Ci sono tanti modi per tirare un rigore. Di potenza, a fil di palo, con il cucchiaio. Ma un rigore così, come quello di Vidal, non si era probabilmente mai visto. Di forza e perfetto all'incrocio dei pali: ci fosse stato un bersaglio, avete presente i videogiochi? Sarebbe stato un centro perfetto. Una lezione di precisione e freddezza, la fotografia della stagione juventina, che si è celebrata in questa vittoria col Milan. Il distacco è infatti rimasto di undici punti a cinque giornate dalla fine e da domenica prossima bisognerà cominciare a organizzare la festa scudetto. Sì, perché il titolo potrebbe addirittura arrivare dal prossimo turno di campionato, se la Juve dovesse vincere il derby e il Napoli non dovesse fare altrettanto a Pescara. Magari non succederà domenica, ma di sicuro ormai è tutto pronto per festeggiare un altro titolo, il secondo consecutivo di Antonio Conte, che continua a spingere la sua squadra con quella forza, quella concentrazione, quell'attenzione che segna la differenza con tutte le altre squadre.
E' sbalorditivo infatti come la Juve sia sempre lì, affamata e decisa sempre a fare risultato. Una Juve che può già lavorare, al di là del basso profilo scelto da Marotta, per essere ancora più forte e prepararsi così alla prossima stagione internazionale. Una Juve che sa bene cosa le serve, oltre a Llorente, che pure è già un primo mattone importante. Alla Juve serve un'altra punta, uno come El Shaarawy, per continuare il suo formidabile processo di crescita. Un processo di crescita voluto da Andrea Agnelli, dagli altri dirigenti, da Antonio Conte e dal suo staff, da un gruppo di giocatori che non mollano un metro. E che, battendo il Milan, hanno in pratica messo il sigillo sullo scudetto e hanno permesso al Napoli di mettere il timbro su un secondo posto che dal punto di vista economico vale come un titolo. E' questo che ha detto un'intesa giornata di campionato, con il Milan adesso inseguito da vicino dalla Fiorentina di Vincenzo Montella. Un altro che ha saputo dare se stesso alla squadra.
Perché, se ci pensate, come la Juve è tutta nella determinazione e nella forza anche caratteriale di Conte, la Fiorentina si specchia nel calcio agile ed elegante del suo allenatore. Insomma, sta crescendo, e sta crescendo bene, una nuova generazione di allenatori italiani. Speriamo che almeno loro non sentano prima o poi il richiamo dell'estero...
E' sbalorditivo infatti come la Juve sia sempre lì, affamata e decisa sempre a fare risultato. Una Juve che può già lavorare, al di là del basso profilo scelto da Marotta, per essere ancora più forte e prepararsi così alla prossima stagione internazionale. Una Juve che sa bene cosa le serve, oltre a Llorente, che pure è già un primo mattone importante. Alla Juve serve un'altra punta, uno come El Shaarawy, per continuare il suo formidabile processo di crescita. Un processo di crescita voluto da Andrea Agnelli, dagli altri dirigenti, da Antonio Conte e dal suo staff, da un gruppo di giocatori che non mollano un metro. E che, battendo il Milan, hanno in pratica messo il sigillo sullo scudetto e hanno permesso al Napoli di mettere il timbro su un secondo posto che dal punto di vista economico vale come un titolo. E' questo che ha detto un'intesa giornata di campionato, con il Milan adesso inseguito da vicino dalla Fiorentina di Vincenzo Montella. Un altro che ha saputo dare se stesso alla squadra.
Perché, se ci pensate, come la Juve è tutta nella determinazione e nella forza anche caratteriale di Conte, la Fiorentina si specchia nel calcio agile ed elegante del suo allenatore. Insomma, sta crescendo, e sta crescendo bene, una nuova generazione di allenatori italiani. Speriamo che almeno loro non sentano prima o poi il richiamo dell'estero...