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Calcioscommesse, per Mauri e la Lazio ulteriori indagini

La Corte di Giustizia Federale ha esaminato i ricorsi presentati sia dal club e dal giocatore avverso le sanzioni in primo grado, sia quelli presentati dal procuratore federale Palazzi che dichiara: "La Disciplinare ha deciso in maniera lacunosa". Il legale dei biancocelesti: "Sono tranquillo"di MATTEO PINCI
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ROMA - Ulteriori attività di indagine e accertamento relative alla posizione del laziale Stefano Mauri e della società Lazio sono state disposte dalla Corte di Giustizia federale al termine del processo d'appello sul calcioscommesse per le presunte combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del maggio 2011

Il giorno del giudizio, per Stefano Mauri. Neanche il tempo di smaltire il Ferragosto, e a 48 ore appena dalla Supercoppa contro la Juventus, la Lazio e il suo capitano è stato rinviato. E slitta il verdetto della giustizia sportiva per il coinvolgimento del giocatore nelle combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del 2011 per il quale è incolpato dalla Procura Federale. C'era il ricorso contro i 6 mesi si squalifica per omessa denuncia a Mauri e l'ammenda da 40 mila euro alla Lazio per responsabilità oggettiva. Ma soprattutto era stata la Procura Federale ad impugnare i proscioglimenti del numero 6 laziale per Lecce-Lazio, dei giocatori Benassi e Rosati, di …
ROMA - Ulteriori attività di indagine e accertamento relative alla posizione del laziale Stefano Mauri e della società Lazio sono state disposte dalla Corte di Giustizia federale al termine del processo d'appello sul calcioscommesse per le presunte combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del maggio 2011

Il giorno del giudizio, per Stefano Mauri. Neanche il tempo di smaltire il Ferragosto, e a 48 ore appena dalla Supercoppa contro la Juventus, la Lazio e il suo capitano è stato rinviato. E slitta il verdetto della giustizia sportiva per il coinvolgimento del giocatore nelle combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del 2011 per il quale è incolpato dalla Procura Federale. C'era il ricorso contro i 6 mesi si squalifica per omessa denuncia a Mauri e l'ammenda da 40 mila euro alla Lazio per responsabilità oggettiva. Ma soprattutto era stata la Procura Federale ad impugnare i proscioglimenti del numero 6 laziale per Lecce-Lazio, dei giocatori Benassi e Rosati, di Milanetto, del Lecce e del Genoa, per la derubricazione di Mario Cassano da illecito in articolo 1.

Toccherà alla Corte di Giustizia Federale, secondo grado di giudizio sportivo, pronunciarsi sulle contestazioni del procuratore Palazzi contro il capitano biancoceleste. E quella che il pm della Figc considera "Una mole enorme di elementi a riscontro, che producono quasi una prova autosufficiente" delle tesi accusatorie. Palazzi, riferendosi alla decisione di primo grado di sanzionare Mauri per una sola omessa denuncia, prosciogliendolo per Lecce-Lazio e derubricando l'illecito di Lazio-Genoa, "Decisione lacunosa a fronte di "riscontri che fotografano minuto per minuto la formalizzazione dell'illecito. È illogico - continua - sostenere che Mauri e Zamperini si sentissero in quei minuti topici per organizzare un viaggio a Cervia. E Ilievski nella giornata di Lazio-Genoa parla con Tan Tze Teng due volte, in coincidenza con la visita a Formello e quella a Milanetto. Ilievski si muove per avere il controllo sui giocatori".

Il procuratore federale evoca due sentenze della Cassazione per spiegare per legittimare le accuse del pentito Gervasoni: "La Suprema Corte ci dice che anche se riscontrata solo una parte delle dichiarazioni auto e etero accusatorie si può riscontrare la validità sull'integralità delle dichiarazioni. E il riscontro esterno, come i nostri tabulati, non sono prove autosufficienti ma di corroborazione alle chiamate in correità". In più, Palazzi di smontare pezzo a pezzo la linea difensiva che punta sul fatto che Mauri non abbia mai scommesso presso l'agenzia di Aureli."Farlo sarebbe la firma su un omicidio. Parliamo di soggetti molto intelligenti di una grande organizzazione internazionale. In più nessuno ci ha mai spiegato il ruolo della scheda telefonica coperta: Mauri ha fatto dichiarazioni reticenti ed elusive".

Palazzi conclude la requisitoria citando aprendo a quegli "elementi di novità" evocati anche dal pm di Cremona Di Martino in un'intervista a Repubblica: "Forse più avanti scopriremo perché Mauri vuole posticipare l'utilizzo della scheda al 13 maggio e non al 28 aprile", avanza il pm Figc. Per poi chiudere: "È offensivo pensare che solo di fronte a pistole fumanti la giustizia sportiva possa affermare le responsabilità degli incolpati".

Dura la replica di Matteo Meandri, legale di Stefano Mauri: "Condannare anche soltanto a un solo giorno di squalifica vorrebbe dire asseverare un macroscopico errore giudiziario", sostiene il legale. "Mauri è stato scarcerato per rendere inammissibile il ricorso al riesame che avevamo in corso", ha continuato, per poi attaccare preventivamente le "novità" in arrivo evocate da Palazzi. "Ho la certezza che questo Mr x di cui ho letto sarà stato contattato dalla scheda di Mauri nelle date precedenti al 13 maggio, per questo la Procura spinge a dimostrare che fossero precedentemente in suo possesso. Ma le celle della scheda di Samantha Romano e di Stefano Mauri coincidono perfettamente solo a partire dal 13 maggio, non prima". Poi, una serie di attacchi alla ricostruzione spazio temporale dell'incontro tra il calciatore e Zamperini e Ilievsky a Formello sostenuta dal legale della Lazio, Gentile: "Un percorso inconciliabile con la semplice ricostruzione possibile dei fatti sostenuta dall'accusa. E poi, in un sms a Gervasoni è lo stesso Zamperini a confermare incontro con lo zingaro dalle parti di Formello, esprimendo i dubbi sul concreto raggiungimento dell'accordo per un illecito. Quali elementi ci sono per ritenere che siamo di fronte alla violazione dell'articolo 7?".

Chiuso il dibattimento, la corte si è chiusa in camera di consiglio per emettere il dispositivo e pronunciarsi sull'accoglimento o meno delle impugnazioni sulle sentenze di primo grado. E alla fine ne è uscita con un nuovo rinvio e nuovi accertamenti.