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Calcioscommesse, sei mesi di stop a Mauri. Multa di 40.000 euro per la Lazio

La Disciplinare si è pronuciata in merito alla vicenda riguardante le gare dei capitolini contro Lecce e Genoa. Pene più tenui rispetto a quelle richiesta dal pm Palazzi, dopo la derubricazione dell'accusa del capitano biancoceleste da illecito a omessa denuncia. Il giocatore: "Contento per la mia squadra, ma per me è sempre un'ingiustizia". Prosciolti il club ligure e Milanetto
di MATTEO PINCI

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ROMA - Perfettamente rispettate le attese: Mauri si salva, niente illecito, solo omessa denuncia e squalifica di 6 mesi. Sorride allora anche la Lazio, che può cavarsela con una semplice ammenda di 40 mila euro. E proscioglimenti completi per Milanetto, il Genoa e i due portieri all'epoca dei fatti al Lecce, Rosati e Benassi. La sentenza della Commissione Disciplinare rispetta in pieno le attese: l'unica novità, semmai, è la gara per la quale è stato sanzionato Mauri: non Lecce-Lazio come sembrava di intuire, ma Lazio-Genoa del 14 maggio. Palazzi in ogni caso è già pronto a presentare impugnazione per tutte le posizioni, compresa quella del centrocampista laziale.

OMESSA DENUNCIA A MAURI PER LAZIO-LECCE: 6 MESI DI STOP - Il primo grado di giudizio sportivo dissesta il castello accusatorio di Palazzi, non la convinzione della procura di Cremona sull'effettiva alterazione delle gare Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del maggio 2011. La Commissione presieduta dal giudice Artico non ha dubbi: le accuse di Gervasoni sono "precise, coerenti, costanti e spontanee", oltre che "pienamente utilizzabili", perché verificate da riscontri esterni. Eppure l'organo giudicante della Figc non ha ritenuto di volersi sbilanciare sulla posizione del capitano della Lazio, cui la procura federale aveva contestato l'illecito sportivo. Un capo d'imputazione riqualificato in semplice omessa denuncia. Il motivo? "Nulla in atti consente di di ritenere che egli si sia adoperato per realizzare" l'alterazione del match, nonostante abbia ritenuto "provato l'incontro avvenuto il giorno 14 maggio 2011 a Formello a poche ore dall'inizio della gara Lazio-genoa", e "provata la ragione dell'incontro", ossia "la volontà del gruppo degli zingari di prendere contatto con Mauri tramite il suo amico Zamperini per proporre l'alterazione della imminente gara su cui avrebbero scommesso ingenti somme".

MAURI: "CONTENTO PER MIA LAZIO MA PER ME E' UN'INGIUSTIZIA" - "Sono contento per la mia Lazio che non dovrà partire con punti di penalizzazione, ma anche questa condanna per omessa denuncia a me sembra un'ingiustizia... Confido nei prossimi gradi di giudizio per lasciarmi alle spalle questa brutta avventura". Così Mauri sul suo sito: "Anche in questa situazione mi batterò da Capitano... il mio obiettivo è scendere in campo coi miei compagni il prima possibile - aggiunge il centrocampista biancoceleste - grazie a tutti i tifosi che, ogni giorno, mi riempiono di affetto e mi danno una carica incredibile".

LECCE-LAZIO, PROSCIOLTO "PER LO MENO ALLO STATO DEGLI ATTI" - Niente illecito, però, perché i due più gravi addebiti - le telefonate la notte prima della gara e nelle ore immediatamente precedenti tra Mauri e Zamperini, la scheda coperta usata dal giocatore laziale - non rappresentano "indici univoci". La commissione ha anche poi prosciolto auri per Lecce-Lazio, nonostante circostanze simili (accuse di gervasoni, incontro con Zamperini prima della gara per la consegna dei biglietti), ma senza perdersi troppo in spiegazioni: per i giudici vale il proscioglimento. Giustificato con un inquietante "per lo meno allo stato degli atti", quasi alludendo a novità in arrivo nel prossimo futuro.

MULTA ALLA LAZIO - Inevitabile in ogni caso la condanna del club di appartenenza, dunque la Lazio, a pagare un'ammenda, nello specifico di 40 mila euro. Responsabilità oggettiva, istituto giuridico sportivo contro cui si scagliano i presidenti, ma difeso dalla stessa commissione perché "la responsabilità oggettiva trova, nell'ottica della particolare autonomia dell'ordinamento sportivo e delle sue finalità, una valida giustificazione, rispondendo all'esigenza di assicurare il pacifico e regolare svolgimento dell'attività sportiva".

LE ALTRE POSIZIONI - La credibilità di Gervasoni si sgretola per la Commmissione in occasione della gara Lecce-Lazio, altro illecito conclamato grazie all'investimento di 400 mila euro di cui parla Gervasoni stesso e al viaggio degli emissari ungheresi diretti a Lecce e alloggiati presso l'Hotel Garden Inn. Assolti dalle accuse i portieri Benassi e Rosati, derubricata in omessa denuncia l'accusa di illecito per Ferrario (che aveva ammesso di essere stato contattato da Zamperini per combinare la gara, dicendo però di aver rifiutato). "Le mere affermazioni di Gervasoni - spiega la Disciplinare - in mancanza di qualsivoglia riscontro esterno, non sono idonee a costituire prova del compimento dell'illecito da parte degli incolpati". Riconosciuti, nelle motivazioni, i meriti delle linee difensive del legale di Ferrario, De Rensis, così come quelle dei legali di Benassi, Scognamillo e Marsico, e dell'avvocato Rodella per Rosati.

La Commissione Disciplinare ha poi prosciolto Milanetto - e dunque anche il Genoa - dalle accuse di combine per Lazio-Genoa: per i giudici nonostante l'aggancio della cella telefonica nei pressi dell'hotel del Genoa da parte di Zamperini, "non trova sufficiente riscontro quanto riferito da Gervasoni in merito all'incontro che sarebbe avvenuto immediatamente dopo la visita a Formello tra Zamperini, e Milanetto e, in definitiva, alla partecipazione di quest'ultimo al riferito illecito". Anche grazie alle "prove testimoniali che escludono che Milanetto abbia avuto contatti con soggetti non appartenenti al Genoa in epoca prossima alla gara di cui trattasi".





 
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