NAPOLI - E' attesa nel pomeriggio la sentenza d'appello di Calciopoli, il processo a carico di arbitri e dirigenti del calcio italiano accusati di aver truccato il campionato 2004-2005. Questa mattina, nell'aula 316 del tribunale di Napoli, hanno preso la parola per l'ultima arringa gli avvocati di Luciano Moggi, ex dg della Juventus e principale imputato del processo, Paolo Trofino e Maurilio Prioreschi. Trofino ha chiesto l'assoluzione perché "Luciano Moggi non ha mai costituito un'associazione a delinquere per la Juventus", definendo l'accusa nei confronti del suo assistito "un'invenzione straordinaria". Per Trofino, Moggi fu spinto a comprare le schede telefoniche riservate per sfuggire allo spionaggio industriale di Telecom. "Lo stesso Tavaroli - ha ricordato il legale - davanti ai giudici di Milano ha detto che aveva avuto l'incarico di spiare tutta la sede della Juventus. Per questo Moggi voleva difendere la Juve da due colossi come Inter e Milan, che alle spalle avevano Telecom e Mediaset. L'obiettivo era difendere la sua società, non quello di creare un'associazione a delinquere".
Per l'avvocato Trofino è evidente che né Bergamo (ex designatore arbitrale) né Mazzini (ex vicepresidente Figc) facevano parte dell'associazione: "La prova che Moggi utilizzasse le schede per sfuggire allo spionaggio industriale - ha sostenuto - è data dal fatto che nelle 171 mila telefonate intercettate non ce n'è una in cui parli di mercato".
Dopo Trofino ha preso la parola Prioreschi, l'altro legale di Moggi, per introdurre alcune intercettazioni inedite, in particolare una tra Bergamo e Pairetto in cui i due ex designatori arbitrali, dopo un Roma-Juventus dicono: "A noi non ce ne frega. Noi abbiamo fatto il nostro dovere, poi che vinca l'uno o l'altro...". Dopo l'intervento di Prioreschi i giudici si sono ritirati in camera di consiglio. La sentenza dovrebbe arrivare non prima delle ore 17. Il pm ha chiesto tre anni e un mese per l'ex dg juventino.
Per l'avvocato Trofino è evidente che né Bergamo (ex designatore arbitrale) né Mazzini (ex vicepresidente Figc) facevano parte dell'associazione: "La prova che Moggi utilizzasse le schede per sfuggire allo spionaggio industriale - ha sostenuto - è data dal fatto che nelle 171 mila telefonate intercettate non ce n'è una in cui parli di mercato".
Dopo Trofino ha preso la parola Prioreschi, l'altro legale di Moggi, per introdurre alcune intercettazioni inedite, in particolare una tra Bergamo e Pairetto in cui i due ex designatori arbitrali, dopo un Roma-Juventus dicono: "A noi non ce ne frega. Noi abbiamo fatto il nostro dovere, poi che vinca l'uno o l'altro...". Dopo l'intervento di Prioreschi i giudici si sono ritirati in camera di consiglio. La sentenza dovrebbe arrivare non prima delle ore 17. Il pm ha chiesto tre anni e un mese per l'ex dg juventino.