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Pepe e Bonucci verso l'assoluzione?
Per Conte dieci mesi di stop

La mancata sanzione dei due giocatori spiegherebbe la ricerca del patteggiamento del procuratore Palazzi. La sentenza di primo grado nella mattinata di venerdì, probabilmente favorevole anche per Di Vaio ed alleggerimento della posizione di Portanova. Non dovrebbero esserci sorprese sul tecnico bianconero
di MATTEO PINCI

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ROMA - Ancora qualche ora e la commissione Disciplinare depositerà il risultato della camera di consiglio con le sentenze di primo grado. Quelle, per intenderci, che interessano soprattutto Antonio Conte e la Juventus, che vede coinvolti i giocatori Bonucci e Pepe. Oggi il dispositivo sarà ultimato, venerdì mattina (slittamento di un giorno perché domani è in programma il varo dei calendario di Lega Pro) la pubblicazione ufficiale quando a Pechino, dove i bianconeri stanno preparando la gara di sabato che vale il primo trofeo stagionale, sarà già pomeriggio. Inevitabile che il pronunciamento del presidente Artico sui due filoni di Cremona e Bari spaccherà anche la giornata juventina, a poche ore dalla Supercoppa contro il Napoli.

Da giorni, però, circolano anticipazioni concordanti: i 10 mesi di squalifica che dovrebbe ricevere Conte sono qualcosa più di una possibilità. Così come la probabile assoluzione dei calciatori Bonucci e Pepe. Un verdetto che, se confermato, spiegherebbe i timori di Palazzi nell'ultimo giorno di processo, quando il procuratore federale inseguiva (anche fisicamente) una serie di patteggiamenti - quelli dei due juventini, ma anche dell'altro accusato per illecito, Salvatore Masiello - che gli avrebbero garantito di preservare la credibilità del pentito cardine del filone di Bari: Andrea Masiello e le sue tante contraddizioni, tra versioni discordanti e ricostruzioni farraginose. E in questo senso non stupirebbe neanche l'altra (possibile) assoluzione. Quella di Di Vaio, con conseguente derubricazione del reato di Portanova da illecito a omessa denuncia. E che consentirebbe al Bologna di veder sparire la penalizzazione di 2 punti (non l'ammenda di 50 mila euro).

Situazione diversa quella del Lecce. Anche in questo caso il coinvolgimento è testimoniato da Masiello, ma sono anche le parole di altri pentiti, come Carella, che ricostruisce la presunta combine di Bari-Lecce valsa la salvezza al club salentino. Situazione complicatissima, nonostante il lavoro dei legali dell'ex presidente Semeraro, Sticchi Damiani e Sambati: a causa dell'illecito contestato al numero uno uscente, è concreto il rischio che la Disciplinare possa decretare la retrocessione in Lega Pro. Così come per il Grosseto del presidente Camilli (ieri il consiglio federale ha firmato la delega a sancire l'eventuale retrocessione con l'articolo 1).
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