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Calcioscommesse, Tnas accoglie ricorso Fontana: squalifica annullata

Il Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport dà ragione al portiere del Novara, squalificato in primo grado e in appello a tre anni e sei mesi per la presunta combine della partita di coppa Italia con il Chievo. "La giustizia funziona, mi sento finalmente libero"

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ROMA - Annullata la squalifica di Alberto Fontana nell'ambito del processo sportivo per il calcioscommesse. Il Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport ha accolto stamane il ricorso del portiere del Novara contro lo stop di tre anni e sei mesi ricevuto in primo grado e confermato dalla Corte di Giustizia federale per la presunta combine del match di Coppa Italia Chievo-Novara 3-0 del 2010. "Oggi posso dire che, seppure con i suoi tempi, la giustizia sportiva funziona. Sono stato scagionato dall'accusa e oggi sono finalmente un calciatore libero. A pensarci mi vengono i brividi - racconta a Sky Sport - Sono tirato in mezzo a questa cosa senza sapere il perché, dove c'è solo la realtà di un pentito che parla senza un riscontro. Io non penso che il calcioscommesse sia nato dal nulla o che si siano inventati tutto ma si è fatta molta confusione nel maxi processo, molti sono finiti nel tritacarne e io sono uno di questi, pagando con cinque mesi di squalifica". Secondo Fontana "c'è una brutta voglia di cercare il colpevole quando ancora non c'è stato l'ultimo grado di giustizia, troppo spesso e troppo velocemente si traggono conclusioni senza che le carte siano visionate fino all'ultima". Per quanto riguarda il suo futuro, discuterà col Novara il da farsi ma di una cosa è certo: non vuole ritirarsi. "Vorrei smettere di giocare solo quando lo decido io e non perchè qualcun altro mi ha imposto di farlo".

Si conclude quindi dinanzi all'ultimo grado della giustizia sportiva, un iter processuale in cui 'Jimmy' Fontana era stato considerato finora, sia dai giudici della Commissione disciplinare della Figc che dalla Corte di giustizia federale, come uno dei personaggi chiave nell'organizzazione dell'accordo per cui il Novara doveva perdere con un risultato over (come realmente avvenne). A fare il suo nome era stato il pentito Carlo Gervasoni che agli inquirenti cremonesi, nel dicembre 2011, lo aveva indicato tra gli organizzatori della combine. Già in primo grado era stato assolto per questa partita l'ex centrocampista del Novara, Rijat Shala, mentre l'ex attaccante dei piemontesi, Cristian Bertani, era stato condannato in secondo grado. In occasione del processo d'appello aveva colpito lo sfogo di Fontana: "Tre anni e sei mesi inflitti dalla Disciplinare equivalgono a tre anni e sei mesi di carcere, una macchia indelebile per me e per i miei figli".




 
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