ROMA - Contrordine: le sentenze della commissione disciplinare sul processo sportivo per il calcioscommesse, nato dall'inchiesta della procura di Cremona, slittano. I 40 tesserati coinvolti e i club a rischio penalizzazioni dovranno attendere ancora per conoscere l'esito del primo grado di giudizio sportivo. In attesa soprattutto l'Albinoleffe, per cui il procuratore Palazzi aveva chiesto 27 punti di penalizzazioni, il Piacenza (-19), la Reggina (-6), ma anche il neo promosso Pescara (-2).
L'appuntamento con le sentenze è allora per la prossima settimana, a questo punto. Difficile, però, che possano essere emesse lunedì, quando la nazionale italiana scenderà in campo contro l'Irlanda per la gara decisiva del girone di qualificazione: la prassi, in questi casi, è di non far coincidere le sentenze con un match degli azzurri (pur non riguardando questo processo alcun azzurro), anche per evitare possibili polemiche. Fosse confermata questa indicazione, per i verdetti servirebbe attendere fino a martedì.
Ma perché, se i giudici sono ritirati in camera di consiglio dallo scorso 8 giugno? Le motivazioni sarebbero da ritrovare nella volontà del presidente della Disciplinare Sergio Artico di rileggere e analizzare il materiale redatto in queste ore, per evitare qualunque potenziale incongruenza: un eccesso di zelo, forse, per non compromettere il lavoro fatto in questi giorni. C'è anche chi ipotizza che evitare il sabato a ridosso del pronunciamento sia una scelta fatta per agevolare il lavoro delle difese, che avrebbero due giorni per depositare l'appello. In ogni caso, il nuovo slittamento non farà che dilatare inevitabilmente i tempi della giustizia sportiva, chiamata nelle prossime settimane - e la volontà sarebbe quella di non andare oltre metà luglio - a istituire anche un nuovo procedimento una volta terminate le audizioni della procura federale sul filone di Bari (il cosiddetto "protocollo Masiello") e sull'inchiesta "New Last Bet" di Cremona, che riguarderà atleti e club della serie A. La necessità di iscriversi alle coppe europee e di stilare i calendari per la prossima stagione impongono tempi rapidi.
L'appuntamento con le sentenze è allora per la prossima settimana, a questo punto. Difficile, però, che possano essere emesse lunedì, quando la nazionale italiana scenderà in campo contro l'Irlanda per la gara decisiva del girone di qualificazione: la prassi, in questi casi, è di non far coincidere le sentenze con un match degli azzurri (pur non riguardando questo processo alcun azzurro), anche per evitare possibili polemiche. Fosse confermata questa indicazione, per i verdetti servirebbe attendere fino a martedì.
Ma perché, se i giudici sono ritirati in camera di consiglio dallo scorso 8 giugno? Le motivazioni sarebbero da ritrovare nella volontà del presidente della Disciplinare Sergio Artico di rileggere e analizzare il materiale redatto in queste ore, per evitare qualunque potenziale incongruenza: un eccesso di zelo, forse, per non compromettere il lavoro fatto in questi giorni. C'è anche chi ipotizza che evitare il sabato a ridosso del pronunciamento sia una scelta fatta per agevolare il lavoro delle difese, che avrebbero due giorni per depositare l'appello. In ogni caso, il nuovo slittamento non farà che dilatare inevitabilmente i tempi della giustizia sportiva, chiamata nelle prossime settimane - e la volontà sarebbe quella di non andare oltre metà luglio - a istituire anche un nuovo procedimento una volta terminate le audizioni della procura federale sul filone di Bari (il cosiddetto "protocollo Masiello") e sull'inchiesta "New Last Bet" di Cremona, che riguarderà atleti e club della serie A. La necessità di iscriversi alle coppe europee e di stilare i calendari per la prossima stagione impongono tempi rapidi.