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Le motivazioni

Calcioscommesse, Tnas su Conte: "Mastronunzio fuori per infortunio"

Il collegio arbitrale del Coni spiega la riduzione della squalifica da 10 a 4 mesi per l'allenatore juventino: "L'attaccante non era fuori rosa per aver rifiutato la combine di Albinoleffe-Siena, ma per problemi fisici". Discorso diverso per Carobbio: "E' incappato in qualche contraddizione ma non è inattendibile"

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ROMA - Non era stato messo fuori rosa per essersi rifiutato di partecipare alla combine di Albinoleffe-Siena, ma perché infortunato. Il giudizio sulla posizione di Salvatore Mastronunzio è alla base della riduzione di squalifica di Antonio Conte (da 10 a 4 mesi) decisa dal Tnas. E' quanto si legge nelle motivazioni della sentenza del collegio arbitrale del Coni. I legali di Conte avevano presentato al Tnas un certificato medico sull'infortunio dell'attaccante, all'epoca dei fatti nel Siena, per smontare la tesi che attribuiva al suo rifiuto di partecipare alla combine l'esclusione dalla squadra.  Il Tnas, come si legge nel lodo pubblicato oggi, ha ritenuto che gli "argomenti logici portati dal ricorrente e le prove documentali offerte dal medesimo nel corso di questo procedimento (la documentazione medica prodotta dal ricorrente) portano a concludere che il Mastronunzio non era stato messo fuori rosa per essersi rifiutato di partecipare alla commissione dell'illecito, ma perché infortunato in quel lasso temporale".

CAROBBIO ATTENDIBILE - Diversa la valuzione per Filippo Carobbio, il pentito del calcioscommesse e principale accusatore di Conte, "il Collegio, pur prendendo atto di alcune contraddizioni in cui è incorso il teste nelle diverse deposizioni, non ritiene che le dichiarazioni rese da quest'ultimo siano il frutto di un accanimento perpetrato da questi a danno del Conte". Secondo il Tnas infatti, non ci sono "elementi oggettivi per valutare inattendibili le dichiarazioni rese da Carobbio, anche alla luce del principio dell'ordinamento sportivo in ordine alla assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni ragionevole dubbio". "SAPEVA DA MARZO" - Anche perché evidenzia il collegio le dichiarazioni dell'accusatore di Conte, sono state "almeno con riguardo alla commissione dell'illecito, integralmente confermate dal sig. Stellini, membro dello staff tecnico del Siena" e principale collaboratore di Conte. Ai fini della prova della colpevolezza del tecnico sull'omessa denuncia, infine, il Tnas fa notare che "come ammesso dalla stessa difesa di Conte, quest'ultimo avrebbe avuto conoscenza dell'illecito accaduto in data 8 marzo 2012. La confessione di Stellini è datata 29 luglio 2012. Ne discende che il sig. Conte, anche a voler seguire la tesi sostenuta dalla difesa del medesimo, avrebbe omesso di denunciare, ai sensi dell'art.7, comma 7, il fatto illecito una volta venutone a conoscenza, cioè, quanto meno, a far data dal giorno 8 marzo 2012".
 
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