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Calcio, Beretta deluso: "Così stadi nuovi non ce ne saranno mai"

Il presidente della Lega di A commenta deluso la legge di stabilità. Gli fa eco Claudio Lotito: "La Lazio e altri club non potranno fare niente, a meno di impianti di 20-30 milioni, ma questo significherebbe portare al deperimento assoluto il valore del calcio italiano". Malagò: "Bisogna pensare anche agli impianti di base"

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ROMA - Negli ambienti calcisti serpeggia sdelusione e preoccupazione per la legge sugli stadi. Lancia l'allarme del presidente della Lega di Serie A, Maurizio Beretta: "Così stadi nuovi non ce ne saranno", dice commentando l'emendamento sulla legge di stabilità relativo all'impiantistica sportiva in discussione in Parlamento. Secondo Beretta le aspettative del mondo dello sport per le norme sugli stadi rischiano di andare deluse, secondo gli ultimi segnali. "E sarebbe - dichiara all'Ansa - un'occasione sprecata".

"Per gli stadi della serie A non serve una legge 'annuncio', ma una norma che consenta davvero di costruire impianti di nuova generazione, gestiti dalle società sportive. Questo è quello che serve al calcio italiano per essere competitivo e lo sanno bene gli addetti ai lavori e milioni di tifosi. Sono per questo tema ore decisive e chiediamo alla politica scelte concrete: uno snellimento delle procedure è importante, ma non basta. Va assicurata nei fatti la sostenibilità economica dell'investimento e poi della gestione dell'impianto. Se invece, in termini di perequazione economica, si riducono le possibilità rispetto all'esistente, il rischio è quello di approvare una norma che non produce effetti. Se si vuole che il calcio italiano possa avere le stesse condizioni del calcio inglese, tedesco o spagnolo si approvi una legge che vada davvero oltre le enunciazioni di principio. Altrimenti, è bene sapere che in Italia di stadi nuovi non ce ne saranno. L'invito è a non perdere un'occasione cruciale per il futuro del calcio italiano, nell'interesse dello sport, ma anche di tutto il sistema paese".

Gli fa eco il presidente della Lazio, Claudio Lotito: "Con questa legge la Lazio non potrà fare lo stadio, così come non potranno farlo tantissime società. A meno che non si vogliano realizzare degli stadi di 20-30 milioni, ma questo significherebbe portare al deperimento assoluto il valore del calcio italiano. A noi non serve la legge - ha aggiunto Lotito a margine dell'accensione de "L'Albero della Luce e delle Opportunita'" al Foro Italico -, serve una legge che possa far fare gli stadi. Così sicuramente gli stadi non verranno mai fatti. Una Legge deve favorire e non impedire, invece impedisce la possibilità di utilizzare alcuni strumenti che oggi sono vigenti. Si chiedeva soltanto uno scadenzamento certo in 14 mesi, mentre in altri paesi in tre mesi si ha una concessione, soltanto per avere una risposta positiva o negativa. Non si chiedeva l'approvazione".

Più cauto il presidente del Coni, Giovanni Malagò: "Fino a quando non la vedo
con le virgole e i punti, scusate ma non mi va di fare nessun tipo di considerazione perchè sono settimane che c'è un balletto attorno alla parola più o meno. Quindi onestamente non trovo giusto spendere altre parole. Sapete benissimo quali sono i nostri desiderata, quello che è fondamentale è che questa legge non riguardi solo gli stadi ma in particolare gli impianti di base".
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