sottolineato il 36enne ex giocatore del Milan, ora tesserato per l'Atletico Arezzo in serie D, al termine dell'interrogatorio durato circa due ore - e ringrazio il procuratore per avermi permesso di esternare questa problematica, perché sembra che alcuni giocatori del Mantova abbiano venduto alcune partite. Mi auguro non sia così, perché per me sarebbe una pugnalata da ragazzi con i quali ho condiviso tutto. Dal Mantova devo avere ancora un milione e 700mila euro, la retrocessione ha portato al fallimento della società e ho presentato ricorso per avere i miei soldi. Ora però mi chiedo: se alcuni miei ex compagni hanno venduto le partite, è giusto pretendere i soldi dal presidente Lori o da qualcun altro?".
"GERVASONI" HO UNA BRUTTA IDEA SU DI LUI" - Dopo aver sventolato la richiesta di ingiunzione di pagamento di 1.717.360 euro, Locatelli, iscritto nel registro degli indagati dai pm di Cremona perché citato direttamente dall'ex compagno e superteste Carlo Gervasoni, parla poi con toni duri del suo accusatore, secondo il quale ci furono due incontri tra alcuni calciatori del Mantova (Bellodi e Nassi, oltre a Locatelli e se stesso) e i colleghi dell'Ancona (il solo Mastronunzio nel primo colloquio, poi anche Cristante, De Falco e Colacone) per cercare un accordo sulla vittoria del club lombardo.
"Ho un'idea brutta su di lui - ammette -. Ha sbagliato, mi fa più male però che ha avuto il coraggio di pugnalare dei suoi compagni e dei ragazzi che non prendevano lo stipendio da mesi e non avevano i soldi per fare la spesa. Se è stato veramente così sarebbe deleterio per il calcio e per chi ha vissuto la problematica Mantova". E torna a ribadire la propria innocenza. "E' vero fa il mio nome ma non è stato calcioscommesse perché la partita non era neppure quotata. Secondo lui si è trattato di chiedere a una squadra una cortesia, che poi non c'è stata, perché Mastronunzio ha fatto due gol e ci ha mandato in Serie C, giustamente come deve essere il calcio. E' un millantatore? Sicuramente di 150 nomi non posso pensare che siano tutti coinvolti in situazioni come queste. Non mi è sembrato di vedere partite strane. Ho vissuto quell'anno come molti altri e oggi sono tornato qui in Procura per alcune precisazioni". Eppure gli 007 federali la pensano diversamente e i primi deferimenti, quasi certamente, lo dimostreranno.