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Abete: "Monti? Uno sfogo
dovuto all'amarezza"

Il presidente della Federcalcio risponde al Premier che aveva ipotizzato di "fermare il calcio per due o tre anni": "Non è una proposta indecente, ma semplicemente una riflessione a voce alta che fotografa il disagio di tutti noi e del paese". D'accordo la Cancellieri

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COVERCIANO (Firenze) - Abete, presidente della federcalcio e uomo saggio, che proprio per il ruolo che ricopre è abituato a contare almeno fino a  dieci prima di esternare su argomenti delicati come la risposta al presidente del Consiglio Monti e al suo "sospendiamo il calcio per due o tre anni", risponde da Coverciano, real casa del pallone d'Italia. "Quella del premier Monti sul calcio è una riflessione ad alta voce che ha fatto in qualità del suo ruolo di presidente del consiglio, e che lui stesso ha chiarito non essere una proposta. La sua riflessione fotografa un obiettivo stato di amarezza, di tristezza e di disagio per quanto è avvenuto negli ultimi periodi".

"NON E' PROPOSTA INDECENTE" - Quella avanzata dal premier Mario Monti per una sospensione del campionato di calcio per 2-3 anni "non è una proposta indecente, ha anzi chiarito che non è una proposta ma una riflessione ad alta voce che fotografa un obiettivo stato di amarezza e di tristezza e di disagio per quanto avvenuto negli ultimi periodi" le parole di Abete dopo la difficile giornata di ieri tra scandalo scommesse e terremoto che ha costretto all'annullamento dell'amichevole a Parma contro il Lussemburgo.

IL PARERE DI BUFFON - "Buffon è il portiere della nostra nazionale, è un punto di riferimento, è una persona schietta, che alcune volte parla di problemi delicati ma in uno spirito che spera sia ben interpretato- ha aggiunto il numero del calcio italiano quando gli vengono riportate le parole di Buffon che si è allineato alle parole di ieri dello stesso Abete -. Nei ragionamenti rimane il momento del confronto e della riflessione".

"MONTI VENGA A TROVARCI" -
"Il presidente Monti ha altre priorità nell'interesse del paese ma in ogni momento in cui volesse essere con noi, potendolo fare in relazione ai suoi impegni, sarà graditissimo e benvenuto perché siamo prima cittadini e poi dirigenti - ha sottolineato Abete davanti alla proposta di invitare il premier italiano ad uno dei prossimi match della Nazionale di calcio -. Non è accettabile la cultura della generalizzazione. Il calcio ha 1,4 milioni di tesserati, decine di migliaia di professionisti, e quindi le situazioni di negatività e di criticità non portano a una logica delle generalizzazioni. Perché dovrebbe fermarsi il paese. Le criticità sono in tutte le realtà vitali e strategiche, economia, finanza, politica".

"L'EUROPEO MOMENTO IMPORTANTE PER IL PAESE" - "Arriviamo all'Europeo con un momento di difficoltà perché ci sono tesserati che sono oggetto di inchieste, che non significa essere colpevoli, e con uno stato di complessità a fronte di un fenomeno che ha una dimensione mondiale che investe decine e decine di paesi che hanno avuto una situazione di uguale o superiore gravità rispetto al nostro paese. Dobbiamo saper svolgere una funzione di contrasto importante". Giancarlo Abete ha anche parlato del motivo dell'esclusione dalla lista dei convocabili per il prossimo europeo di Domenico Criscito. "La Federazione ha assunto una decisione, d'intesa con il mister, non nella logica della preoccupazione o della valutazione degli sviluppi futuri, ma per la situazione di obiettiva difficoltà che il ragazzo avrebbe avuto per questa sovraesposizione. E' stata una modalità per la salvaguardia dell ragazzo e dell'intero gruppo e per consentirgli di portare avanti le sue ragioni. Questa esposizione mediatica avrebbe creato disagio a lui e al gruppo".

"DALLA COSCIENZA DI OGNUNO LA RISPOSTA" - "Nella crisi di valori ognuno risponde  in primis alla sua coscienza, e poi nel mondo del calcio, deve rispondere all'opinione pubblica, essendo uno sport popolare, e quindi anche alle istituzioni sopra di noi, quindi il Coni ed il ministro degli affari generali, del turismo e dello sport- ha concluso Giancarlo Abete -. La vicenda sulle scommesse non esiste da oggi ma va avanti da circa un anno. Abbiamo fatto un campionato di calcio in queste condizioni, con queste criticità che sono emerse, con squalifiche anche per molti anni, con radiazioni, con le penalizzazioni di società, e pur con tanta amarezza e tristezza abbiamo trovato il conforto dell'opinione pubblica che ha dato un riscontro comunque positivo alle milioni di persone che praticano il calcio in maniera seria".

CANCELLIERI: "ERA UNA BATTUTA..." - Quella di fermare il calcio per due o tre anni "era una battuta". Così il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, commenta a margine del convegno nella sede dell'Enel, la provocazione del premier Mario Monti dopo lo scandalo del calcioscommesse. Intanto, ha sottolineato il ministro per le vittime del sisma in Emilia "abbiamo fermato la partita" della Nazionale a Parma.
 
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