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Milan ko senza combattere, ma il big match ha deluso

di EMANUELE GAMBA

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TORINO - La Juventus ha il primo match ball a disposizione: se domenica prossima guadagnerà un altro punto sul Napoli, impegnato sabato sera a Pescara, diventerà campione d'Italia per la ventinovesima volta (trentunesima, secondo la contabilità non conforme alla regole) e con l'abisso di quattro giornate d'anticipo sulla scadenza canonica. In ogni caso, alla squadra di Conte bastano quattro punti per la certezza matematica del trionfo. L'idea che i bianconeri possano festeggiare lo scudetto nel derby e nello stadio dell'avversario storico scuoterà Torino per una settimana intera.

Nell'attesa nessuno è invece riuscito a scuotere il Milan, che si è arreso senza combattere perdendosi in una serata grigia, moscia, distratta: se per la Juve la classifica è radiosa, per i rossoneri è invece minacciosa, vista la vicinanza della Fiorentina e la lontananza dal Napoli. Il Milan ha dato l'idea di accontentarsi del pareggio perché per lungo tempo la Juve ha trasmesso la medesima impressione, come se si fosse deciso un inciucio in nome degli interessi comuni.

Allegri aveva avvisato Conte mettendolo in difficoltà con il pressing altissimo sui difensori e impedendo a Pirlo e Bonucci di avviare l'azione (è stata, nei mesi scorsi, la mossa vincente di Stramaccioni, Lucescu ed Heynckens), per cui i bianconeri hanno cominciato a buttare palle lunghe verso attaccanti, o incursori, che non c'erano: risolta l'unica difficoltà, la sfida è tornata piatta piatta. Tolta una punizione di Pirlo deviata da Ambrosini, e parata magistralmente da Abbiati prima che si infortunasse a un polpaccio, la partita non ha avuto scosse, emozioni, palpitazioni, neanche intenzioni. Il Milan ha controllato, la Juve s'è adeguata: raramente la si è vista giocare a ritmi tanto bassi, e senza quasi mai verticalizzare. L'equilibrio è stato spezzato da un errore (l'uscita fuori tempo di Amelia su Asamoah, lanciato da Pirlo), il vuoto è stato riempito dal rigore di Vidal cui il Milan non ha saputo porre rimedio, come se fosse non fosse preparato a una situazione di inferiorità. Così la partitissima è tornata partitina ed è scivolata inerte verso il finale mentre la Juve, per inerzia, ha ormai lo scudetto a portata di mano.
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