Sport

Calcioscommesse, fenomeno in crescita: "Il 70% dei calciatori scommettono"

Nel mondo scommessi 500 miliardi di euro all’anno. Il procuratore di Cremona, Di Martino, afferma che la maggior parte dei giocatori punta ancora sulle partite. Intanto Palazzi esclude al momento coinvolgimento di sportivi nella vicenda dei Casalesi

2 minuti di lettura
ROMA - Cinquecento miliardi di euro all'anno scommessi nel mondo, fino a un miliardo sulla finale di Champions League puntati in Asia: il mercato globale delle scommesse non conosce crisi e - grazie alla Rete - consente di aggirare i controlli in ambito nazionali, evitando i sospetti dei bookmaker locali e delle autorità di vigilanza, che hanno una visione dei flussi di gioco limitata al proprio ambito territoriale. In Italia intanto il procuratore di Cremona, Di Martino, dichiara che almeno il 70% dei calciatori scommette sulle partite di calcio. E Palazzi per ora esclude il coinvolgimento di sportivi nella vicenda dei Casalesi.

"APPETITI DEI GRUPPI CRIMINALI" -
"Gli effetti della globalizzazione sono tangibili anche riguardo al match-fixing: le dimensioni del mercato del betting sportivo, su scala mondiale, esercitano una forza attrattiva notevole verso gli appetiti dei gruppi criminali - afferma Marcello Presilla, International integrity manager di Sportradar -. Circolano quantità di denaro enormi, la gran parte delle quali, occorre sottolinearlo, vengono raccolte nei paesi del lontano sud-est asiatico, in luoghi come Singapore, Hong Kong, Shangaj, Manila, dove la consistenza e le dimensioni del mercato del betting hanno raggiunto livelli non comparabili con quelli europei". Agipronews riporta altre considerazioni di Presilla: "Ci sono operatori che superano ampiamente i 50 miliardi di euro di volume di giocate l'anno, come ad esempio Ibcbet o 188bet, o come il gigante Sbobet, con sede a Manila, che raggiunge da solo l'incredibile cifra di circa 200 miliardi di euro di turnover l'anno, sfiorando il 40% dell'intero mercato mondiale del betting sportivo. Questi giganti - ha proseguito - come tutti gli altri operatori di scommesse, in Italia, in Europa e nel resto del mondo, temono il match-fixing e ne sono la prima vittima, insieme allo sport, perché sono quelli che, molto semplicemente, ci rimettono i soldi: sono usati come una sorta di bancomat da parte delle organizzazioni criminali per fare cassa illecitamente".

"MENTALITA' CALCIATORI LASCIA PERPLESSI" -
"Uno dei calciatori arrestati ci ha riferito che il 70% dei calciatori scommette sulle partite di calcio. Questo ci indica che non si tratta di un aspetto minimale. Se un calciatore scommette su partite su cui è estraneo è tentato di fare la scommessa anche sulla gara a cui fornisce i suo contributo". Questa la rivelazione del procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, parlando di uno dei pentiti dell'inchiesta 'Scommessopoli'. "E' una situazione molto negativa per lo sport e che si spiega anche con la mentalità dei calciatori, che lascia molto perplessi: quando li abbiamo interrogati sulle partite anomale - prosegue Di Martino -, ci hanno confessato di ritenere le manipolazioni nella fase finale del campionato un 'peccato veniale'. Ritengono che sia praticamente lecito truccare le partite di fine stagione, non tenendo conto delle norme in vigore e del fatto che una squadra terza verrà comunque danneggiata dall'accordo".

"CASALESI? STIAMO INDAGANDO" - Il Procuratore federale, Stefano Palazzi, a margine del convegno sul match-fixing, parlando del giro di scommesse clandestine, che hanno portato ieri a Napoli all'esecuzione di 38 misure cautelari, dichiara che nella vicenda dei Casalesi "non sembrano esserci coinvolgimenti di sportivi. Al momento non parrebbe ma non lo sappiamo. Comunque stiamo indagando e se ci saranno risvolti procederemo". A proposito di possibili nuovi deferimenti nell'ambito delle indagini sul Calcioscommesse, Palazzi ha precisato: "Faremo sapere tramite federazione come facciamo sempre, pubblicamente, se procederemo dopo la chiusura dell'inchiesta di Cremona". "Il modello della Lega Pro contro le scommesse può essere da esempio? E' un problema delle Leghe, ma anche l'Associazione italiana calciatori sta facendo delle cose importanti e molto utili sotto questo aspetto, perché è un problema soprattutto culturale più che di repressione", ha aggiunto Palazzi.
I commenti dei lettori