Juventus-Inter è stato lo spot perfetto di come dovrebbe essere il calcio italiano. Una grande partita tra due squadre forti e determinate che hanno cercato la vittoria per novanta minuti senza eccessivi tatticismi; giocatori che hanno lottato pallone su pallone con scontri anche duri ma sempre leali e pronti a stringere la mano all'avversario senza isterismi e senza sceneggiate. Una grande partita che è finita con i tifosi dalle Juventus che hanno applaudito la squadra nonostante la sconfitta.
Uno stadio spettacolare che nulla ha da invidiare a quelli tedeschi o inglesi e sulle tribune esaurite, tifosi che hanno pensato solo ad incitare le due squadre (da censurare quel lancio di palle di carta sull'arbitro di porta). E perfetta è stata anche la vigilia e il post partita. Dopo sei anni finalmente si è arrivati ad uno Juvenuts- Inter senza parlare del 2006, degli scudetti a tavolino, di Moggi e di Calciopoli. E' stato definito stucchevole anche chi ha provato in settimana a riproporre Juliano contro Ronaldo.
I due presidenti hanno evidentemente deciso di voltare pagina e questo è un primo, fondamentale, passo verso la ricostruzione del nostro calcio, una "pacificazione" che può portare finalmente ad un confronto costuttivo tra le due società più importanti (con il Milan). Il primo passo concreto di quell'impegno che Andrea Agnelli ha preso davanti agli azionisti della Juventus, ma anche davanti a tutti i tifosi italiani: rifomare il calcio. Se il presidente voleva un' idea di come deve diventare la nostra serie A, lo spettacolo di sabato sera può essere un punto di partenza. Il problema degli stadi, ma anche la ricostruzione di un nuovo ordine morale: un tifo forte ma civile, giocatori senza più isterismi e proteste plateali e il campo che chiude tutte le polemiche anche tra dirigenti. Il dopo partita di Juventus-Inter è stato in perfetta linea con la partita: Alessio, Chiellini e Buffon hanno reso omaggio agli avversari ma senza arretrare di un passo: "Siamo forti e lo dimostreremo, una sconfitta che non intacca il nostro valore, ma intanto onore a chi ha vinto meritando". E ci sta pure la polemica divertente tra Marotta e Stramaccioni: pizzicata e riposta e, siamo sicuri, una telefonata risolverà tutto.
E tutto questo ha fatto dimenticare l'unica nota stonata della festa dello Juventus Stadium: gli errori di quel guardalinee che hanno rischiato di rovinare tutto. E' vero che il risultato ha contribuito ad evitare polemiche, ma l'Inter in campo non si è fermata su quell'episodio, ha accettato l'errore e ha continuato a giocare senza sceneggiate e ha vinto la partita meritatamente.
Agnelli e Moratti, ripartiamo da qui.
Uno stadio spettacolare che nulla ha da invidiare a quelli tedeschi o inglesi e sulle tribune esaurite, tifosi che hanno pensato solo ad incitare le due squadre (da censurare quel lancio di palle di carta sull'arbitro di porta). E perfetta è stata anche la vigilia e il post partita. Dopo sei anni finalmente si è arrivati ad uno Juvenuts- Inter senza parlare del 2006, degli scudetti a tavolino, di Moggi e di Calciopoli. E' stato definito stucchevole anche chi ha provato in settimana a riproporre Juliano contro Ronaldo.
I due presidenti hanno evidentemente deciso di voltare pagina e questo è un primo, fondamentale, passo verso la ricostruzione del nostro calcio, una "pacificazione" che può portare finalmente ad un confronto costuttivo tra le due società più importanti (con il Milan). Il primo passo concreto di quell'impegno che Andrea Agnelli ha preso davanti agli azionisti della Juventus, ma anche davanti a tutti i tifosi italiani: rifomare il calcio. Se il presidente voleva un' idea di come deve diventare la nostra serie A, lo spettacolo di sabato sera può essere un punto di partenza. Il problema degli stadi, ma anche la ricostruzione di un nuovo ordine morale: un tifo forte ma civile, giocatori senza più isterismi e proteste plateali e il campo che chiude tutte le polemiche anche tra dirigenti. Il dopo partita di Juventus-Inter è stato in perfetta linea con la partita: Alessio, Chiellini e Buffon hanno reso omaggio agli avversari ma senza arretrare di un passo: "Siamo forti e lo dimostreremo, una sconfitta che non intacca il nostro valore, ma intanto onore a chi ha vinto meritando". E ci sta pure la polemica divertente tra Marotta e Stramaccioni: pizzicata e riposta e, siamo sicuri, una telefonata risolverà tutto.
E tutto questo ha fatto dimenticare l'unica nota stonata della festa dello Juventus Stadium: gli errori di quel guardalinee che hanno rischiato di rovinare tutto. E' vero che il risultato ha contribuito ad evitare polemiche, ma l'Inter in campo non si è fermata su quell'episodio, ha accettato l'errore e ha continuato a giocare senza sceneggiate e ha vinto la partita meritatamente.
Agnelli e Moratti, ripartiamo da qui.