La notte dei Campioni, la notte degli invincibili, è ancora una volta la fantastica notte del Barcellona, di un gigantesco Messi che con la sua doppietta si è consacrato recordman assoluto di gol da quando esiste la Champions. Di un Barcellona che molti aspettavano al varco, addirittura pensando ad un bivio tra passato e futuro. Già, si diceva che Messi e compagni, in questa sfida col Milan, si giocavano anche il loro destino e che una sconfitta, un'eliminazione, avrebbe segnato la fine di un ciclo. Il passaggio tra un lungo periodo fatto di successi, gol, di trionfi e un domani tutto da scrivere. Addirittura da riscrivere, con nuovi protagonisti. Come se un'eliminazione, cocente, potesse mettere in discussione un progetto e dovesse, per forza, imporre magari nuovi protagonisti da mettere accanto a Messi, al servizio di Messi.
Invece, no. I leoni del Barcellona, l'orgoglio di uno stadio e di un fantastico pubblico, si sono preparati con cura, per dimostrare al mondo e forse anche a loro stessi di essere ancora i migliori. Per nulla storditi da quell'uno-due rimediato a San Siro. E' così, aggrappandosi alla propria storia, che è nata la grande rimonta del Barcellona, a cui pochi, pochissimi, davano credito. Perché ribaltare due reti in Champions, si diceva così, è un'impresa per certi versi irrealizzabile. Ce l'ha fatta invece il Barcellona, che da sempre va in campo con la sua leggerezza, con la convinzione delle proprie doti, con quel modo elegante di ammaliare i rivali. Ma stavolta il Barcellona ha avuto anche il carattere, la determinazione, l'umiltà, di cui non aveva mai avuto bisogno. Qualità e attenzione, classe e concentrazione: un cocktail perfetto, che dimostra come si deve e si può essere grandi.
Alla fine esce deluso e amareggiato il Milan, che in cuor suo pensava e credeva di poter compiere davvero l'impresa. Quel due a zero conquistato a San Siro era il tesoro da mettere in cassaforte, era un'assicurazione e un impegno, era il sottile confine che esiste tra la speranza ed il sogno. Non è bastato ed è logico, naturale, scontato che il Milan urli di rabbia. Sembrava una di quelle fiabe, passionali e incantate, in cui l'eroe sarebbe riuscito ad avere la meglio sul suo invincibile nemico, ma che alla fine, nel giro di un minuto, ha visto questo lieto fine infrangersi sul palo di Niang e sul gol di Messi.
Una grande delusione per una dirigenza che si è saputa rinnovare in una stagione difficile, per una squadra che davvero credeva di poter dare scacco ai giganti, per un allenatore che sentiva ad un passo il suo capolavoro. Non è andata così, perché c'era solo un ostacolo verso la Storia. Il fatto, la dimostrazione ulteriore, che il Barcellona, questo Barcellona, è già una Leggenda.
Invece, no. I leoni del Barcellona, l'orgoglio di uno stadio e di un fantastico pubblico, si sono preparati con cura, per dimostrare al mondo e forse anche a loro stessi di essere ancora i migliori. Per nulla storditi da quell'uno-due rimediato a San Siro. E' così, aggrappandosi alla propria storia, che è nata la grande rimonta del Barcellona, a cui pochi, pochissimi, davano credito. Perché ribaltare due reti in Champions, si diceva così, è un'impresa per certi versi irrealizzabile. Ce l'ha fatta invece il Barcellona, che da sempre va in campo con la sua leggerezza, con la convinzione delle proprie doti, con quel modo elegante di ammaliare i rivali. Ma stavolta il Barcellona ha avuto anche il carattere, la determinazione, l'umiltà, di cui non aveva mai avuto bisogno. Qualità e attenzione, classe e concentrazione: un cocktail perfetto, che dimostra come si deve e si può essere grandi.
Alla fine esce deluso e amareggiato il Milan, che in cuor suo pensava e credeva di poter compiere davvero l'impresa. Quel due a zero conquistato a San Siro era il tesoro da mettere in cassaforte, era un'assicurazione e un impegno, era il sottile confine che esiste tra la speranza ed il sogno. Non è bastato ed è logico, naturale, scontato che il Milan urli di rabbia. Sembrava una di quelle fiabe, passionali e incantate, in cui l'eroe sarebbe riuscito ad avere la meglio sul suo invincibile nemico, ma che alla fine, nel giro di un minuto, ha visto questo lieto fine infrangersi sul palo di Niang e sul gol di Messi.
Una grande delusione per una dirigenza che si è saputa rinnovare in una stagione difficile, per una squadra che davvero credeva di poter dare scacco ai giganti, per un allenatore che sentiva ad un passo il suo capolavoro. Non è andata così, perché c'era solo un ostacolo verso la Storia. Il fatto, la dimostrazione ulteriore, che il Barcellona, questo Barcellona, è già una Leggenda.