Sport

Calcioscommesse<strong><br /></strong>

Palazzi va all'attacco
''Masiello credibile''

Seconda giornata del processo di appello a Roma. Presenti in aula Bonucci, Pepe e Portanova. Il procuratore federale chiede la squalifica per i due giocatori della Juve (tre anni e sei mesi per il difensore, un anno per il centrocampista) assolti in primo grado. La replica del legale del bianconero: ''Masiello non dice il vero''. Sentenze attese già mercoledì
di MATTEO PINCI

3 minuti di lettura
ROMA - Dopo Conte, il processo di appello al calcio scommesse accoglie altri due juventini. All'ex ostello del Foro Italico è il giorno di Bonucci e Pepe, dopo l'impugnazione da parte del procuratore Palazzi della loro assoluzione in primo grado. Ma davanti alla Corte di Giustizia Federale si presentano anche il Lecce dell'ex presidente Semeraro, cui viene contestato l'illecito di Bari-Lecce del 2011, e il Bologna, costretto a difendersi dal ricorso della procura federale contro l'assoluzione di Di Vaio e la derubricazione dell'illecito di Portanova in una semplice omessa denuncia, entrambi nuovamente a giudizio. "Ci auguriamo di emettere il dispositivo già nella giornata di domani", l'annuncio in apertura del presidente della Corte, Mastrandrea.

PALAZZI: "MASIELLO CREDIBILE, PER BONUCCI ILLECITO O OMISSIONE" -
Udinese-Bari del 2010, terreno che aveva segnato la più rumorosa caduta dell'impianto accusatorio on l'assoluzione in blocco di tutti gli imputati (compresi Bonucci e Pepe), è il fronte su cui si apre la giornata. Inevitabile che sia l'appellante, il procuratore Palazzi, a prendere la parola per esporre i termini dell'impugnazione. Dopo aver ribadito la richiesta di un anno per omessa denuncia per Pepe, e di conseguenza l'ammenda di 50 mila euro per l'Udinese, il procuratore annuncia una richiesta innovativa. "Chiedo tre anni e sei mesi per gli imputati e in subordine, qualora non fosse riconosciuto l'illecito per Bonucci e Belmonte, una pena di un anno per omessa denuncia". Un passo inedito, forse frutto dell'assoluzione in primo grado degli imputati. Che il procuratore non rinuncia però a smontare, insistendo sulla credibilità "intrinseca ed estrinseca" del pentito Andrea Masiello. Le tante contraddizioni rilevate anche dalle sentenze della Disciplinare, restano per l'accusa "dichiarazioni non contraddittorie ma progressive, in cui si migliora l'esposizione circostanziata".

E riguardo alla posizione di Bonucci, Palazzi definisce "irragionevole che l'invidia per lo sviluppo di carriera sotto gli occhi di tutti di Bonucci possa aver indotto Masiello a rivolgergli accuse così gravi". Evocata anche la testimonianza del giocatore Lanzafame, rilasciata in procura federale a processo di primo grado concluso, e dunque non agli atti.

LEGALE BONUCCI: "MASIELLO SI CONTRADDICE" - Ma le carte, e i verdetti di primo grado, sembrano fornire assist vincenti alle difese. "Non si può parlare di dichiarazioni progressive da parte di Masiello - sostiene l'avvocato Bianchi, legale di Bonucci - ma dopo non aver parlato di questa partita nei primi due interrogatori ne parla una prima volta in modo generico. Poi dice di aver combinato con i compagni nello spogliatoio nei giorni precedenti la gara, quando gli si fa notare che Bonucci era in nazionale dice di averne parlato con lui in campo e in fine nel pullman con lui e tutti i compagni. Si tratta di 4 versioni che non arricchiscono le sue dichiarazioni, semmai le impoveriscono".

CHIAPPERO: "CONFERMARE LA SENTENZA DI PRIMO GRADO" - Ma a tentare di abbattere il nuovo (non molto, a dire il vero) impianto accusatorio, è anche il legale Luigi Chiappero, avvocato della Juvetus in rappresentanza sia di Bonucci che di Simone Pepe: "La ricostruzione fatta da Andrea Masiello - sostiene il legale - non quadra, anzi è completamente sbagliata. Cosa dire per difendere Pepe? In effetti non c'è neppure la prova della presunta telefonata fatta da Salvatore Masiello per combinare la partita. Non c'è perché non esiste. La sentenza di proscioglimento scritta molto bene dalla Commissione Disciplinare va confermata in toto".

"LA PROCURA RICONOSCE FRAGILITA' ACCUSATORIA" -
L'avvocato Zuccheretti, difensore di Belmonte, si aggrappa anche alla nuova introduzione di Palazzi per una eventuale contestazione di omessa denuncia in subordinazione all'illecito aggravato: "E' il segno della fragilità accusatoria. Come si fa a coniugare un illecito aggravato che prevede il conseguimento di un risultato esatto in questo caso di 3-3 con una omessa denuncia? Se così fosse si sosterrebbe che l'illecito lo ha commesso il solo Masiello, facendo 3 gol per squadra da solo". E sulle nuove dichiarazioni di Lanzafame? "Si chiede un atto di fede, sulla base di quanto scritto dai giornali. È inammissibile".

CHIESTI 3 ANNI PER PORTANOVA - Palazzi ha anche chiesto 3 anni di squalifica per Daniele Portanova e uno per Marco Di Vaio. I fatti contestati si riferiscono alla presunta combine della partita Bologna-Bari del 22 maggio 2011, con i due giocatori che militavano nella squadra rossoblù. In primo grado, la Disciplinare ha prosciolto Di Vaio e ha derubricato la posizione di Portanova, che ha ricevuto una squalifica di sei mesi per omessa denuncia.

LECCE, CHIESTA ANCHE LA PENALIZZAZIONE - Per il Lecce, palazzi ha chiesto la penalizzazione di cinque punti in classifica, oltre all'esclusione dalla serie B, già decisa dalla Disciplinare. Alla base della richiesta, la responsabilità dell'ex capitano leccese, Giuseppe Vives, a cui il procuratore federale imputa il reato di illecito sportivo per la combine di Bari-Lecce del 15 maggio 2011. Per Vives, prosciolto in primo grado, Palazzi ha chiesto una squalifica di 3 anni e 6 mesi. Nell'arringa, Palazzi sottolinea che nelle dichiarazioni del pentito Masiello su Vives "non c'è incoerenza". "Masiello - spiega il procuratore federale - riferisce che Vives, quando l'incontra all'interno dello stadio, prima che inizi la partita, piuttosto che accontentarsi del gesto della pacca, gli chiede lo scambio della maglia e Masiello si dice stupito per la mancanza di rapporti personali con Vives. Masiello conferma che comunque dà la pacca sulla spalla a Vives".

SENTENZE ENTRO MERCOLEDI' - "Siamo chiamati a un lavoro oneroso ma cercheremo di mantenere l'impegno di far uscire il dispositivo entro mercoledì". Alle 17 di martedì, il presidente della Corte di Giustizia federale, Gerardo Mastrandrea, ha chiuso la fase dibattimentale del processo d'appello.
 
I commenti dei lettori