BRUXELLES - Jean-Louis Dupont, il legale che assistette Bosman in una storica sentenza che liberalizzò la circolazione di giocatori nei campionati europei, è partito di nuovo all'attacco. Questa volta al centro della diatriba c'è il tanto agognato fair play finanziario voluto fortemente dal presidente dell'Uefa, Michel Platini, e temuto dai più grandi club d'Europa. Così l'agente di calcio belga, Daniel Striani, guidato dall'eperienza legale di Dupont, si è rivolto alla Commissione europea contro la Uefa per chiedere che si dichiari nulla la disposizione del pareggio di bilancio delle società calcistiche, perché viola uno dei principi fondamentali Ue, ovvero il libero movimento di capitali, di giocatori, e di servizi.
FAIR PLAY CONTRO LE REGOLE - La regola del "pareggio" finanziario, si legge nella nota, impone un tetto di spesa alla proprietà del club, che non può andare oltre le entrate, anche se tale esborso ha l'obiettivo di far crescere la squadra. Secondo l'avvocato Dupont, oltre a limitare la libertà di circolazione di capitali, giocatori e servizi, la disposizione del ''Break-even'' porta restrizioni anche alla competitivita': con limiti agli investimenti, fossilizzando la struttura del mercato, riducendo il numero di trasferimenti (denaro, giocatori, servizi), provocando anche una riduzione dei salari di giocatori e agenti. Restrizioni che non sono giustificabili con gli obiettivi della Uefa di stabilità finanziaria a lungo termine dei club e integrità delle competizioni tra i club.
FAIR PLAY CONTRO LE REGOLE - La regola del "pareggio" finanziario, si legge nella nota, impone un tetto di spesa alla proprietà del club, che non può andare oltre le entrate, anche se tale esborso ha l'obiettivo di far crescere la squadra. Secondo l'avvocato Dupont, oltre a limitare la libertà di circolazione di capitali, giocatori e servizi, la disposizione del ''Break-even'' porta restrizioni anche alla competitivita': con limiti agli investimenti, fossilizzando la struttura del mercato, riducendo il numero di trasferimenti (denaro, giocatori, servizi), provocando anche una riduzione dei salari di giocatori e agenti. Restrizioni che non sono giustificabili con gli obiettivi della Uefa di stabilità finanziaria a lungo termine dei club e integrità delle competizioni tra i club.