ROMA - Le oltre 54 ore di sciopero della fame cominciano a farsi sentire sulle condizioni fisiche di Emanuele Pesoli. Il calciatore del Siena, incatenato davanti alla sede della Federcalcio di via Allegri a Roma da sabato mattina per protestare contro la sentenza della Disciplinare che lo ha condannato a tre anni di squalifica nell'ambito della vicenda relativa al calcioscommesse, ha accusato nel pomeriggio di lunedì spossatezza e giramenti di testa dovuti a un calo della pressione, come ha diagnosticato un medico che lo ha visitato.
PESOLI: "PRESSIONE BASSA, DEVO ASSUMERE FERRO" - "Rimango qui, fino a quando reggerò continuerò nella mia protesta con lo sciopero della fame - ha però assicurato il difensore 32enne originario di Anagni - aspetto che qualcuno della Procura federale venga a parlarmi. Sono stato da poco visitato da un dottore, mi ha misurato la pressione e ce l'ho abbastanza bassa. Mi ha consigliato di prendere del ferro, indispensabile per andare avanti. Speriamo che la mia vicenda si risolva il prima possibile, perché non vorrei avere conseguenze a livello fisico. Oltre al danno, per me si aggiungerebbe la beffa".
"CHIEDO UN CONFRONTO IN AULA CON CHI MI ACCUSA" - La manifestazione di Pesoli, assistito dalla moglie Teresa e da un gruppo di amici che si alternano al suo fianco, è volta infatti a sensibilizzare i giudici della Corte di Giustizia federale affinché nel processo d'appello ci possa essere un confronto tra il giocatore e i suoi accusatori: i pentiti Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio. Le dichiarazioni dei due, infatti, hanno contribuito alla squalifica di tre anni che nel processo al Calcioscommesse la Commissione Disciplinare ha inflitto a Pesoli per la presunta combine di Siena-Varese del maggio 2011, quando il giocatore vestiva la maglia dei lombardi. "Questa è una brutta storia, che spero di raccontare un giorno, in modo da farci anche una risata sopra - ha aggiunto Pesoli -. Cerco un confronto in aula con chi mi accusa e fino ad adesso non si è fatto vivo nessuno della procura federale, quindi è giusto continuare nella mia personale battaglia. Maurizio Nassi mi ha raggiunto, ma la sua vicenda è diversa dalla mia, e non mi permetto di dire niente. Io sto cercando una possibilità di difendermi in un contraddittorio".
"NEI PROSSIMI GIORNI INCONTRERO' ABETE" - Il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete incontrerà Emanuele Pesoli e Maurizio Nassi. Ad annunciarlo è lo stesso Pesoli. "Stamane mi ha fatto visita nuovamente il direttore generale della Federcalcio, Antonello Valentini - ha rivelato il giocatore del Siena -, è stato gentilissimo e mi ha assicurato che il presidente Abete mi riceverà tra il 16 e il 18 agosto, quando tornerà a Roma. Sin da ora lo ringrazio per la sua disponibilità. La cosa mi fa molto piacere perché comunque Abete ha mostrato grande sensibilità. Io però cerco di difendermi in maniera giusta, soprattutto in aula, sperando di poter avere il confronto con chi mi accusa".
NASSI: "RIMANGO QUI AL FIANCO DI EMANUELE" - Soddisfatto anche Nassi, ex attaccante del Mantova, che da ieri pomeriggio ha affiancato Pesoli in via Allegri. "Sì, incontrerò il presidente Abete - ha confermato - ma rimango comunque al fianco di Emanuele perché vorrei che il sistema cambiasse e che ci venisse data realmente la possibilità di difenderci in aula". Nassi è stato squalificato per tre anni per illecito nella presunta combine di Ancona-Mantova del 30 maggio 2010. Squalifica confermata lo scorso luglio anche in secondo grado.
PESOLI: "PRESSIONE BASSA, DEVO ASSUMERE FERRO" - "Rimango qui, fino a quando reggerò continuerò nella mia protesta con lo sciopero della fame - ha però assicurato il difensore 32enne originario di Anagni - aspetto che qualcuno della Procura federale venga a parlarmi. Sono stato da poco visitato da un dottore, mi ha misurato la pressione e ce l'ho abbastanza bassa. Mi ha consigliato di prendere del ferro, indispensabile per andare avanti. Speriamo che la mia vicenda si risolva il prima possibile, perché non vorrei avere conseguenze a livello fisico. Oltre al danno, per me si aggiungerebbe la beffa".
"CHIEDO UN CONFRONTO IN AULA CON CHI MI ACCUSA" - La manifestazione di Pesoli, assistito dalla moglie Teresa e da un gruppo di amici che si alternano al suo fianco, è volta infatti a sensibilizzare i giudici della Corte di Giustizia federale affinché nel processo d'appello ci possa essere un confronto tra il giocatore e i suoi accusatori: i pentiti Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio. Le dichiarazioni dei due, infatti, hanno contribuito alla squalifica di tre anni che nel processo al Calcioscommesse la Commissione Disciplinare ha inflitto a Pesoli per la presunta combine di Siena-Varese del maggio 2011, quando il giocatore vestiva la maglia dei lombardi. "Questa è una brutta storia, che spero di raccontare un giorno, in modo da farci anche una risata sopra - ha aggiunto Pesoli -. Cerco un confronto in aula con chi mi accusa e fino ad adesso non si è fatto vivo nessuno della procura federale, quindi è giusto continuare nella mia personale battaglia. Maurizio Nassi mi ha raggiunto, ma la sua vicenda è diversa dalla mia, e non mi permetto di dire niente. Io sto cercando una possibilità di difendermi in un contraddittorio".
"NEI PROSSIMI GIORNI INCONTRERO' ABETE" - Il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete incontrerà Emanuele Pesoli e Maurizio Nassi. Ad annunciarlo è lo stesso Pesoli. "Stamane mi ha fatto visita nuovamente il direttore generale della Federcalcio, Antonello Valentini - ha rivelato il giocatore del Siena -, è stato gentilissimo e mi ha assicurato che il presidente Abete mi riceverà tra il 16 e il 18 agosto, quando tornerà a Roma. Sin da ora lo ringrazio per la sua disponibilità. La cosa mi fa molto piacere perché comunque Abete ha mostrato grande sensibilità. Io però cerco di difendermi in maniera giusta, soprattutto in aula, sperando di poter avere il confronto con chi mi accusa".
NASSI: "RIMANGO QUI AL FIANCO DI EMANUELE" - Soddisfatto anche Nassi, ex attaccante del Mantova, che da ieri pomeriggio ha affiancato Pesoli in via Allegri. "Sì, incontrerò il presidente Abete - ha confermato - ma rimango comunque al fianco di Emanuele perché vorrei che il sistema cambiasse e che ci venisse data realmente la possibilità di difenderci in aula". Nassi è stato squalificato per tre anni per illecito nella presunta combine di Ancona-Mantova del 30 maggio 2010. Squalifica confermata lo scorso luglio anche in secondo grado.