ROMA - Avrebbe dovuto essere il giorno di Gianello in procura Federale. Avrebbe, perché l'ex portiere, intorno alle cui confessioni ruota l'inchiesta della procura di Napoli sul calcioscommesse, non si è presentato davanti agli uomini di Palazzi. Una indisposizione - che ieri gli aveva impedito anche di tornare a parlare davanti ai pm della procura napoletana - lo ha costretto a rimandare l'appuntamento con la giustizia sportiva, davanti alla quale avrebbe dovuto illustrare e confermare (o meno) le deposizioni rese durante l'interrogatorio del 15 giugno 2011 davanti al pm Melillo. E in cui aveva confessato di aver ricevuto da Silvio Giusti, che ieri in Procura Federale si è avvalso della facoltà di non rispondere, la richiesta di "contattare qualcuno dei compagni di squadra per rendere maggiormente sicuro il risultato della partita" Sampdoria-Napoli del 16 maggio 2010 poi finita 1-0. In quell'occasione, Gianello aveva anche aggiunto di aver proposto di "aggiustare la partita" a Paolo Cannavaro e a Grava, che però "diedero immediatamente e con decisione risposta negativa".
Pur senza le deposizioni dell'uomo chiave dell'inchiesta, i due giocatori del Napoli sono stati ascoltati nel pomeriggio dagli 007 federali, davanti cui è comparso anche il tecnico del Napoli Mazzarri e l'ex azzurro Mascara. Ad aprire la giornata di audizioni proprio l'allenatore, comparso in via Po a Roma intorno alle 14.35 accompagnato dall'addetto stampa del Napoli e dal legale del club, avvocato Grassani. "Paura? Non scherziamo, sono venuto a dare il mio contributo ai giudici - ha detto il tecnico varcando il portone degli uffici della procura federale - c'è bisogno di fare chiarezza come ho già fatto l'altra volta", riferendosi a quando era stato ascoltato dalla procura di Napoli. "Un'ora scarsa di interrogatorio", ha poi spiegato il legale all'uscita. Secondo cui il tecnico è stato ascoltato "Come persona informata sui fatti. Gli aspetti sono quelli noti, le partite quelle che conoscete tutti". Al tecnico sono stati chiesti pareri sulle gare Samp-Napoli di maggio 2010, Lecce-Napoli e Napoli Inter del maggio 2011: "E lui ha detto che per tutte le gare non c'è stato nulla di anomalo".
Dopo il tecnico è stata la volta dei difensori Grava e Paolo Cannavaro, chiamati in causa direttamente da Gianello. Per entrambi nessun commento, anche se filtra che i due abbiano rassicurato il Napoli sul fatto che, se nel corso delle stagioni avessero percepito anomalie, le avrebbero comunicate al club. Difficile che davanti al pool di Palazzi possano aver cambiato versione. "Il presidente De Laurentiis è sereno - ha concluso Grassani - e si sente convinto della trasparenza dell'operato dei suoi tesserati".
Pur senza le deposizioni dell'uomo chiave dell'inchiesta, i due giocatori del Napoli sono stati ascoltati nel pomeriggio dagli 007 federali, davanti cui è comparso anche il tecnico del Napoli Mazzarri e l'ex azzurro Mascara. Ad aprire la giornata di audizioni proprio l'allenatore, comparso in via Po a Roma intorno alle 14.35 accompagnato dall'addetto stampa del Napoli e dal legale del club, avvocato Grassani. "Paura? Non scherziamo, sono venuto a dare il mio contributo ai giudici - ha detto il tecnico varcando il portone degli uffici della procura federale - c'è bisogno di fare chiarezza come ho già fatto l'altra volta", riferendosi a quando era stato ascoltato dalla procura di Napoli. "Un'ora scarsa di interrogatorio", ha poi spiegato il legale all'uscita. Secondo cui il tecnico è stato ascoltato "Come persona informata sui fatti. Gli aspetti sono quelli noti, le partite quelle che conoscete tutti". Al tecnico sono stati chiesti pareri sulle gare Samp-Napoli di maggio 2010, Lecce-Napoli e Napoli Inter del maggio 2011: "E lui ha detto che per tutte le gare non c'è stato nulla di anomalo".
Dopo il tecnico è stata la volta dei difensori Grava e Paolo Cannavaro, chiamati in causa direttamente da Gianello. Per entrambi nessun commento, anche se filtra che i due abbiano rassicurato il Napoli sul fatto che, se nel corso delle stagioni avessero percepito anomalie, le avrebbero comunicate al club. Difficile che davanti al pool di Palazzi possano aver cambiato versione. "Il presidente De Laurentiis è sereno - ha concluso Grassani - e si sente convinto della trasparenza dell'operato dei suoi tesserati".
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