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Calcioscommesse: ascoltati Mauri e Gervasoni, nessun confronto tra i due

Interrogatorio incrociato presso la Corte di giustizia federale per il capitano della Lazio (condannato a sei mesi di squalifica per omessa denuncia) e il suo grande accusatore. I giudici non si sono riuniti in camera di consiglio, slitta la sentenza
di MATTEO PINCI

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ROMA - Un interrogatorio incrociato negli uffici della Federcalcio in via Campania. Da una parte Stefano Mauri, capitano della Lazio su cui pendono le accuse di illecito sportivo per le gare Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del 2011. Dall'altra Carlo Gervasoni, il grande accusatore. In mezzo, i giudici della corte di giustizia federale chiamati a pronunciarsi per il secondo grado di giudizio sportivo. Mauri è arrivato negli uffici della Figc una decina di minuti prima delle 15, Gervasoni era lì dalla mattina. La corte presieduta dal giudice Gerardo Mastrandrea ha ascoltato prima il pentito. Poi Mauri, in contraddittorio: la corte ha avanzato le proprie domande - poche ma molto specifiche - al capitano laziale - sui due match sotto accusa, con attenzione particolare, però, per Lazio-Genoa. Un match per il quale Mauri è stato condannato in primo grado a sei mesi di squalifica per omessa denuncia. Sul canovaccio delle domande della corte, hanno potuto inserirsi quelle dei legali difensori di Mauri e del procuratore federale, Stefano Palazzi, che ad agosto, nella fase dibattimentale del procedimento, aveva chiesto la condanna a 4 anni per doppio illecito sportivo. 

Una volta concluso con Mauri, le dichiarazioni del centrocampista biancoceleste sono state incrociate con Gervasoni, sottoposto allo stesso trattamento dell'ex "collega": la corte a condurre l'audizione, i legali di Mauri (presenti gli avvocati Melandri e Buceti che rappresentano il giocatore e L'avvocato Gentile che rappresenta la Lazio) e il procuratore Palazzi ad avanzare richieste di chiarimento sui singoli elementi. Lavori terminati intorno alle 18, quando Mauri e Gervasoni avevano già lasciato via Campania da un'uscita secondaria per non essere intercettati dai microfoni.

La corte non si è riunita in camera di consiglio, ma ha scelto di lasciare aperta la fase istruttoria, prendendo tempo per decidere se ordinare nuove audizioni (Alessandro Zamperini non si è presentato). La sentenza, a questo punto, slitta almeno alla prossima settimana, in ossequio alla linea - in cui sperava fortemente anche la Lazio - di non sovrapporre alla pressione del derby quella di una sentenza definitiva (almeno a livello endofederale) sul capitano biancoceleste. "Aspettiamo la sentenza con la fiducia di sempre - ha spiegato l'avvocato Gentile - probabilmente confermeranno la decisione della disciplinare. Non ci sono novità, non è successo nulla di nuovo: il presidente Mastrandrea ha avuto la necessità di fare alcune domande prima a Mauri, poi a Gervasoni per avere alcuni chiarimenti in merito alle dichiarazioni che avevano reso. Ha chiarito, ma non c'è niente di nuovo, quello che è stato scritto è stato riconfermato. A cosa è servito? Non saprei, forse per vedere se Gervasoni si era dimenticato qualcosa".
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