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Lutto per la scomparsa di Sanson: fu mecenate dello sport

L'imprenditore noto per l'azienda di gelati fondata in Veneto si è spento all'età di 86 anni. Ingaggiò Moser nella sua squadra di ciclismo, portò l'Udinese dalla serie C alla A e vinse due scudetti con il Rovigo Rugby. A lui si deve l'introduzione degli sponsor nel calcio   

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ROMA - Il mondo dello sport è in lutto pe la scomparsa di Teofilo Sanson, presidente dell'Udinese dal 1976 al 1981. Il vulcanico imprenditore, che ha legato il suo nome allo storico marchio di gelati, è stato un vero e proprio mecenate per lo sport italiano. Oltre al calcio, ha dato un contributo importante a ciclismo, rugby e pallanuoto.

Si è spento all'età di 86 anni nel tardo pomeriggio di ieri a Verona, dopo che da molto tempo non appariva più in pubblico. Sanson riuscì nell'impresa di portare proprio a Verona due edizioni dei campionati del mondo di ciclismo nel giro di cinque anni: nel 1999 (in tandem con Treviso) e nel 2004. Con la squadra targata Sanson Francesco Moser trionfò per tre anni consecutivi alla Parigi-Roubaix, ma il futuro Cavaliere del lavoro ebbe il rammarico di non vincere mai il Giro d'Italia, che il suo pupillo Moser conquistò proprio all'Arena di Verona correndo per i concorrenti della Gis. Ai Mondiali di ciclismo del '99 si commosse fino alle lacrime per la vittoria iridata nella categoria juniores del veronese Damiano Cunego.

I successi non sono mancati neppure nel rugby, dove con il Rovigo ha conquistato due scudetti negli anni '70, quando la città polesana era la capitale della palla ovale. Da lì l'approdo in grande stile nel calcio. Prima Clodia Sottomarina e Conegliano, poi nel 1976 l'Udinese, che sotto la sua guida Teofilo Sanson portò dalla serie C alla serie A. Nel 1981 si dimise passando la società friulana a Lamberto Mazza.

All'Udinese ebbe la 'geniale' intuizione di mettere il marchio della sua azienda di gelati sui pantaloncini dei calciatori. Allora era proibito, ma tra una multa e l'altra, si aprì la strada agli sponsor nel calcio, mentre il fatturato della Sanson Gelati si impennò. L'azienda fu poi ceduta alla Barilla nel 2000, fino a passare otto anni dopo alla Sammontana. Nel 2012 il marchio è scomparso definitivamente. Era arrivata a sfiorare i 100 miliardi di lire di fatturato, producendo oltre un milione di gelati al giorno.

"Ci sarebbero tanti aneddoti per ricordare Teofilo Sanson. Ha dato molto allo sport. Con lui ho vinto tantissimo ma ricordo che, solo la conquista della mia terza 'Roubaix', avvenne con la maglia della Sanson: le altre due con quella di campione del mondo e di campione italiano". Così Francesco Moser, uomo di punta del team allestito dal mecenate veneto fra gli anni '70 e '80, ha ricordato la figura dell'imprenditore veneto.

Grande cordoglio espresso anche dall'Udinese: "Il club friulano e la famiglia Pozzo, profondamente addolorati, si stringono commossi ai familiari a cui rivolgono le più sentite condoglianze. La squadra scenderà in campo questa sera a Bologna con il lutto al braccio".
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