ROMA - Archiviata definitivamente la stagione calcistica con la finale di Copppa Italia, il presidente della Figc Giancarlo Abete stila un bilancio dell'annata e indica la strada da seguire in futuro: "La situazione è stabile e sono state confermate alcune criticità del nostro calcio a livello internazionale. Investiamo poco sui vivai - spiega il massimo dirigente della Federcalcio - ed abbiamo un'età media ancora troppo elevata. C'è una difficoltà di valorizzazione dei giovani nel campionato di serie A. Con le nazionali giochiamo 175 partite all'anno, che rappresentano opportunità importanti per accumulare esperienza internazionale, ma devono fare la loro parte anche i club. Partirà ora una Champions Under 19 per le 32 società qualificate ai gironi, un'altra occasione di crescita, ma bisogna fare di più. Occorre gestire meglio la qualità dei giocatori che vengono acquistati, il monte ingaggi e la capacità di progettare il futuro. Tuttavia abbiamo dimostrato una sostanziale capacità di controllo su situazioni spinose come scommesse ed episodi di violenza. Il numero di spettatori negli stadi, tra l'altro, è aumentato. Questo la dice lunga sulla passione degli italiani nonostante la scarsa qualità degli impianti".
GERMANIA MODELLO DA SEGUIRE - L'Italia secondo Abete non è poi così indietro rispetto a tanti altri Paesi: "C'è un modello tedesco, ma in questo momento l'esempio viene solo dalla Germania, all'avanguardia per l'equilibrio strutturale dei bilanci, stadi di proprietà eccelsi e una cultura diversa rispetto ad altri Paesi. La Spagna è indietro e ha una situazione molto più complessa dell'Italia sul versante economico. Lo stesso vale per la Francia, mentre l'Inghilterra dipende molto dai capitali esteri". Il presidente della Figc, prendendo spunto dalle direzioni di gara nelle recenti finali di Champions e Coppa Italia, difende i fischietti italiani: "Le prestazioni di Rizzoli e Orsato dimostrano che il problema non è la qualità degli arbitri, ma qualcos'altro, ovvero il clima, l'atmosfera, la difficoltà di essere competitivi. Su questo tutte le società facciano una riflessione. Il prossimo anno basta litanie".
GLI IMPEGNI DEGLI AZZURRI - Abete analizza anche la situazione della Nazionale e replica al presidente dell'Uefa Platini che ha definito l'Italia favorita per la vittoria dei Mondiali: "Abbiamo due grandi occasioni, con l'Under 21 che torna alla fase finale dell'Europeo e la Nazionale impegnata nella Confederations Cup. Tra tutti questi eventi c'è una partita di qualificazione a Praga il 7 giugno contro la Repubblica Ceca che diventa uno snodo fondamentale per capire se passeremo un settembre più tranquillo. Ai Mondiali non saremo i favoriti, perchè se il ranking fotografa lo stato di salute delle nazionali sappiamo che ci sono Paesi, come la Spagna e la Germania, che ci precedono. Una squadra che ha conquistato quattro volte la Coppa del Mondo, però, può sempre vincere".
GERMANIA MODELLO DA SEGUIRE - L'Italia secondo Abete non è poi così indietro rispetto a tanti altri Paesi: "C'è un modello tedesco, ma in questo momento l'esempio viene solo dalla Germania, all'avanguardia per l'equilibrio strutturale dei bilanci, stadi di proprietà eccelsi e una cultura diversa rispetto ad altri Paesi. La Spagna è indietro e ha una situazione molto più complessa dell'Italia sul versante economico. Lo stesso vale per la Francia, mentre l'Inghilterra dipende molto dai capitali esteri". Il presidente della Figc, prendendo spunto dalle direzioni di gara nelle recenti finali di Champions e Coppa Italia, difende i fischietti italiani: "Le prestazioni di Rizzoli e Orsato dimostrano che il problema non è la qualità degli arbitri, ma qualcos'altro, ovvero il clima, l'atmosfera, la difficoltà di essere competitivi. Su questo tutte le società facciano una riflessione. Il prossimo anno basta litanie".
GLI IMPEGNI DEGLI AZZURRI - Abete analizza anche la situazione della Nazionale e replica al presidente dell'Uefa Platini che ha definito l'Italia favorita per la vittoria dei Mondiali: "Abbiamo due grandi occasioni, con l'Under 21 che torna alla fase finale dell'Europeo e la Nazionale impegnata nella Confederations Cup. Tra tutti questi eventi c'è una partita di qualificazione a Praga il 7 giugno contro la Repubblica Ceca che diventa uno snodo fondamentale per capire se passeremo un settembre più tranquillo. Ai Mondiali non saremo i favoriti, perchè se il ranking fotografa lo stato di salute delle nazionali sappiamo che ci sono Paesi, come la Spagna e la Germania, che ci precedono. Una squadra che ha conquistato quattro volte la Coppa del Mondo, però, può sempre vincere".