ROMA - "Pierandrea Semeraro fu il mandante della combine di Bari-Lecce". Si legge nelle motivazioni della sentenza, rese note dalla Figc, con cui la Corte di Giustizia Federale ha respinto i ricorsi del Lecce e del suo ex presidente contro la retrocessione in Lega Pro della squadra e la inibizione per 5 anni del massimo dirigente per la vicenda calcioscommesse.
Secondo quanto si legge nelle motivazioni, in particolare in riferimento al comportamento di Carlo Quarta, il soggetto che avrebbe fatto da tramite nella combine con i giocatori del Bari, "è del tutto certo, a questa stregua, che mandante e titolare di un interesse personale e societario proprio fosse Semeraro, che fornì a Quarta la provvista necessaria a effettuare i pagamenti da quest'ultimo promessi agli altri associati. Ciò è dimostrato in via primaria dal concreto vantaggio che Semeraro e il Lecce avrebbero potuto ritrarre dall'illecita intermediazione finanziaria suffragata da accordo corruttivo".
Secondo quanto si legge nelle motivazioni, in particolare in riferimento al comportamento di Carlo Quarta, il soggetto che avrebbe fatto da tramite nella combine con i giocatori del Bari, "è del tutto certo, a questa stregua, che mandante e titolare di un interesse personale e societario proprio fosse Semeraro, che fornì a Quarta la provvista necessaria a effettuare i pagamenti da quest'ultimo promessi agli altri associati. Ciò è dimostrato in via primaria dal concreto vantaggio che Semeraro e il Lecce avrebbero potuto ritrarre dall'illecita intermediazione finanziaria suffragata da accordo corruttivo".