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Lippi: "La Nazionale cinese? Forse". Per il dopo Prandelli: "Allegri e Zac candidature autorevoli"

A margine della presentazione del suo sito, con il quale porterà avanti anche una serie di partite a scopo benefico, il tecnico toscano parla del passato ("Ma l'Italia non mi manca") e di una possibile nuova avventura come commissario tecnico
di ENRICO CURRO'

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MILANO - La Cina ha cambiato la vita di Lippi. "Ho ritrovato l'entusiasmo di allenare un club: non lo facevo dal 2004". L'ha cambiata a tal punto che il ct campione del mondo, quando a novembre scadrà il suo contratto col Guanghzou da lui portato al trionfo nel campionato ma soprattutto alla semifinale del Mondiale per club contro il Bayern di Guardiola poi vincitore del torneo, potrebbe accettare l'offerta della federazione di allenare la nazionale cinese in vista del Mondiale 2018 in Russia. "Può darsi che lo faccia, dovrò decidere. Loro mi chiedono di continuare ad allenare anche il Guanghzou, perché pensano che in fondo il club dà 10 giocatori alla nazionale. Ma non so se la cosa sia possibile". Intanto confessa di proseguire volentieri l'esperienza asiatica. "Il calcio italiano non mi manca, ho riassaporato il gusto di una Champions vinta". E cerca un fantasista, per sostituire Conca, tornato in Brasile: Biabiany è una possibilità, Del Piero un'idea. "Ma il mio club non vuole giocatori sopra i 31 anni, così è difficile che venga".

IL DUELLO CON MARADONA - Nel frattempo tornerà a guidare una selezione: si chiamerà appunto la Nazionale di Lippi, una All Stars la cui rosa sarà composta dai migliori calciatori che ha guidato nei suoi trent'anni di carriera da mister. Questa squadra giocherà una serie di partite itineranti contro avversarie di ex di analogo prestigio internazionale, per raccogliere fondi da destinare alla neonata Fondazione Lippi. La prima sarà già un evento: la sfida contro gli Amici di Maradona. Tre sono le possibili sedi: Napoli, Dubai o la Cina. Ma lo stadio preferito per l'incontro è il San Paolo, che lo stesso Lippi frequentò da allenatore del Napoli condotto alla qualificazione Uefa. "Sarebbe bellissimo trovare Diego proprio lì". I contatti sono in corso e la data ipotizzata è tra il 24 maggio e il 15 luglio, durante la sosta del campionato cinese.

UN CT TELEMATICO - L'iniziativa è stata presentata dallo stesso Lippi a margine dell'apertura del suo nuovo sito internet, www.marcellolippi.org. "In Cina mi sono dovuto aprire alla tecnologia, ma in particolare mi sono reso conto che, quando le cose nella vita ti vanno bene, è giusto impegnarsi per gli altri. E il sito è il migliore veicolo possibile per raccogliere fondi da destinare alle attività della fondazione". Il fund raising, il reperimento di fondi per finanziare attività benefiche, è dunque lo scopo principale dell'approdo di Lippi su internet, attraverso il nuovissimo sito, che ne ripercorre l'intera carriera, dagli esordi da calciatore a quelli sulle panchine di serie C fino all'attuale stagione da pioniere in Estremo Oriente.

ALLEGRI O ZAC IN NAZIONALE - L'evento milanese è stato anche l'occasione per toccare i più importanti temi calcistici del momento, a cominciare dalla verosimile successione di Prandelli alla guida dell'Italia dopo il Mondiale brasiliano. "Sento parlare di Allegri e di Zaccheroni e mi sembrano entrambi candidati autorevoli. Allegri non è troppo giovane: ha il giusto carisma e l'esperienza internazionale. Ormai, se non si sceglie un tecnico della federazione come furono ad esempio Bearzot, Vicini e Maldini, tutti gli altri arrivano dai club e bisogna prevedere che il loro ciclo in Nazionale duri al massimo 4 anni. Poi possono tranquillamente tornare sulla panchina di un club". E' appunto il verosimile percorso di Prandelli. A proposito del Mondiale, non sarà il clima a condizionarlo. "Alla fine vince comunque la più forte. Quanto all'edizione del 2022 in Qatar, mi è capitato di giocarci in settembre e la sera la temperatura in campo era più che accettabile. Secondo me si può fare".

JUVE DA EUROPA LEAGUE - Lippi ha elogiato il ct in carica. "La favorita in Brasile è la Germania. Però Prandelli ha lavorato molto bene. Anche l'Italia, come le principali big, deve essere sempre inserita tra le squadre che possono vincere il Mondiale". E' più difficile, invece, che i club italiani possano colmare il divario economico che le separa dalle grandi d'Europa. "Riesce complicato pensare che un'italiana, se la situazione finanziaria non cambia, possa rivincere la Champions da qui a dieci anni. Ho appena affrontato il Bayern di Guardiola e posso dire che è la migliore squadra del mondo. Ce ne sono altre, le spagnole e le inglesi, in grado di contrastarlo. La Juventus è scivolata su una buccia di banana. Qualche successo internazionale le può dare slancio e consapevolezza della propria forza. Come ai miei tempi, è una bella torta sulla quale si può mettere qualche ciliegina. Credo che possa puntare all'Europa League: la finale a Torino è un'ottima motivazione". Infine gli auguri a Seedorf ("ha le doti per riuscire anche da allenatore"), la strigliata al calcio italiano ("abbiamo smarrito la scuola difensiva"), i complimenti a Moratti e un attacco al fair-play finanziario. "E' stato un grande gesto quello di lasciare a Thohir, lui che è così attaccato all'Inter e che ha saputo ripercorrere le orme paterne. Nel calcio di oggi, monopolizzato dai capitali stranieri, basta che l'assegno di uno sceicco e il fair-play finanziario dell'Uefa non esiste più".
 
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