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La replica

Calcioscommesse, Abete: "Manganelli? Invito alla prudenza"

Il presidente della Figc commenta le dichiarazioni del capo della Polizia circa nuovi sviluppi sugli illeciti nel calcio: "Ci sono dei filoni noti, aspettiamo gli atti prima di dare giudizi". Sugli ultimi sviluppi: "Il caso di Ranocchia è diverso da quello di Criscito"

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ROMA - Dopo le dichiarazioni del capo della Polizia, Antonio Manganelli, su nuovi sviluppi del calcioscommesse, il presidente federale Giancarlo Abete commenta all'Ansa invitando alla prudenza: "Non so nel dettaglio a cosa si riferisca Manganelli, ma è noto che ci sono filoni sul calcioscommesse ancora aperti alle Procure di Bari e Cremona. Aspettiamo gli atti, ma invitiamo tutti alla prudenza.  E' presto per dare giudizi".

"Per quanto ne sappiamo, Napoli invece ha chiuso la sua inchiesta", aggiunge Abete, che commenta anche la conferma del Procuratore federale Palazzi per i prossimi quattro anni: "E' stata votata all'unanimità in consiglio federale, la critica è legittima, ma a me basta la garanzia di competenza, imparzialità e correttezza di Palazzi".

Abete, prima di partire per l'Armeni, ha anche fatto un raffronto sui casi dei nazionali Criscito e Ranocchia. "La situazione di Ranocchia è diversa da quella di Criscito prima degli Europei", spiega  sulla presenza del difensore Inter in Nazionale, mentre tornano le notizie di una sua iscrizione nel libro degli indagati per l'inchiesta calcioscommesse di Bari. "Ranocchia come altri giocatori sarebbe indagato, e quando è stato ascoltato dai pm si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma ricordo che questo è un istituto di garanzia, non una presunzione di colpevolezza. Per Criscito la situazione era diversa: avvenne un blitz a Coverciano, ci fu una perquisizione a casa, tutto in diretta rispetto a una convocazione per l'europeo che scadeva il giorno dopo. La pressione sul ragazzo era fortissima, e avrebbe rischiato di schiacciare lui e il gruppo all'europeo".
 
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