ROMA - Portanova inguaia il Bologna: "Ha confermato quanto detto a Bari", assicura l'avvocato Bordoni all'uscita dalle segrete stanze della procura federale. Basterebbe per configurare un'"omessa denuncia" a carico di tutti i giocatori rossoblù convocati a via Po per la partita contro i pugliesi dell'ultima giornata dello scorso campionato (4-0): "Secondo noi non ci sono gli estremi - chiosa però il legale - perché non c'era una percezione tale della combine da imporre l'attivazione. Non si può denunciare quando non c'è certezza
del dato percepito".
La gara del 22 maggio era finita nel mirino della procura di Bari quando si era scoperto che tre emissari del terzino Andrea Masiello - a quanto pare Carella, Giacobbe e De Benedictis - qualche giorno prima della partita avevano raggiunto Bologna per contattare il difensore rossoblù. Portanova, indagato dai magistrati pugliesi per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, ha sempre sostenuto di non essersi reso conto che quello fu un tentativo di arrangiare la partita. E così ha ribadito anche oggi agli uomini di Palazzi: "Ha raccontato tutto in maniera trasparente e leale. Aveva chiesto per primo di essere ascoltato dalla procura federale", spiega l'avvocato Bordoni. Confermato al pool d'aver condiviso con i propri compagni all'allenamento quell'incontro con "due personaggi loschi che si aggiravano per la città".
A Bari era stato chiaro: "Il giorno successivo a quell'incontro, ho invitato tutti i miei compagni a stare attenti e a non aderire a nessuna richiesta strana, avanzata da persone che potessero essere non pulite". Per questo ora c'è un Bologna che sul piano della giustizia sportiva rischia una condanna 'collettiva' per omessa denuncia. In
pratica è l'intera squadra che al Dall'Ara si arrese ad uno scatenato Bari a fine campionato. Quel giorno finì 4-0 per i pugliesi grazie alla tripletta del baby Grandolfo. Nel pomeriggio in procura federale hanno sfilato anche Della Rocca, Morleo, Mudingayi, ma nei prossimi giorni toccherà a tutti gli altri, compreso l'ex capitano Di Vaio e l'ex portiere Viviano. Oggi a via Po c'era invece l'attuale estremo difensore Gillet, interrogato però insieme ad Almiron come persone informate sui fatti del loro ex Bari.
Anche Miccoli a Roma, osannato da un gruppo di studenti: "Sono tranquillissimo". L'attaccante leccese era stato nominato dal pentito Carlo Gervasoni perché "sbagliò il rigore che era stato volutamente provocato" nella partita Palermo-Bari 2-1 del 7 maggio 2011: ma "Miccoli - ha precisato Gervasoni - non sapeva nulla della combine".
del dato percepito".
La gara del 22 maggio era finita nel mirino della procura di Bari quando si era scoperto che tre emissari del terzino Andrea Masiello - a quanto pare Carella, Giacobbe e De Benedictis - qualche giorno prima della partita avevano raggiunto Bologna per contattare il difensore rossoblù. Portanova, indagato dai magistrati pugliesi per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, ha sempre sostenuto di non essersi reso conto che quello fu un tentativo di arrangiare la partita. E così ha ribadito anche oggi agli uomini di Palazzi: "Ha raccontato tutto in maniera trasparente e leale. Aveva chiesto per primo di essere ascoltato dalla procura federale", spiega l'avvocato Bordoni. Confermato al pool d'aver condiviso con i propri compagni all'allenamento quell'incontro con "due personaggi loschi che si aggiravano per la città".
A Bari era stato chiaro: "Il giorno successivo a quell'incontro, ho invitato tutti i miei compagni a stare attenti e a non aderire a nessuna richiesta strana, avanzata da persone che potessero essere non pulite". Per questo ora c'è un Bologna che sul piano della giustizia sportiva rischia una condanna 'collettiva' per omessa denuncia. In
pratica è l'intera squadra che al Dall'Ara si arrese ad uno scatenato Bari a fine campionato. Quel giorno finì 4-0 per i pugliesi grazie alla tripletta del baby Grandolfo. Nel pomeriggio in procura federale hanno sfilato anche Della Rocca, Morleo, Mudingayi, ma nei prossimi giorni toccherà a tutti gli altri, compreso l'ex capitano Di Vaio e l'ex portiere Viviano. Oggi a via Po c'era invece l'attuale estremo difensore Gillet, interrogato però insieme ad Almiron come persone informate sui fatti del loro ex Bari.
Anche Miccoli a Roma, osannato da un gruppo di studenti: "Sono tranquillissimo". L'attaccante leccese era stato nominato dal pentito Carlo Gervasoni perché "sbagliò il rigore che era stato volutamente provocato" nella partita Palermo-Bari 2-1 del 7 maggio 2011: ma "Miccoli - ha precisato Gervasoni - non sapeva nulla della combine".