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Collina contro Nicchi: "Nessuna espulsione se giocatore lascia campo per cori" 

Il presidente dell'Aia difende l'operato di Bergonzi nella partita di Siena e ribadisce il suo no alla moviola in campo. Ancora in dubbio la conferma del designatore Braschi e la presenza degli arbitri di porta per la prossima stagione. Impossibile riunire i fischietti di A e B, ma dall'estate verranno organizzati raduni congiunti. Collina replica a Nicchi sulla questione del razzismo: "Se un giocatore è costretto a lasciare il campo per difendere la propria dignità non è da considerare espulso"        

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ROMA - Il campionato di serie A si chiude tra le polemiche per le contestate decisioni prese da Bergonzi in Siena - Milan, ma Marcello Nicchi difende in maniera incondizionata i fischietti italiani e valuta positivamente il loro operato nel corso della stagione che si concluderà con le finali di Champions e Coppa Italia.
"Gli arbitri hanno fatto in pieno il proprio dovere  - afferma il presidente dell'Aia - e le immagini della partita di Siena sono chiare". Sul rigore reclamato dai toscani nel primo tempo, secondo quanto dichiarato da Nicchi ai microfoni di Radio Anch'io Sport, sembra che "la trattenuta di Ambrosini su Vitiello sia stata effettuata a palla ferma. Se fosse così, il livello della prestazione dell'arbitro salirebbe moltissimo". Nessun dubbio, invece, sul penalty concesso al Milan per l'atterramento di Balotelli: "Bisogna continuare a dare più rigori per le trattenute. Se ce ne sono 10, ne vanno fischiati altrettanti. Occorre più cautela nel dare giudizi. Sbaglia chi riconduce tutto ad un eventuale errore arbitrale. Se ad una squadra mancano 10 punti, probabilmente è perchè ha interpretato male 3 o 4 partite. A causa di una svista - prosegue Nicchi - un arbitro non può assumersi la responsabilità per uno scudetto, per una retrocessione o per una qualificazione in Champions League".

La moviola in campo continua ad essere un tema molto dibattuto, ma il presidente dell'Aia ribadisce la sua contrarietà all'introduzione della tecnologia nel calcio: "Utilizzare la moviola solo per i gol fantasma sarebbe uno spreco di soldi. 350mila euro li dedicherei piuttosto al settore giovanile. Gli arbitri, poi, si attengono alle disposizioni dell'International Board. Se dovesse arrivare la tecnologia ci adegueremo, ma credo sia molto difficile".

Positiva è la valutazione dell'esperimento relativo agli arbitri di porta: "Su 58 decisioni prese solo 8 sono state sbagliate. Se manterremo questo metodo di arbitraggio, il prossimo anno i risultati non potranno che essere migliori". Ancora in dubbio, invece, il futuro del designatore capo Stefano Braschi: "Ha fatto un ottimo lavoro, è un grande intenditore di calcio e ha saputo dare motivazioni nuove ad un gruppo sulle ginocchia. Ha ancora un contratto di un anno e valuteremo a fine giugno se continuare ad avvalerci della sua collaborazione, anche perchè l'obiettivo è stilare programmi a lungo termine. Nella prossima stagione ci saranno ulteriori cambiamenti e inserimenti. Tutto verrà pianificato in modo sereno e tranquillo. Riunire gli arbitri di A e B non è una soluzione attuabile. Le Leghe sono due e ognuna vuole la sua commissione. Faremo, però, raduni congiunti per parlare a tutti la stessa lingua. L'organico è striminzito e cercheremo di aumentarlo di 1-2 unità, ma non verranno concesse deroghe per raggiunti limiti di età. Abbiamo bisogno anche di dirigenti".

Per gli internazionali il presidente dell'Aia conferma l'adozione del metodo Casarin: "Voglio sapere da Uefa e Fifa quali sono gli arbitri utilizzati all'estero. Gli altri perderanno la fascia da internazionale. Ne abbiamo dieci di grandissimo valore, ognuno deve sentirsi sulle ceneri ardenti".

A Nicchi, che nei giorni scorsi aveva ventilato l'ipotesi di non far rientrare chi abbandona il campo, anche se a seguito di episodi di razzismo, ha replicato Pierluigi Collina: "Non si deve arrivare al punto che un giocatore, per far valere un proprio diritto, per difendere la propria dignità, sia costretto a lasciare il terreno di gioco. Qualora questo accada - ha spiegato il designatore Uefa, intervenendo ai microfoni de "La Politica nel Pallone" su Gr Parlamento - non può essere considerato come espulso. Il razzismo è un problema che deve vedere tutte le forze coinvolte, tutti coloro che possono dare il proprio contributo, impegnati perchè questo comportamento sparisca non solo dagli stadi ma anche dalla società civile, che è civile se priva di simili episodi barbari. Il problema esiste - ha aggiunto Collina - e bisogna cercare di fare tutto il possibile per combatterlo, anche ricorrendo a misure dure. Il Congresso Uefa di venerdì ufficializzerà quello che è un primo passo nella lotta al razzismo. Nelle competizioni Uefa esiste già una procedura che i delegati e gli arbitri devono mettere in atto quando si verificano episodi di questo genere. Ci sono varie fasi che vanno dall'interruzione momentanea della partita fino alla sospensione definitiva. L'augurio è che non si debba arrivare ad applicare misure di questo tipo, ma tornando a quanto accaduto a San Siro e alla decisione di Rocchi, è imprescindibile reagire in maniera importante".
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