Sport

Maradona: "Sono un perseguitato e non ho 40 milioni"

L'ex campione argentino, a Roma per il contenzioso con il Fisco, ribadisce la sua innocenza: "Io giocavo a pallone, i contratti li facevano Ferlaino e i miei procuratori. E poi 40 milioni non li ho nemmeno guadagnati". Sul Napoli: "Può arrivare allo scudetto, ma serve una rosa più ampia"

2 minuti di lettura
ROMA - Diego Armando Maradona non ci sta. L'ex campione argentino è a Roma per io contenzioso con il fisco italiano e ribadisce, ancora una volta, la sua innocenza."Sono un perseguitato. Sono venuto in Italia per giocare a calcio, i contratti li facevano i miei procuratori e Ferlaino, loro sono tranquillamente in Italia e io che ho fatto più di 100 gol devo togliermi orecchini e orologi ogni volta che vengo". Maradona, che mercoledì sera ha assistito a Napoli alla semifinale di Coppa Italia tra la sua ex squadra e la Roma, ha proseguito: "Io voglio venire in Italia per vedere una partita o uno dei tanti amici che ho lasciato qui, ma se sono perseguitato meglio non farlo. Spero venga fuori la verita', io non nascondo nulla e non ho nulla da nascondere. Non sono evasore, e non ho 40 milioni. Non li ho nemmeno guadagnati".

La vicenda che oppone Maradona al fisco italiano potrebbe chiudersi se l'ex Pibe de oro versasse circa 10 dei 40 milioni che l'amministrazione finanziaria pretende, con un maxisconto di circa 30 milioni. Gran parte della somma contestata infatti è costituita da interessi di mora e la sanatoria sulle cartelle esattoriali varata con l'ultima legge di stabilità consente di mettersi in regola entro il prossimo 28 febbraio pagando in un'unica soluzione, senza interessi di mora e interessi di ritardata iscrizione a ruolo.

E quello di Maradona è un caso particolarmente vantaggioso per il contribuente in caso di adesione. Il suo debito che risale agli anni '80, quando giocava nel Napoli, e' costituito, infatti, per i tre quarti proprio da interessi che nel caso specifico continuano a crescere ad un ritmo di migliaia di euro al giorno. Maradona oggi ha ribadito di ritenersi "un perseguitato" del fisco italiano. "Sono venuto in Italia per giocare a calcio e i contratti li facevano i miei procuratori".

A prendere le parti dell'ex Pibe de Oro anche il parlamentare europeo Enzo Rivellini, presente oggi all'incontro nella sede romana del Parlamento europeo; "Come dice l'Europa, il contribuente non è suddito ma cittadino con suoi diritti. I calciatori non sono tutti uguali, i cittadini sì. Tra sei settimane da oggi Diego verrà a Bruxelles a ritirare la risposta a due interrogazioni e all' esposto al mediatore europeo. Tra sei settimane chiariremo questa storia".
 
Maradona ha poi parlato del Napoli , mostrandosi pessimista sulle possibilità degli azzurri nella lotta scudetto: "La Juve è troppo lontana. Il Napoli può arrivare allo scudetto ma le manca sempre qualcosa. Deve avere una rosa più lunga perchè oggi si gioca mercoledì, sabato, venerdì, domenica. Deve fare un pò di sacrificio per la rosa così potrà lottare su tutti i campi". Parlando di Benitez, l'ex campione lo ha definito "un grandissimo allenatore che studia tantissimo. L'ho conosciuto a Liverpool, abbiamo parlato 5-6 ore di calcio quando andavo a vedere Mascherano". 
I commenti dei lettori