CREMONA - Sono due i 'Mister X' dell'inchiesta di Cremona sul calcioscommesse: si tratta di altrettanti, diversi personaggi, sostanzialmente 'interscambiabili' per ruolo e conoscenze. Lo ha rivelato Almir Gegic, lo 'zingaro', al procuratore di Cremona Di Martino che lo ha interrogato nuovamente nei giorni scorsi. Gegic, al quale sono state mostrate delle foto, avrebbe fornito indicazioni decisive per identificare uno di questi personaggi. Le indagini condotte dalla procura lombarda sarebbero quindi a una svolta.
Gegic, che si era costuito lo scorso 26 novembre dopo un anno di latitanza, in questi giorni era ancora in carcere a Cremona dopo l'ordinanza del gip Salvini; sei pagine in cui si spiega che l'ex calciatore che ha giocato in Svizzera, considerato il capo del cosidetto gruppo degli 'zingari', ha fornito un racconto "poco credibile" anche "con riferimento ai rapporti con Ilievsky (l'altro scommettitore del gruppo degli 'zingari' tuttora latitante, ndr) dei cui spostamenti e coinvolgimenti, come quello in occasione della partite con la Lazio, non sarebbe stato al corrente". Per il gip Salvini, Gegic doveva restare in carcere, perché "è soggetto caratterizzato da una significativa pericolosità sociale, che si desume dal numero elevato di episodi in cui è stato coinvolto (almeno una quarantina), dai consolidati rapporti con soggetti inquadrabili nella criminalità organizzata internazionale (si veda la disponibilità di armi da parte dei singaporiani)".
La presenza di Gegic è importante anche perché si sta indagando su "Mister X e su altri soggetti che costituivano un contatto tra le dirigenze di squadre di Serie A e gli associati". Gegic ed Erodiani, il tabaccaio di Pescara, "hanno riferito di uno di questi soggetti". Ora le indagini sarebbero arrivate a una svolta decisiva. Sempre secondo Gegic, Mister X avrebbe detto che le gare di A venivano vendute per cifre sui 600mila euro. Intanto il 4 febbraio sarà nuovamente interrogato a Cremona, dal procuratore Di Martino, Carlo Gervasoni, ex giocatore del Piacenza e tra i principali pentiti dell'inchiesta.
Gegic, che si era costuito lo scorso 26 novembre dopo un anno di latitanza, in questi giorni era ancora in carcere a Cremona dopo l'ordinanza del gip Salvini; sei pagine in cui si spiega che l'ex calciatore che ha giocato in Svizzera, considerato il capo del cosidetto gruppo degli 'zingari', ha fornito un racconto "poco credibile" anche "con riferimento ai rapporti con Ilievsky (l'altro scommettitore del gruppo degli 'zingari' tuttora latitante, ndr) dei cui spostamenti e coinvolgimenti, come quello in occasione della partite con la Lazio, non sarebbe stato al corrente". Per il gip Salvini, Gegic doveva restare in carcere, perché "è soggetto caratterizzato da una significativa pericolosità sociale, che si desume dal numero elevato di episodi in cui è stato coinvolto (almeno una quarantina), dai consolidati rapporti con soggetti inquadrabili nella criminalità organizzata internazionale (si veda la disponibilità di armi da parte dei singaporiani)".
La presenza di Gegic è importante anche perché si sta indagando su "Mister X e su altri soggetti che costituivano un contatto tra le dirigenze di squadre di Serie A e gli associati". Gegic ed Erodiani, il tabaccaio di Pescara, "hanno riferito di uno di questi soggetti". Ora le indagini sarebbero arrivate a una svolta decisiva. Sempre secondo Gegic, Mister X avrebbe detto che le gare di A venivano vendute per cifre sui 600mila euro. Intanto il 4 febbraio sarà nuovamente interrogato a Cremona, dal procuratore Di Martino, Carlo Gervasoni, ex giocatore del Piacenza e tra i principali pentiti dell'inchiesta.