ROMA - Pubblichiamo qui di seguito degli stralci dell' "Ordinanza di applicazione delle misure della custodia cautelare in carcere, degli arresti domiciliari e della presentazione all'autorità di polizia giudiziaria" emessa dal Tribunale di Cremona e firmata dal gip Guido Salvini, relativa alle indagini sul calcioscommesse.
PERCHE’ MAURI – Gervasoni ha dichiarato: “Quanto alla partita Lazio–Genoa, so comunque che si sono incontrati e sono andati a Formello dove hanno incontrato Mauri. Non so quali altri calciatori della Lazio fossero coinvolti nella combine. Io so che gli slavi puntavano sulla sconfitta del Genoa con l’over finale. In realtà ho appreso che durante questi contatti a Roma era emerso che alcuni giocatori della Lazio avevano già scommesso su un risultato diverso da quello sopra indicato, risultato che non sono in grado di precisare. Allora è accaduto che, dopo avere parlato Ilievski e Zamperini con i propri referenti Mauri e Milanetto, erano giunti alla conclusione che l’accordo doveva limitarsi ad un Over nel primo tempo con libertà per le squadre di concludere liberamente il risultato finale del secondo tempo. Ricordo che nei giorni successivi Ilievski mi mostrò una foto sul proprio cellulare che lo ritraeva abbracciato insieme a Mauri”.
LAZIO-GENOA 14/05/2011
Conversazione fra Caruso e Altic (12/05/2011)
S: dimmi Fio'
F: com'è fratello?
S: ma bene, devo partire adesso.. dai ti chiamo io che mi sbrigo due cose, così..
F: no, un secondo solo, per la storia dei 50.000 euro delle porte che c'ho la gente qua!
S: ma vado adesso da Kaladze porco d..!
F: eh?
S: sto andando adesso a Milano da Kaladze, si sta comprando lui tutte le porte, vado lì e ti chiamo dai… ciao
(Altic deve corrispondere a Kaladze 50.000 euro per l'acquisto di "porte")
Conversazione fra Sculli e Altic
S: E ma è un casino ..mi hanno detto di non mettere più piede a Milano.. hai capito? Ti giuro..
mi hanno detto l’Italia è grossa.. scordati Milano
B: Manco fossi un criminale va!
S: ma orologio ce l'ho o no? (ndr termine criptico)
B: si, ce l'ho io .. dimmi una cosa... se riesci a venire chiamami
S: magari dopo mangiato
Conversazione fra Sculli e Altic (2)
S: Si
B: Oh frate.. cercavo a te disperatamente.. sono a Milano. sono andato da quell'amico là eeeee mi sono preso un caffè e basta .. adesso alle sei .. cinque e mezza ... sei.. sono giù io
S: Quando?
B: Cinque e mezza sei sono giù frate
S: Chiamami prima di partire
B: Ricordati i documenti frate ciao.. ricordati quei documenti
S: incom
B: Si.. muoviti fratello che sono nella m.... pura
Conversazione fra Occhioni e Alic
S: Ma questo computer è pronto?
U: E.. lo chiamo ma penso che ci vorranno..(incomprensibile) giorni
S: Eh?
U: Due giorni ci vogliono sicuro!
S: E c....
(Le parole "orologio", "documenti" e "computer" sono usate in luogo di "denaro")
PALERMO-BARI 7/05/2011
Dichiarazioni di Andrea Masiello "Il 5 maggio sera Iacovelli si presentò sotto casa mia chiedendo di potermi parlare. Io scesi all'esterno dell'abitazione e mi consegnò 35.000 €. Entrai in una specie di stato confusionale, in quanto ero in grave imbarazzo e difficoltà. Per il momento presi i soldi, tornai a casa e li nascosi. Passò un mezzora e Iacovelli mi portò a casa una busta con ulteriori 35.000 € dicendo qualcosa come 'tienili che c'è possibilità di farla'. Nell'occasione mi disse che la medesima somma, e cioè 70.000 € ciascuno - e quindi 280.000 € complessivi - li avevano ricevuti Rossi, Bentivoglio e Parisi. Io non avevo alcuna intenzione di tenere quel denaro, ma ero confuso e non sapevo come comportarmi. La sera successiva del 6 maggio parlai con Parisi, Rossi e Bentivoglio e decidemmo di andare in campo per giocarci la partita, come se non avessimo accettato la proposta".
LA MINACCIA - "Sono andato a giocare con l'Atalanta ad agosto 2011. Ricordo che in quel periodo mi arrivò un messaggio di Iacovelli in cui rappresentava che mi voleva bene precisando che 'Il mondo è piccolo
ed Angelino arrivava da tutte le parti'. In effetti io avevo cambiato il numero di telefono, ma lui era
risuscito ugualmente a riaverlo. Io intesi la telefonata come una velata minaccia, proprio in quanto lui
cercava di farmi capire che era inutile scappare da lui. Circa un mese fa ho ricevuto un nuovo
messaggio da Iacovelli nel quale il predetto mi rappresentava di avere dei problemi fisici ed
economici ed in sostanza mi chiedeva di aiutarlo per superare questi suoi problemi. Cancellai subito il
messaggio".
CONFESSIONE ANGELO IACOVELLI
"Faccio presente che era il giorno prima della partita. Gegic mi chiamò e mi spiegò che per combinare il risultato loro offrivano 250.000 euro e indicazioni scritte sul risultato che volevano, cioè un over 3,5. Mi disse che non poteva scendere a Bari e avrebbe mandato persona di sua fiducia con i soldi. Riferii la cosa a Masiello e si decise che 150.000 euro sarebbero stati divisi in quattro tra lui, Bentivoglio, Parisi e Marco Rossi. Io e Masiello avremmo temuto 100.000 euro da dividere tra noi due. Gegic mi disse che per Carobbio doveva esserci un "fioretto" cioè una ricompensa per i contatti che aveva attivato, somma che avremmo dovuto dargli noi. La partita finì 2 a 1 per il Palermo e quindi non vi fu l'over 3,5. Proprio alla fine Miccoli del Palermo sbagliò un rigore. Masiello in seguito mi disse che Donati del Bari aveva sentito dagli avversari che Miccoli avrebbe tirato quello che in gergo si dice 'uno scavetto' cioè un pallonetto e quindi Padelli ebbe modo di intuire la direzione e il tipo di tiro. Faccio presente che dopo la partita Masiello mi chiamò con un numero diverso dal solito e prima ancora di riconoscermi disse 'è fatta'. Io gli risposi 'ma scusa che partita hai visto?' e lui tagliò corto dicendo 'poi ti racconto'."
PERCHE’ BONUCCI E PEPE – Andrea Masiello ha dichiarato: "Di Tullio mi propose di manipolare la
partita Udinese – Bari, della penultima giornata di ritorno del campionato 2009/2010. Io girai la
proposta ai miei compagni di squadra trovando dei consensi, parlai con Bonucci, Masiello, Belmonte e Parisi. Questi miei compagni già conoscevano DIi Tullio. Fino aquel momento non si quantificò il compenso. Arrivati ad Udine, Salvatore Masiello contattòtelefonicamente Simone Pepe, giocatore dell’Udinese chiedendogli “se voleva acquistare unaFerrari”. “La partita finì infatti 3 a 3. Successivamente mi recai assieme a Iacovelli al ristorante di Di Tullio denominato “da Gianpaolo” a Poggiofranco. Il predetto mi consegno 8.000 € osservando che la scommessa dallo stesso effettuata era stata “ridicola”. Di questi 8.000 € ne consegnai 2.000 € a Iacovelli...”
LECCE-LAZIO 22/05/2011
Horvath ha dichiarato che un un pomeriggio domenicale del maggio 2011 si trovava a casa di Kenesei insieme a Lazar e ad altri. Zoltan era entusiasta perché "erano arrivati sulla cima" e aveva spiegato che "l'organizzazione sotto la guida del Boss (il singaporiano Tan Seet Eng)... aveva manipolato una partita italiana di serie A". Si trattava di Lazio-Lecce e per l'occasione i complici Borgulya e Schultz si trovavano in Italia e loro compito era "far arrivare i soldi ai giocatori del Lecce e, secondo il loro racconto erano 600.000 euro". Il Boss aveva scommesso 2 milioni di euro su quella partita nelle agenzie di scommesse asiatiche puntando sulla messa a segno di più di quattro gol. Effettivamente, come ricordava Horvath, il risultato del primo tempo era stato già 2-2 e poi "dopo l'intervallo sono capitati subito un rigore ed un'espulsione nella squadra del Lecce. Il rigore è stato segnato, così la Lazio vinceva 3-2, così il risultato della scommessa era già fatto". Horvath ha aggiunto che durante la partita, in attesa del risultato sperato, Zoltan si teneva in contatto telefonico con Borgulya e Schultz in Italia e nel contempo parlava tramite Skype con il Boss. Con questi aveva concordato che i giocatori del Lecce si erano meritati 100.000 euro in più che in seguito erano stati loro effettivamente portati. Comunque i giocatori di entrambe le squadre erano coinvolti nella manipolazione. Metà dei soldi necessari per la corruzione proveniva dal Boss e metà dagli ungheresi. In seguito Horvath aveva parlato con Borgulya e Schultz, tornati dall'Italia, del buon risultato della loro missione.
INTER - CHIEVO 9/04/2011
Conversazione telefonica fra Lazar e Kenesei:
LAZAR: Hanno appena mandato il messaggio che non la cosa non si fa...
KENESEI: Uhm. E perché? Potrebbero averlo saputo?
LAZAR: Non lo sappiamo ancora, ci hanno mandato un messaggio durante la partita. Vedremo.
Adesso torniamo alla banca di Como perché abbiamo un incontro lì.
KENESEI Davvero?
LAZAR: (ridendo) ... perché anche loro vivono lì... abbiamo capito che stanno bene lì.
KENESEI: insieme... insieme... siete stati alla partita insieme?
LAZAR: No. Ci siamo visti di mattina e basta. Ci siamo salutati e torneremo lì per sapere cosa
sta succedendo. Ci faremo una dormitina e ci metteremo in viaggio...
KENESEI: Uhm... e... potrebbe essere cambiato? Te ne vai senza essere sicuro e potrebbe essere
cambiato per caso.
LAZAR: No, no. Ma sei scemo?
KENESEI: Anche loro sono scemi, oppure non c'è niente... no, non sono scemi... ma... ma
LAZAR: ... e va bene, io non lo so.... non lo so...
KENSEI: Lo sai che sono lì ogni settimana. Sono lì tutte le settimane.
LAZAR: Suppongo di sì, visto che lui dice di essere il grande vattelapesca qui.
KENESEI: Stanno lì, vanno, si incontrano e fanno...
LAZAR: Lo so, lo so... ho capito.
KENESEI: E' stata una bella partita, almeno?
LAZAR: Beh, avevamo posti abbastanza buoni... fino ad ora i posti migliori... il settore interno... ho mandato messaggi a Bardos (non sappiamo niente su questo nominativo) qualche ora prima della partita... Mi ha chiesto perché non lo avevo chiamato prima, mi avrebbe dato i biglietti per il settore VIP... gratis... li aveva avuti in omaggio... e niente... eravamo appena arrivati a piedi e pensavamo di comprare i biglietti. C'era un tizio che vendeva i biglietti lì. Stavamo fermi davanti al botteghino... erano quei
biglietti... non c'era nemmeno il numero di serie su quelli.... erano emessi dall'Associazione Italiana Calcio.
KENESEI: E senti... C'era tanta gente allo stadio?
LAZAR: No, era pieno per metà... comunque andava bene.
KENESEI: 1,9 da meno 0,5.
LAZAR: Cosa?
KENESEI: A fine primo tempo: 1,9 da meno 0,5.
LAZAR: Si vedeva che... che... l'Inter era fottuta... i giocatori erano letargici e un po'
stanchi... sono stati vicini al goal per due volte nel primo tempo... Schneider è stato
sostituito da... era meglio...
26/04/2011 - Lazar: "La questione italiana è difficile. Dobbiamo andare lì dieci volte per realizzarne uno"
PIACENZA-PADOVA 2/10/2010
L'ex compagna di Sartor, Genny Saleh, presentatasi spontaneamente, ha dichiarato che nell'ottobre 2010 Sartor e Burini si recarono all'aeroporto di Bologna per accogliere ben tre soggetti "orientali", e cioè i tre Singaporiani, Pho Hoch, Peh Hang e Shen Yin, che hanno alloggiato presso il "Grand Hotel de la Ville" di Parma. La donna partecipò a una cena con loro, Sartor, Burini e Ragone. Al termine della serata il compagno le aveva esibito un cospicuo rotolo di banconote, costituente il più che soddisfacente guadagno di quella giornata, da ricollegarsi alla partita Piacenza-Padova, terminata 2-2 all'87° minuto. I tre orientali in quell'occasione avevano minacciosamente esibito una pistola quale gesto significativo per il caso in cui la partita non avesse avuto l'esito sperato. Quanto al coinvolgimento di Signori, Sartor aveva spiegato alla compagna: "Per noi le partite di serie B sono facili da raggiungere, mentre con Beppe e un signore che va all'interno degli spogliatoi, riusciamo a raggiungere anche quelle della serie A".
GROSSETO-REGGINA 23/05/2010
il 19 maggio Gegic dice a Saka "bisogna solo sparare" , frase che sembra alludere all'impegno di fare il maggior
numero possibile di goal. Lo stesso giorno Saka parla della "paprika" , e cioè del denaro da portare.
Il 20 maggio si chiedono quando avvicinare i giocatori da corrompere. Si dice che forse il sabato saranno "in quarantena", espressione che sicuramente allude al "ritiro". Pertanto sarà più sicuro andare di venerdì sera. Lo stesso 20 maggio Lalic telefona a Saka. Il primo dice che ha parlato con qualcuno e gli ha chiesto che perdano. Anche Saka commenta che "basta che perdano". Lalic osserva che devono segnare 3 goal. Saka osserva che potrebbe andare anche un 2-2. Il 22 Lalic dice a Ribic: "Quelli vorrebbero perdere", frase certamente da attribuirsi ai calciatori del Grosseto. Ribic si chiede quanto denaro possano dare in aumento. Saka aveva scritto 50.000 (euro) . Si chiedono se possano arrivare a 60-70.000 euro. Osservano che Saka l'ultima volta aveva dato 90.000 euro per la sconfitta.
PERCHE’ MAURI – Gervasoni ha dichiarato: “Quanto alla partita Lazio–Genoa, so comunque che si sono incontrati e sono andati a Formello dove hanno incontrato Mauri. Non so quali altri calciatori della Lazio fossero coinvolti nella combine. Io so che gli slavi puntavano sulla sconfitta del Genoa con l’over finale. In realtà ho appreso che durante questi contatti a Roma era emerso che alcuni giocatori della Lazio avevano già scommesso su un risultato diverso da quello sopra indicato, risultato che non sono in grado di precisare. Allora è accaduto che, dopo avere parlato Ilievski e Zamperini con i propri referenti Mauri e Milanetto, erano giunti alla conclusione che l’accordo doveva limitarsi ad un Over nel primo tempo con libertà per le squadre di concludere liberamente il risultato finale del secondo tempo. Ricordo che nei giorni successivi Ilievski mi mostrò una foto sul proprio cellulare che lo ritraeva abbracciato insieme a Mauri”.
LAZIO-GENOA 14/05/2011
Conversazione fra Caruso e Altic (12/05/2011)
S: dimmi Fio'
F: com'è fratello?
S: ma bene, devo partire adesso.. dai ti chiamo io che mi sbrigo due cose, così..
F: no, un secondo solo, per la storia dei 50.000 euro delle porte che c'ho la gente qua!
S: ma vado adesso da Kaladze porco d..!
F: eh?
S: sto andando adesso a Milano da Kaladze, si sta comprando lui tutte le porte, vado lì e ti chiamo dai… ciao
(Altic deve corrispondere a Kaladze 50.000 euro per l'acquisto di "porte")
Conversazione fra Sculli e Altic
S: E ma è un casino ..mi hanno detto di non mettere più piede a Milano.. hai capito? Ti giuro..
mi hanno detto l’Italia è grossa.. scordati Milano
B: Manco fossi un criminale va!
S: ma orologio ce l'ho o no? (ndr termine criptico)
B: si, ce l'ho io .. dimmi una cosa... se riesci a venire chiamami
S: magari dopo mangiato
Conversazione fra Sculli e Altic (2)
S: Si
B: Oh frate.. cercavo a te disperatamente.. sono a Milano. sono andato da quell'amico là eeeee mi sono preso un caffè e basta .. adesso alle sei .. cinque e mezza ... sei.. sono giù io
S: Quando?
B: Cinque e mezza sei sono giù frate
S: Chiamami prima di partire
B: Ricordati i documenti frate ciao.. ricordati quei documenti
S: incom
B: Si.. muoviti fratello che sono nella m.... pura
Conversazione fra Occhioni e Alic
S: Ma questo computer è pronto?
U: E.. lo chiamo ma penso che ci vorranno..(incomprensibile) giorni
S: Eh?
U: Due giorni ci vogliono sicuro!
S: E c....
(Le parole "orologio", "documenti" e "computer" sono usate in luogo di "denaro")
PALERMO-BARI 7/05/2011
Dichiarazioni di Andrea Masiello "Il 5 maggio sera Iacovelli si presentò sotto casa mia chiedendo di potermi parlare. Io scesi all'esterno dell'abitazione e mi consegnò 35.000 €. Entrai in una specie di stato confusionale, in quanto ero in grave imbarazzo e difficoltà. Per il momento presi i soldi, tornai a casa e li nascosi. Passò un mezzora e Iacovelli mi portò a casa una busta con ulteriori 35.000 € dicendo qualcosa come 'tienili che c'è possibilità di farla'. Nell'occasione mi disse che la medesima somma, e cioè 70.000 € ciascuno - e quindi 280.000 € complessivi - li avevano ricevuti Rossi, Bentivoglio e Parisi. Io non avevo alcuna intenzione di tenere quel denaro, ma ero confuso e non sapevo come comportarmi. La sera successiva del 6 maggio parlai con Parisi, Rossi e Bentivoglio e decidemmo di andare in campo per giocarci la partita, come se non avessimo accettato la proposta".
LA MINACCIA - "Sono andato a giocare con l'Atalanta ad agosto 2011. Ricordo che in quel periodo mi arrivò un messaggio di Iacovelli in cui rappresentava che mi voleva bene precisando che 'Il mondo è piccolo
ed Angelino arrivava da tutte le parti'. In effetti io avevo cambiato il numero di telefono, ma lui era
risuscito ugualmente a riaverlo. Io intesi la telefonata come una velata minaccia, proprio in quanto lui
cercava di farmi capire che era inutile scappare da lui. Circa un mese fa ho ricevuto un nuovo
messaggio da Iacovelli nel quale il predetto mi rappresentava di avere dei problemi fisici ed
economici ed in sostanza mi chiedeva di aiutarlo per superare questi suoi problemi. Cancellai subito il
messaggio".
CONFESSIONE ANGELO IACOVELLI
"Faccio presente che era il giorno prima della partita. Gegic mi chiamò e mi spiegò che per combinare il risultato loro offrivano 250.000 euro e indicazioni scritte sul risultato che volevano, cioè un over 3,5. Mi disse che non poteva scendere a Bari e avrebbe mandato persona di sua fiducia con i soldi. Riferii la cosa a Masiello e si decise che 150.000 euro sarebbero stati divisi in quattro tra lui, Bentivoglio, Parisi e Marco Rossi. Io e Masiello avremmo temuto 100.000 euro da dividere tra noi due. Gegic mi disse che per Carobbio doveva esserci un "fioretto" cioè una ricompensa per i contatti che aveva attivato, somma che avremmo dovuto dargli noi. La partita finì 2 a 1 per il Palermo e quindi non vi fu l'over 3,5. Proprio alla fine Miccoli del Palermo sbagliò un rigore. Masiello in seguito mi disse che Donati del Bari aveva sentito dagli avversari che Miccoli avrebbe tirato quello che in gergo si dice 'uno scavetto' cioè un pallonetto e quindi Padelli ebbe modo di intuire la direzione e il tipo di tiro. Faccio presente che dopo la partita Masiello mi chiamò con un numero diverso dal solito e prima ancora di riconoscermi disse 'è fatta'. Io gli risposi 'ma scusa che partita hai visto?' e lui tagliò corto dicendo 'poi ti racconto'."
PERCHE’ BONUCCI E PEPE – Andrea Masiello ha dichiarato: "Di Tullio mi propose di manipolare la
partita Udinese – Bari, della penultima giornata di ritorno del campionato 2009/2010. Io girai la
proposta ai miei compagni di squadra trovando dei consensi, parlai con Bonucci, Masiello, Belmonte e Parisi. Questi miei compagni già conoscevano DIi Tullio. Fino aquel momento non si quantificò il compenso. Arrivati ad Udine, Salvatore Masiello contattòtelefonicamente Simone Pepe, giocatore dell’Udinese chiedendogli “se voleva acquistare unaFerrari”. “La partita finì infatti 3 a 3. Successivamente mi recai assieme a Iacovelli al ristorante di Di Tullio denominato “da Gianpaolo” a Poggiofranco. Il predetto mi consegno 8.000 € osservando che la scommessa dallo stesso effettuata era stata “ridicola”. Di questi 8.000 € ne consegnai 2.000 € a Iacovelli...”
LECCE-LAZIO 22/05/2011
Horvath ha dichiarato che un un pomeriggio domenicale del maggio 2011 si trovava a casa di Kenesei insieme a Lazar e ad altri. Zoltan era entusiasta perché "erano arrivati sulla cima" e aveva spiegato che "l'organizzazione sotto la guida del Boss (il singaporiano Tan Seet Eng)... aveva manipolato una partita italiana di serie A". Si trattava di Lazio-Lecce e per l'occasione i complici Borgulya e Schultz si trovavano in Italia e loro compito era "far arrivare i soldi ai giocatori del Lecce e, secondo il loro racconto erano 600.000 euro". Il Boss aveva scommesso 2 milioni di euro su quella partita nelle agenzie di scommesse asiatiche puntando sulla messa a segno di più di quattro gol. Effettivamente, come ricordava Horvath, il risultato del primo tempo era stato già 2-2 e poi "dopo l'intervallo sono capitati subito un rigore ed un'espulsione nella squadra del Lecce. Il rigore è stato segnato, così la Lazio vinceva 3-2, così il risultato della scommessa era già fatto". Horvath ha aggiunto che durante la partita, in attesa del risultato sperato, Zoltan si teneva in contatto telefonico con Borgulya e Schultz in Italia e nel contempo parlava tramite Skype con il Boss. Con questi aveva concordato che i giocatori del Lecce si erano meritati 100.000 euro in più che in seguito erano stati loro effettivamente portati. Comunque i giocatori di entrambe le squadre erano coinvolti nella manipolazione. Metà dei soldi necessari per la corruzione proveniva dal Boss e metà dagli ungheresi. In seguito Horvath aveva parlato con Borgulya e Schultz, tornati dall'Italia, del buon risultato della loro missione.
INTER - CHIEVO 9/04/2011
Conversazione telefonica fra Lazar e Kenesei:
LAZAR: Hanno appena mandato il messaggio che non la cosa non si fa...
KENESEI: Uhm. E perché? Potrebbero averlo saputo?
LAZAR: Non lo sappiamo ancora, ci hanno mandato un messaggio durante la partita. Vedremo.
Adesso torniamo alla banca di Como perché abbiamo un incontro lì.
KENESEI Davvero?
LAZAR: (ridendo) ... perché anche loro vivono lì... abbiamo capito che stanno bene lì.
KENESEI: insieme... insieme... siete stati alla partita insieme?
LAZAR: No. Ci siamo visti di mattina e basta. Ci siamo salutati e torneremo lì per sapere cosa
sta succedendo. Ci faremo una dormitina e ci metteremo in viaggio...
KENESEI: Uhm... e... potrebbe essere cambiato? Te ne vai senza essere sicuro e potrebbe essere
cambiato per caso.
LAZAR: No, no. Ma sei scemo?
KENESEI: Anche loro sono scemi, oppure non c'è niente... no, non sono scemi... ma... ma
LAZAR: ... e va bene, io non lo so.... non lo so...
KENSEI: Lo sai che sono lì ogni settimana. Sono lì tutte le settimane.
LAZAR: Suppongo di sì, visto che lui dice di essere il grande vattelapesca qui.
KENESEI: Stanno lì, vanno, si incontrano e fanno...
LAZAR: Lo so, lo so... ho capito.
KENESEI: E' stata una bella partita, almeno?
LAZAR: Beh, avevamo posti abbastanza buoni... fino ad ora i posti migliori... il settore interno... ho mandato messaggi a Bardos (non sappiamo niente su questo nominativo) qualche ora prima della partita... Mi ha chiesto perché non lo avevo chiamato prima, mi avrebbe dato i biglietti per il settore VIP... gratis... li aveva avuti in omaggio... e niente... eravamo appena arrivati a piedi e pensavamo di comprare i biglietti. C'era un tizio che vendeva i biglietti lì. Stavamo fermi davanti al botteghino... erano quei
biglietti... non c'era nemmeno il numero di serie su quelli.... erano emessi dall'Associazione Italiana Calcio.
KENESEI: E senti... C'era tanta gente allo stadio?
LAZAR: No, era pieno per metà... comunque andava bene.
KENESEI: 1,9 da meno 0,5.
LAZAR: Cosa?
KENESEI: A fine primo tempo: 1,9 da meno 0,5.
LAZAR: Si vedeva che... che... l'Inter era fottuta... i giocatori erano letargici e un po'
stanchi... sono stati vicini al goal per due volte nel primo tempo... Schneider è stato
sostituito da... era meglio...
26/04/2011 - Lazar: "La questione italiana è difficile. Dobbiamo andare lì dieci volte per realizzarne uno"
PIACENZA-PADOVA 2/10/2010
L'ex compagna di Sartor, Genny Saleh, presentatasi spontaneamente, ha dichiarato che nell'ottobre 2010 Sartor e Burini si recarono all'aeroporto di Bologna per accogliere ben tre soggetti "orientali", e cioè i tre Singaporiani, Pho Hoch, Peh Hang e Shen Yin, che hanno alloggiato presso il "Grand Hotel de la Ville" di Parma. La donna partecipò a una cena con loro, Sartor, Burini e Ragone. Al termine della serata il compagno le aveva esibito un cospicuo rotolo di banconote, costituente il più che soddisfacente guadagno di quella giornata, da ricollegarsi alla partita Piacenza-Padova, terminata 2-2 all'87° minuto. I tre orientali in quell'occasione avevano minacciosamente esibito una pistola quale gesto significativo per il caso in cui la partita non avesse avuto l'esito sperato. Quanto al coinvolgimento di Signori, Sartor aveva spiegato alla compagna: "Per noi le partite di serie B sono facili da raggiungere, mentre con Beppe e un signore che va all'interno degli spogliatoi, riusciamo a raggiungere anche quelle della serie A".
GROSSETO-REGGINA 23/05/2010
il 19 maggio Gegic dice a Saka "bisogna solo sparare" , frase che sembra alludere all'impegno di fare il maggior
numero possibile di goal. Lo stesso giorno Saka parla della "paprika" , e cioè del denaro da portare.
Il 20 maggio si chiedono quando avvicinare i giocatori da corrompere. Si dice che forse il sabato saranno "in quarantena", espressione che sicuramente allude al "ritiro". Pertanto sarà più sicuro andare di venerdì sera. Lo stesso 20 maggio Lalic telefona a Saka. Il primo dice che ha parlato con qualcuno e gli ha chiesto che perdano. Anche Saka commenta che "basta che perdano". Lalic osserva che devono segnare 3 goal. Saka osserva che potrebbe andare anche un 2-2. Il 22 Lalic dice a Ribic: "Quelli vorrebbero perdere", frase certamente da attribuirsi ai calciatori del Grosseto. Ribic si chiede quanto denaro possano dare in aumento. Saka aveva scritto 50.000 (euro) . Si chiedono se possano arrivare a 60-70.000 euro. Osservano che Saka l'ultima volta aveva dato 90.000 euro per la sconfitta.