ROMA - C'è un momento esatto nel quale questa tranche dell'inchiesta sul calcioscommesse riparte: è a marzo del 2012, quando sulle pagine di Repubblica viene pubblicata una lunga intervista a Hrystian Ilievsky, il capo degli Zingari, il gruppo di scommettitori che aveva messo le mani sulla serie A e sulla serie B italiana. Ilievsky (ancora oggi latitante) raccontava, tra le altre cose, di un signore, tale Salvatore, che in un grande albergo di Milano qualche ora prima dell'inizio delle partite vendeva a 250mila ero risultati sicuri. "E' la prima volta che si fa riferimento alla fantomatica figura di questo mister X" dicono gli investigatori che si mettono immediatamente alla caccia. I primi riscontri arrivano dalle dichiarazioni di Amir Gecic, il braccio destro di Ilievsky, che un anno fa dopo mesi di latitanza, si consegna alla magistratura e si fa arrestare. Davanti al gip Guido Salvini prima e poi con il procuratore capo Di Martino, Gecic confermerà l'esistenza di questo 60enne meridionale, che all'hotel Tocq di Milano mezz'ora prima dell'inizio delle partite chiedeva soldi in contanti in cambio di informazioni. "Aveva contatti con i presidenti e i dirigenti di serie A. A me e Ilievski chiese 650mila euro, ci avrebbe dato i risultati mezz'ora prima dell'inizio degli incontri e in cambio forniva un assegno a garanzia".
I due zingari dissero no. L'affare sfumò. Ma il volto di Salvatore rimase nella testa degli Zingari. Ed è diventato l'obiettivo dei poliziotti dello Sco che dopo mesi di ricerche, incrociando una serie di dati tra telefonini e celle telefoniche, a un "Salvatore" sono arrivati: è Salvatore Spadaro, siciliano classe '49, l'uomo arrestato oggi che secondo la procura di Cremona era l'uomo dei risultati. Lo era nel 2011 nel milanese, e aveva cominciato a riesserlo ora: dopo lo scandalo aveva ripreso il suo mestiere, questa volta però tornando al Sud e concentrandosi principalmente sulle partite di serie B e Lega Pro. "Non possi sbagliare: Salvatore è lui" ha detto Gecic a Di Martino, quando gli hanno mostrato la foto segnaletica di Spadaro che aveva vecchi precedenti per truffa e sostituzione di persona.
I due zingari dissero no. L'affare sfumò. Ma il volto di Salvatore rimase nella testa degli Zingari. Ed è diventato l'obiettivo dei poliziotti dello Sco che dopo mesi di ricerche, incrociando una serie di dati tra telefonini e celle telefoniche, a un "Salvatore" sono arrivati: è Salvatore Spadaro, siciliano classe '49, l'uomo arrestato oggi che secondo la procura di Cremona era l'uomo dei risultati. Lo era nel 2011 nel milanese, e aveva cominciato a riesserlo ora: dopo lo scandalo aveva ripreso il suo mestiere, questa volta però tornando al Sud e concentrandosi principalmente sulle partite di serie B e Lega Pro. "Non possi sbagliare: Salvatore è lui" ha detto Gecic a Di Martino, quando gli hanno mostrato la foto segnaletica di Spadaro che aveva vecchi precedenti per truffa e sostituzione di persona.