CREMONA - E' il giorno di Milanetto e Mauri alla procura di Cremona. Il primo ad essere interrogato è stato il calciatore del Padova ed ex giocatore del Genoa. In oggetto, fra l'altro, la "disponibilità di alterare le partite in cambio di denaro", con riferimento particolare all'incontro Lazio-Genoa del 14 maggio 2011, terminato 4-2. Al termine dell'interrogatorio davanti al gip di Cremona Guido Salvini, di Omar Milanetto, il pm Roberto Di Martino si dice insoddisfatto e per questo intenzionato a risentirlo nei prossimi giorni. "La deposizione di Milanetto non è stata particolarmente brillante dal nostro punto di vista. Non c'è stata nessuna ammissione da parte sua e penso quindi di risentirlo a differenza degli altri 3 imputati sentiti ieri che non credo di dover riconvocare perchè due hanno confermato tutto mentre il terzo non ha detto niente di utile", ha aggiunto Di Martino riferendosi agli interrogatori rispettivamente di Vittorio Gatti, Paolo Domenico Acerbis e Ivan Tisci.
Poi entra Mauri. Il capitano della Lazio è coperto da una vistosa felpa blu e rimane due ore in procura. All'uscita stesso copione: "Non ha fatto alcuna ammissione in relazione alle combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio", dicono i suoi legali.
LEGALI DI MAURI: "NIENTE RAPPORTI CON GLI ZINGARI. Mauri, secondo gli avvocati, ha fornito "una versione assolutamente plausibile" delle contestazioni che gli vengono fatte e ha ribadito di non aver avuto alcun rapporto con il gruppo degli "zingari". "Non esiste niente - ha detto l'avvocato Matteo Melandri - che possa ricondurre Mauri a Ilievski". Il calciatore però non ha negato i contatti con Zamperini, il calciatore arrestato che lo chiama in causa per la combine delle due partite: ma ha fornito una versione diversa da quella contenuta nell'ordinanza. "I contatti tra Mauri e Zamperini sono contatti abituali - dice l'avvocato - tra due amici. Li hanno sempre avuti e siamo pronti a dimostrarlo. Non sapeva nulla dell'attività di Zamperini" collegata alle scommesse. Per quanto riguarda la scheda telefonica che era intestata a Samantha Romano e che però era utilizzata dal capitano della Lazio, gli avvocati non hanno voluto dare indicazioni di quanto raccontato al Gip. "Mauri ha chiarito e dato spiegazioni - si è limitato a dire Melandri - che saranno ora oggetto di verifiche".
LEGALE MILANETTO: "CHIARITA ESTRANEITA'" - "Milanetto è convinto e lo dimostrerà di essere assolutamente estraneo a questa vicenda e questa detenzione è per lui assolutamente gravosa e ingiusta", ha dichiarato l'avvocato del giocatore, Mattia Grassani. "Milanetto ha chiarito in più di due ore la sua posizione rispondendo a tutte le domande del gip e del pm e domani presenteremo domanda di scarcerazione. Oggi ha chiarito le due posizioni per le quali era coinvolto, cioè la conoscenza del cittadino bosniaco Sergio Altic, attualmente detenuto, e la riunione a Modena nello stesso albergo in cui ha dormito Mauri. Su queste due posizioni -ha spiegato l'avvocato- ha fornito anche una documentazione di 79 pagine mentre è dimostrabile che non ha soggiornato all'hotel 'Una Tocq' assieme agli ungheresi e a Zamperini perchè date e ora di arrivo sono incompatibili. Questi elementi ci inducono quindi ad essere ottimisti per la revoca della misura cautelare"
DI MARTINO RISPONDE A CONTE - Di Martino ha anche replicato alle esternazioni di Antonio Conte: "Capisco lo sfogo di Conte ma nei suoi confronti non potevamo agire diversamente. Non si può mandare un'informazione di garanzia e poi dar seguito ad una perquisizionelui queste cose non le sa e per questo lo capisco. La perquisizione quindi doveva essere fatta per forza con quelle modalità". Quanto all'intervento della polizia giudiziaria nel ritiro della Nazionale: "non vi è nulla di strano anche in quel caso e mi è stato anche riferito che non fosse la prima volta che la polizia giudiziaria entrava a Coverciano. Per quanto riguarda tutta l'operazione abbiamo voluto prima far finire i campionati di serie A e di serie B per non turbarli. Abbiamo agito ora anche perchè è difficile trovare il momento giusto per fare certe cose visto come è convulsa l'attività calcistica".
Poi entra Mauri. Il capitano della Lazio è coperto da una vistosa felpa blu e rimane due ore in procura. All'uscita stesso copione: "Non ha fatto alcuna ammissione in relazione alle combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio", dicono i suoi legali.
LEGALI DI MAURI: "NIENTE RAPPORTI CON GLI ZINGARI. Mauri, secondo gli avvocati, ha fornito "una versione assolutamente plausibile" delle contestazioni che gli vengono fatte e ha ribadito di non aver avuto alcun rapporto con il gruppo degli "zingari". "Non esiste niente - ha detto l'avvocato Matteo Melandri - che possa ricondurre Mauri a Ilievski". Il calciatore però non ha negato i contatti con Zamperini, il calciatore arrestato che lo chiama in causa per la combine delle due partite: ma ha fornito una versione diversa da quella contenuta nell'ordinanza. "I contatti tra Mauri e Zamperini sono contatti abituali - dice l'avvocato - tra due amici. Li hanno sempre avuti e siamo pronti a dimostrarlo. Non sapeva nulla dell'attività di Zamperini" collegata alle scommesse. Per quanto riguarda la scheda telefonica che era intestata a Samantha Romano e che però era utilizzata dal capitano della Lazio, gli avvocati non hanno voluto dare indicazioni di quanto raccontato al Gip. "Mauri ha chiarito e dato spiegazioni - si è limitato a dire Melandri - che saranno ora oggetto di verifiche".
LEGALE MILANETTO: "CHIARITA ESTRANEITA'" - "Milanetto è convinto e lo dimostrerà di essere assolutamente estraneo a questa vicenda e questa detenzione è per lui assolutamente gravosa e ingiusta", ha dichiarato l'avvocato del giocatore, Mattia Grassani. "Milanetto ha chiarito in più di due ore la sua posizione rispondendo a tutte le domande del gip e del pm e domani presenteremo domanda di scarcerazione. Oggi ha chiarito le due posizioni per le quali era coinvolto, cioè la conoscenza del cittadino bosniaco Sergio Altic, attualmente detenuto, e la riunione a Modena nello stesso albergo in cui ha dormito Mauri. Su queste due posizioni -ha spiegato l'avvocato- ha fornito anche una documentazione di 79 pagine mentre è dimostrabile che non ha soggiornato all'hotel 'Una Tocq' assieme agli ungheresi e a Zamperini perchè date e ora di arrivo sono incompatibili. Questi elementi ci inducono quindi ad essere ottimisti per la revoca della misura cautelare"
DI MARTINO RISPONDE A CONTE - Di Martino ha anche replicato alle esternazioni di Antonio Conte: "Capisco lo sfogo di Conte ma nei suoi confronti non potevamo agire diversamente. Non si può mandare un'informazione di garanzia e poi dar seguito ad una perquisizionelui queste cose non le sa e per questo lo capisco. La perquisizione quindi doveva essere fatta per forza con quelle modalità". Quanto all'intervento della polizia giudiziaria nel ritiro della Nazionale: "non vi è nulla di strano anche in quel caso e mi è stato anche riferito che non fosse la prima volta che la polizia giudiziaria entrava a Coverciano. Per quanto riguarda tutta l'operazione abbiamo voluto prima far finire i campionati di serie A e di serie B per non turbarli. Abbiamo agito ora anche perchè è difficile trovare il momento giusto per fare certe cose visto come è convulsa l'attività calcistica".