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Calcio, la sfida dei diritti tv: Galliani punta all'intera posta

Un'inchiesta de 'L'Espresso' analizza la partita in atto per prolungare l'accordo con la società che svolge il ruolo di advisor della Lega per la trasmissione delle gare dei club di serie A. Da una parte l'amministratore delegato del Milan, dall'altra Juve, Inter, Roma e Fiorentina. In mezzo manager ex Fininvest e nomi illustri

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ROMA - La Lega di serie A si appresta a giocare una delle sue partite più importanti, ovvero quella relativa ai diritti televisivi, ormai principale fonte di entrate per i club e garanzia di sopravvivenza del nostro campionato. Un'autentica battaglia miliardaria sulla quale cerca di far luce l'inchiesta pubblicata sul prossimo numero de 'L'Espresso', da venerdì in edicola, rivelando una serie di interessanti retroscena sconosciuti alla maggior parte di tifosi ed appassionati.

I club di serie A dovranno decidere se confermare, a partire dal 2016 per i prossimi sei anni, nel ruolo di advisor per i diritti tv la società Infront Italy e la questione vede nell'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani un protagonista molto interessato. L'intermediazione per l'Italia e per l'estero, dove a Infront si affianca la Media Partners&Silva, è infatti affidata ad una serie di manager provenienti dalla Fininvest (Marco Bogarelli, Andrea Locatelli, passati anche da Milan Channel, e Riccardo Silva) che guidano le suddette società, a fianco dei quali lavora Philippe Blatter, figlio del più noto Joseph, presidente della Fifa dal 1998.

E' cosa nota che i club di serie A siano divisi: da una parte il Millan, che capeggia un nutrito schieramento di squadre, e il presidente di Lega Maurizio Beretta, dall'altra Juventus, Inter, Roma e Fiorentina, tanto per citare le società più importanti. Sia chiaro: l'avvento e la conferma di Infront per i prossimi sei anni non è affatto inviso al gruppo di club che fanno opposizione a Galliani, vista la quantità di denaro che l'advisor è disposto a garantire prima ancora di aver negoziato e stretto accordi con i network televisivi (si parla di 1.800 milioni di euro complessivi). A conferma di questo basterà puntualizzare che Juventus e Roma hanno sottoscritto contratti commerciali e pubblicitari proprio con Infront.

La coalizione che vede inattesi alleati Andrea Agnelli e Massimo Moratti, però, sarebbe più propensa a formalizzare un accordo limitato ai prossimi tre anni, sottolineando i rischi che comporta un'intesa di più lungo termine. Possibili cambiamenti di carattere economico e rilevanti novità tecnologiche potrebbero, infatti, mutare lo scenario e sconsigliare un accordo poi impossibile da rinegoziare. Lo schieramento capeggiato dalla Juventus vanta un notevole peso specifico, ma in Lega vige la regola che ogni club è titolare di un singolo voto, indipendentemente dal numero di tifosi, dall'indotto o dal palmares che reca in dote. Ciò che conta, dunque, è arrivare ad una maggioranza qualificata di 14 società sulle 20 totali. E la vittoria di Galliani, che punta ad aggiudicarsi l'intera posta in palio con la conferma di Infront fino al 2021, appare abbastanza scontata.
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