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Bertani sceglie il silenzio
Gritti conferma le minacce

A Cremona l'ex attaccante del Novara, attualmente alla Samp, non risponde al gip Salvini: "E' estraneo alla vicenda, abbiamo bisogno di tempo per ulteriori verifiche", spiegano i legali. L'ex portiere dell'AlbinoLeffe invece conferma le intimidazioni dei cosidetti 'zingari': "Se non fate come diciamo vi spariamo alle gambe"
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CREMONA - Christian Bertani sceglie il silenzio. A Cremona doveva essere la giornata dell'ex attaccante del Novara,  attualmente alla Sampdoria, ma la linea difensiva scelta dai suoi legali è stata quella del silenzio. Interrogatorio di garanzia breve, quello davanti al gip Guido Salvini, durato poco meno di un'ora: Bertani, indicato come referente per diversi match truccati dalle deposizione di Carobbio e Gervasoni, si è avvalso della facoltà di non rispondere. "Bertani si ritiene estraneo alla vicenda - hanno spiegato uscendo dal tribunale i legali -.Gli sono stati contestati spostamenti e altre circostanze che risalgono a molto tempo fa; per cui ci siamo riservati la facoltà di effettuare ulteriori verifiche".

Opposta la strategia di Matteo Gritti, portiere ex AlbinoLeffe che ha poi trascorso gran parte della sua carriera in Svizzera, prima al Chiasso e poi al Bellinzona. Il portiere ha confermato agli inquirenti ciò che già …
CREMONA - Christian Bertani sceglie il silenzio. A Cremona doveva essere la giornata dell'ex attaccante del Novara,  attualmente alla Sampdoria, ma la linea difensiva scelta dai suoi legali è stata quella del silenzio. Interrogatorio di garanzia breve, quello davanti al gip Guido Salvini, durato poco meno di un'ora: Bertani, indicato come referente per diversi match truccati dalle deposizione di Carobbio e Gervasoni, si è avvalso della facoltà di non rispondere. "Bertani si ritiene estraneo alla vicenda - hanno spiegato uscendo dal tribunale i legali -.Gli sono stati contestati spostamenti e altre circostanze che risalgono a molto tempo fa; per cui ci siamo riservati la facoltà di effettuare ulteriori verifiche".

Opposta la strategia di Matteo Gritti, portiere ex AlbinoLeffe che ha poi trascorso gran parte della sua carriera in Svizzera, prima al Chiasso e poi al Bellinzona. Il portiere ha confermato agli inquirenti ciò che già era emerso dagli interrogatori e dai riscontri di indagine sul tentativo di "esportazione" del sistema dall'Italia ai campionati elvetici. La spinta - ha spiegato Gritti al gip - era quella del gruppo degli zingari che lo aveva scelto, insieme al ds del Bellinzona Ragini, come tramite per il passaggio di confine. Gritti afferma di aver in un primo momento rifiutato le proposte di combinare le partite, ma racconta poi del clima intimidatorio che si sarebbe generato dopo il no. "Se non fate come diciamo vi spariamo alle gambe", queste sarebbero state le parole rivolte da Ilievski, uno dei leader del gruppo dei cosiddetti "zingari", rivolte allo stesso portiere per costringerlo ad accettare di entrare nel sistema illegale. Particolare che rivela i metodi e la pericolosità dell'organizzazione transnazionale e delle sue "cellule" attive in Europa.

In mattinata il primo ad essere interrogato era stato Alessandro Pellicori, interrogato a proposito di diverse partite del Mantova e anche di quella tra Torino e Siena della passata stagione. Secondo quanto emerso Pellicori avrebbe ammesso contatti con Gervasoni che gli avrebbe proposto di collaborare ad alcune combine, ma nega di aver accettato di commettere illeciti. Intanto il Gip Salvini ha fatto sapere che fino a lunedì non sono previste nuove scarcerazioni dopo quelle di ieri di Acerbis e Turati. Questo significa che anche Mauri e Milanetto (per cui la Procura si era espressa positivamente per la concessione dei domiciliari) trascorreranno anche il weekend nel carcere di Cà del Ferro a Cremona, a disposizione per nuovi eventuali interrogatori davanti al pm Di Martino, dopo che dai colloqui di giovedì erano emersi nuovi particolari e nuove gare sospette che fonti giudiziarie avevano definito "impreviste".