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Juventus, con Tevez e Llorente si sogna la Champions

Tra un mese, il 18 agosto, la Supercoppa Italiana riaprirà la stagione agonistica. Poi un'altra settimana e sarà campionato. Insomma, il ritorno al calcio giocato è molto meno lontano di quanto possa sembrare. E le squadre sono al lavoro. E' il momento di fare un primo check up alle tradizionali grandi, per capire come si sono mosse, come si stanno muovendo, cosa dovranno o dovrebbero fare da qui al momento di scendere nuovamente in campo.di ALESSANDRO VOCALELLI
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Come funziona una competizione normale? Chi sta davanti, alzandosi magari sui pedali, lancia un'occhiata agli inseguitori. Sono loro, quelli che stanno dietro, a dover produrre lo sforzo maggiore, nel tentativo di accorciare le distanze. Nel nostro calcio è invece successo, sta succedendo, la cosa più "anormale" che si possa e si potesse pensare. Il più forte pensa a diventare ancora più forte, nettamente più forte, scavando un solco con chi si trova alle spalle. E' questa la Juve di oggi, una squadra sempre più in fuga, almeno apparentemente senza rivali. Già, i rivali. Dovranno lavorare molto, spingere forte, per potersi avvicinare ai Campioni d'Italia. Che hanno già centrato il primo obiettivo: aver completato, o quasi, il lavoro, consegnando a Conte, già nel ritiro, l'organico praticamente al completo.

Sì, perchè c'è chi ha piazzato colpi importanti (la Fiorentina con Gomez, ad e…
Come funziona una competizione normale? Chi sta davanti, alzandosi magari sui pedali, lancia un'occhiata agli inseguitori. Sono loro, quelli che stanno dietro, a dover produrre lo sforzo maggiore, nel tentativo di accorciare le distanze. Nel nostro calcio è invece successo, sta succedendo, la cosa più "anormale" che si possa e si potesse pensare. Il più forte pensa a diventare ancora più forte, nettamente più forte, scavando un solco con chi si trova alle spalle. E' questa la Juve di oggi, una squadra sempre più in fuga, almeno apparentemente senza rivali. Già, i rivali. Dovranno lavorare molto, spingere forte, per potersi avvicinare ai Campioni d'Italia. Che hanno già centrato il primo obiettivo: aver completato, o quasi, il lavoro, consegnando a Conte, già nel ritiro, l'organico praticamente al completo.

Sì, perchè c'è chi ha piazzato colpi importanti (la Fiorentina con Gomez, ad esempio) ma quasi tutti sono lì a chiedersi cosa fare, progettando magari affari affascinanti o addirittura improbabili. Ma vuoi mettere il vantaggio di poter sfruttare il periodo di preparazione con le idee già chiare? La Juve ha fatto così: ha puntato i suoi obiettivi principali e li ha centrati con un tempismo perfetto. Cominciando dall'attacco, che era indubbiamente il reparto da rinforzare. E la Juve non ha sbagliato un colpo. Con largo anticipo ha preso Llorente, passato un po' inosservato. Un giocatore affidabile, forte, un padrone dell'area. E poi ha fintato su Higuain per arrivare a Tevez. Sì, perchè non ci devono essere dubbi in proposito. La Juve voleva Tevez e su Tevez ha lavorato sin dal primo giorno. Perchè l'Apache non è solo un attaccante formidabile, il complemento ideale sia per Llorente che per Vucinic, come dire che può essere indifferentemente prima o seconda punta, ma è anche e soprattutto un giocatore che fa crescere il livello internazionale di tutta la squadra. Ecco, Conte aveva bisogno di uno così: esperto e sportivamente "cattivo", un leader da aggiungere a gente come Buffon, Chiellini, Pirlo, Vidal.

Non contento, non ancora appagato, Marotta ha anche perfettamente rispettato il compito che gli ha affidato Andrea Agnelli, rinforzando nel migliore dei modi la difesa. Oggi i "centrali" sono merce rarissima. E va dunque applaudito l'ingaggio di Ogbonna: difficile trovare di meglio. Ora alla Juve manca soltanto un altro esterno (Zuniga?) che però può arrivare senza fretta. Perchè la squadra c'è, è sempre più forte e ha un "acquisto" in più che risponde al nome di Pogba, destinato  a diventare molto più che una splendida promessa. Un progetto di campione difficile da lasciar fuori, tanto che Conte sta progettando di giocare a 4 in difesa (non date retta alle suggestioni del 3-3-4)  rinunciando praticamente ad un uomo in retroguardia, per poter rinforzare  la squadra venti metri più avanti. Una Juve sicuramente più che competitiva per la Champions e che al Giro d'Italia è come quel ciclista con dieci minuti di vantaggio sul gruppo che però vuol piazzare uno sprint solitario, per marcare la propria superiorità. Chi insegue, se davvero vuol essere competitivo, dovrà darsi molto, ma davvero molto, da fare.