GINEVRA - La Fifa ha pubblicato il Global Market Transfer, studio sul calciomercato internazionale, che fornisce dati molto importanti circa il movimento di calciatori nel mondo: a quanto si evince, l'Italia è la nazione che garantisce i livelli salariali più alti ai giocatori provenienti da federazioni estere. Nel 2012, un calciatore proveniente da un altro campionato, ha guadagnato in media 720.000 dollari (poco più di 550.000 euro), tra i sei paesi che hanno effettuato il maggior numero di trasferimenti internazionali. In questa speciale classifica, nella quale non figura la Spagna, il Bel Paese precede l'Inghilterra (680.000 dollari) e la Germania (390.000 dollari).
BILANCIO ITALIA IN ATTIVO - Ciò nonostante, l'Italia è un paese che, passati gli anni delle vacche grasse, valorizza i giocatori e fa segnare un bilancio positivo sul mercato internazionale: tra entrate ed uscite di giocatori, le società italiane hanno realizzato un attivo di 91 milioni di dollari. Solo il Brasile (più 121 milioni) ed il Portogallo hanno fatto meglio.
CALA SPESA GLOBALE, TANTI ACQUISTI A COSTO ZERO - La spesa globale per i trasferimenti internazionali è di oltre 2,5 miliardi di dollari, in calo del 10% rispetto al 2011, per un totale di 11.552 giocatori che hanno cambiato nazione. Di questi, 263 calciatori professionisti sono venuti in Italia da federazioni estere, mentre 339 calciatori hanno lasciato l'Italia per giocare all'estero. Solo il 14 per cento dei trasferimenti, nonostante l'enorme mole di danaro spesa dai club di tutto il mondo, ha implicato indennizzi da una società all'altra: il 70% dei trasferimenti, infatti, è stato effettuato per giocatori a fine contratto (a costo zero, quindi), mentre il 16% ha riguardato prestiti.
BRASILE, TERRA DEL CALCIOMERCATO - Per quel che riguarda il numero dei trasferimenti internazionali, non sorprende il primato del Brasile (696 in entrata e 618 in uscita) così come provengono dal paese sudamericano gran parte dei giocatori coinvolti: sono ben 1463 i brasiliani implicati nei trasferimenti internazionali, ossia quasi il doppio degli argentini (782), secondi davanti ai britannici (507, numero che contiene anche i trasferimenti fra una federazione e l'altra del Regno Unito, ad esempio fra Scozia ed Inghilterra), mentre gli italiani occupano l'undicesimo posto con 213. Tanti altri dati figurano nel rapporto della Fifa, quali l'età media dei giocatori trasferiti a livello internazionale (24 anni e 10 mesi) o la durata dei contratti (3 anni per i calciatori che erano sotto contratto con un altro club, 1 anno e 4 mesi per i liberi) o il peso dei procuratori, la cui percentuale di guadagno media è salita dal 21 al 28%.
TMS: "FIFA CERCA UNIFICAZIONE DEL MERCATO" - Il 64 % dei trasferimenti è avvenuto fra gennaio, luglio ed agosto: ''Questo è quanto auspicato dalla Fifa, la quale non ha però imposto a livello mondiale un periodo fisso per i trasferimenti - ha spiegato Mark Goddard, general manager del Transfer Market System, nel corso di una conferenza telefonica con alcune agenzie stampa internazionali - Non spetta a noi commentare questi dati, ma verranno utili alla Fifa per prendere eventuali disposizioni. Ogni federazione è libera di scegliere come controllare i trasferimenti a livello domestico'', ha concluso il general manager del TMS, ammettendo tuttavia che la Fifa lavora per arrivare ad una unificazione.
BILANCIO ITALIA IN ATTIVO - Ciò nonostante, l'Italia è un paese che, passati gli anni delle vacche grasse, valorizza i giocatori e fa segnare un bilancio positivo sul mercato internazionale: tra entrate ed uscite di giocatori, le società italiane hanno realizzato un attivo di 91 milioni di dollari. Solo il Brasile (più 121 milioni) ed il Portogallo hanno fatto meglio.
CALA SPESA GLOBALE, TANTI ACQUISTI A COSTO ZERO - La spesa globale per i trasferimenti internazionali è di oltre 2,5 miliardi di dollari, in calo del 10% rispetto al 2011, per un totale di 11.552 giocatori che hanno cambiato nazione. Di questi, 263 calciatori professionisti sono venuti in Italia da federazioni estere, mentre 339 calciatori hanno lasciato l'Italia per giocare all'estero. Solo il 14 per cento dei trasferimenti, nonostante l'enorme mole di danaro spesa dai club di tutto il mondo, ha implicato indennizzi da una società all'altra: il 70% dei trasferimenti, infatti, è stato effettuato per giocatori a fine contratto (a costo zero, quindi), mentre il 16% ha riguardato prestiti.
BRASILE, TERRA DEL CALCIOMERCATO - Per quel che riguarda il numero dei trasferimenti internazionali, non sorprende il primato del Brasile (696 in entrata e 618 in uscita) così come provengono dal paese sudamericano gran parte dei giocatori coinvolti: sono ben 1463 i brasiliani implicati nei trasferimenti internazionali, ossia quasi il doppio degli argentini (782), secondi davanti ai britannici (507, numero che contiene anche i trasferimenti fra una federazione e l'altra del Regno Unito, ad esempio fra Scozia ed Inghilterra), mentre gli italiani occupano l'undicesimo posto con 213. Tanti altri dati figurano nel rapporto della Fifa, quali l'età media dei giocatori trasferiti a livello internazionale (24 anni e 10 mesi) o la durata dei contratti (3 anni per i calciatori che erano sotto contratto con un altro club, 1 anno e 4 mesi per i liberi) o il peso dei procuratori, la cui percentuale di guadagno media è salita dal 21 al 28%.
TMS: "FIFA CERCA UNIFICAZIONE DEL MERCATO" - Il 64 % dei trasferimenti è avvenuto fra gennaio, luglio ed agosto: ''Questo è quanto auspicato dalla Fifa, la quale non ha però imposto a livello mondiale un periodo fisso per i trasferimenti - ha spiegato Mark Goddard, general manager del Transfer Market System, nel corso di una conferenza telefonica con alcune agenzie stampa internazionali - Non spetta a noi commentare questi dati, ma verranno utili alla Fifa per prendere eventuali disposizioni. Ogni federazione è libera di scegliere come controllare i trasferimenti a livello domestico'', ha concluso il general manager del TMS, ammettendo tuttavia che la Fifa lavora per arrivare ad una unificazione.