ROMA - "Ho grandissima fiducia in Rino Gattuso. Conoscendolo non mi sembra possibile, sono fiducioso che ne uscirà senza ombre". Si è espresso così il presidente della Figc Giancarlo Abete, oggi al Quirinale per la consegna del tricolore ai portabandiera dell'Italia per i Giochi invernali di Sochi, sul possibile coinvolgimento di Gattuso nel nuovo filone d'inchiesta della procura di Cremona sul calcioscommesse. "Prenderò in considerazione la cosa solo se ci dovesse essere, e spero di no, un provvedimento giudiziario nei suoi confronti - ha aggiunto Abete -. Ma conoscendo Gattuso, e quelli che sono il suo comportamento e il suo stile, non mi sembra possibile un suo eventuale coinvolgimento".
Ieri intanto è arrivata la sentenza d'appello a Napoli su Calciopoli, con la condanna a 2 anni e 4 mesi per Luciano Moggi: "La giustizia si fa nei tribunali e quando si arriva al secondo grado di giudizio come a Napoli, abbiamo una situazione già compiuta. In questo caso - il riferimento a Gattuso - si danno dei giudizi su indagini in corso, con il rischio di gettare negatività su persone che sono oggetto di indagine".
"Abbiamo grande fiducia nei magistrati e attendiamo gli sviluppi di questa indagine, ma serve prudenza nei giudizi perchè in termini di situazioni acclarate si vede abbastanza poco. Che sia una situazione che dal punto di vista della comunicazione determina un danno al mondo del calcio è un dato di fatto, ma abbiamo 10 indagati, 4 soggetti arrestati che nessuno conosce e che non mi risultato essere tesserati", ha aggiunto Abete sempre a proposito dell'inchiesta penale sul calcioscommesse condotta dalla procura di Cremona.
"Aspettiamo di verificare se ci sono situazioni che al momento ci sfuggono attraverso tutti i controlli programmati dei computer, i test tecnologici e peritali. Abbiamo però sempre queste situazioni che ci accompagnano e che fanno parte del costume italico. Perquisizioni alle 6 di mattina onestamente creano più traumi che opportunità perchè non penso siano collegate a dimensioni tali da determinare questi vulnus. Ricordiamo quella di Criscito a Coverciano prima degli Europei del 2012", ha concluso il numero uno della Federcalcio.
MALAGO': "SONO SICURO CHE E' PERSONA PERBENE" - "Su Gattuso scommetterei che è una persona perbene, credo ciecamente a quello che ha detto". Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, si schiera a difesa dell'ex campione del mondo. "Mi fa un effetto incredibile - ha detto Malagò - ho sentito il tono della sua voce e voglio capire cosa c'è dietro questa indagine".
ZAMPARINI: "GATTUSO PERSONA SERIA, GLI DAREI MIO PORTAFOGLIO" - In difesa dell'ex centrocampista del Milan si schiera anche il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini: "Non metto la mano sul fuoco per nessuno, ma Gattuso l'ho conosciuto. E' stato allenatore del Palermo e gli darei il mio portafoglio perchè so che è una persona seria - ha dichiarato il patron rosanero a 'Radio 24' -. Mi sembra impossibile che sia coinvolto nel calcioscommesse. Lo stimo come uomo, lo ammiro: è venuto a Palermo guadagnando un terzo di quello che prendeva in Svizzera perché pensava al suo futuro. Si occupa di una pescheria e si alza tutti i giorni alle sette del mattino. L'Italia è un paese di seconda categoria: non si può fare la giustizia con le conferenze stampa. Noi abbiamo una giustizia spettacolo, non solo quella sportiva, dove un indagato diventa colpevole sui giornali prima che al processo". Zamparini non ha risparmiato un affondo sulle combine: "Le partite di fine campionato sono sempre state strane, ma non per le scommesse. Il problema è che ci sono troppi interessi in ballo. La serie B nelle ultime dieci giornate è qualcosa di terrificante. Vedo dei risultati strani. Non dico che siano combinate, non ho le prove, ma la penso così".
CARRARO: "NON CI SONO MAI SVILUPPI PENALI ECLATANTI" - Sul nuovo filone d'inchiesta relativo al calcioscommesse è intervenuto anche Franco Carraro: "Sono anni che leggo sui giornali cose che mi ricordano la storia di chi grida 'al lupo, al lupo'. Ogni volta sembra debbano esserci degli sfracelli. L'opinione pubblica è preoccupata, ma poi non ci sono sviluppi penali così eclatanti - ha commentato l'ex presidente della Figc, oggi membro del Cio, a margine della consegna del tricolore ai portabandiera dell'Italia per i Giochi di Sochi -. Come cittadino provo disagio, ma di concreto vedo poco. Che il fenomeno delle scommesse sia preoccupante non c'è dubbio. Le inchieste giornalistiche dicono che è in mano alla criminalità, ma poi c'è una sproporzione fra l'effetto annunciato e ciò che accade realmente".
Ieri intanto è arrivata la sentenza d'appello a Napoli su Calciopoli, con la condanna a 2 anni e 4 mesi per Luciano Moggi: "La giustizia si fa nei tribunali e quando si arriva al secondo grado di giudizio come a Napoli, abbiamo una situazione già compiuta. In questo caso - il riferimento a Gattuso - si danno dei giudizi su indagini in corso, con il rischio di gettare negatività su persone che sono oggetto di indagine".
"Abbiamo grande fiducia nei magistrati e attendiamo gli sviluppi di questa indagine, ma serve prudenza nei giudizi perchè in termini di situazioni acclarate si vede abbastanza poco. Che sia una situazione che dal punto di vista della comunicazione determina un danno al mondo del calcio è un dato di fatto, ma abbiamo 10 indagati, 4 soggetti arrestati che nessuno conosce e che non mi risultato essere tesserati", ha aggiunto Abete sempre a proposito dell'inchiesta penale sul calcioscommesse condotta dalla procura di Cremona.
"Aspettiamo di verificare se ci sono situazioni che al momento ci sfuggono attraverso tutti i controlli programmati dei computer, i test tecnologici e peritali. Abbiamo però sempre queste situazioni che ci accompagnano e che fanno parte del costume italico. Perquisizioni alle 6 di mattina onestamente creano più traumi che opportunità perchè non penso siano collegate a dimensioni tali da determinare questi vulnus. Ricordiamo quella di Criscito a Coverciano prima degli Europei del 2012", ha concluso il numero uno della Federcalcio.
MALAGO': "SONO SICURO CHE E' PERSONA PERBENE" - "Su Gattuso scommetterei che è una persona perbene, credo ciecamente a quello che ha detto". Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, si schiera a difesa dell'ex campione del mondo. "Mi fa un effetto incredibile - ha detto Malagò - ho sentito il tono della sua voce e voglio capire cosa c'è dietro questa indagine".
ZAMPARINI: "GATTUSO PERSONA SERIA, GLI DAREI MIO PORTAFOGLIO" - In difesa dell'ex centrocampista del Milan si schiera anche il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini: "Non metto la mano sul fuoco per nessuno, ma Gattuso l'ho conosciuto. E' stato allenatore del Palermo e gli darei il mio portafoglio perchè so che è una persona seria - ha dichiarato il patron rosanero a 'Radio 24' -. Mi sembra impossibile che sia coinvolto nel calcioscommesse. Lo stimo come uomo, lo ammiro: è venuto a Palermo guadagnando un terzo di quello che prendeva in Svizzera perché pensava al suo futuro. Si occupa di una pescheria e si alza tutti i giorni alle sette del mattino. L'Italia è un paese di seconda categoria: non si può fare la giustizia con le conferenze stampa. Noi abbiamo una giustizia spettacolo, non solo quella sportiva, dove un indagato diventa colpevole sui giornali prima che al processo". Zamparini non ha risparmiato un affondo sulle combine: "Le partite di fine campionato sono sempre state strane, ma non per le scommesse. Il problema è che ci sono troppi interessi in ballo. La serie B nelle ultime dieci giornate è qualcosa di terrificante. Vedo dei risultati strani. Non dico che siano combinate, non ho le prove, ma la penso così".
CARRARO: "NON CI SONO MAI SVILUPPI PENALI ECLATANTI" - Sul nuovo filone d'inchiesta relativo al calcioscommesse è intervenuto anche Franco Carraro: "Sono anni che leggo sui giornali cose che mi ricordano la storia di chi grida 'al lupo, al lupo'. Ogni volta sembra debbano esserci degli sfracelli. L'opinione pubblica è preoccupata, ma poi non ci sono sviluppi penali così eclatanti - ha commentato l'ex presidente della Figc, oggi membro del Cio, a margine della consegna del tricolore ai portabandiera dell'Italia per i Giochi di Sochi -. Come cittadino provo disagio, ma di concreto vedo poco. Che il fenomeno delle scommesse sia preoccupante non c'è dubbio. Le inchieste giornalistiche dicono che è in mano alla criminalità, ma poi c'è una sproporzione fra l'effetto annunciato e ciò che accade realmente".