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Aic, violenza, numero squadre, calcioscommesse: Tommasi lancia la sfida per il rilancio

Il sindacato calciatori, tramite il proprio presidente, fissa i parametri principali per arginare la deriva del sistema calcio in Italia, analizzando anche i fenomeni in campo dilettantistico
di ENRICO CURRO'

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MILANO - La deriva del calcio italiano è sempre più evidente. Per arginarla, il sindacato calciatori si propone tre obiettivi ambiziosi: la lotta alla violenza degli pseudotifosi, campionati ridimensionati per numero di squadre ma economicamente solidi, la vigilianza sul calcioscommesse. Lo ha spiegato il presidente dell'Aic, Damiano Tommasi, dopo l'assemblea generale. A dare ulteriore peso alle sue parole c' era una presenza importante, convocata ad hoc dall'Inghilterra: il consigliere Simone Farina, simbolo della lotta al calcioscommesse, oggiAggiungi un appuntamento per oggi impegnato nello staff dell'Aston Villa come community coach (allenatore ed educatore delle squadre giovanili, dove insegna i valori della lealtà sportiva), ma anche collaboratore dell'Interpol e testimonial della Fifa.

DILETTANTI SOTTO TIRO - Tommasi ha anticipato i primi risultati del report "Calciatori sotto tiro", il lavoro dell'osservatorio dell'Aic sulla violenza ai danni dei giocatori. L'intero dossier, che raccoglie i dati di un anno, verrà presentato entro un mese, ma il presidente del sindacato e il suo vice Umberto Calcagno hanno già rivelato l'aspetto più sorprendente: è a livello dilettantistico che sono più frequenti gli episodi di violenza (al campo di allenamento o durante la settimana) e sono in genere i sostenitori della squadra stessa, non quelli avversari, a minacciare i calciatori. "I colleghi che giocano all'estero ci insegnano che la serenità può e deve diventare la regola e non l'eccezione: un clima disteso in cui la sconfitta viene accettata sportivamente. Invece in Italia, nella stagione del clamoroso caso di Salernitana-Nocerina, abbiamo constatato che ormai c'è un'assuefazione generale a quest' andazzo, come se la convivenza con le minacce e le intimidazioni facesse parte del mestiere. La percentuale più elevata di episodi avviene nelle serie dilettantistiche, forse perché in certe realtà, soprattutto al Sud, si tratta praticamente di squadre professionistiche".

SIENA IN BILICO - A proposito di professionismo, il sindacato si è confermato favorevole alla riforma dei campionati, che il prossimo anno porterà alla creazione di una Lega Pro unica. "La serie A a 18 squadre? Perché no, se serve a contemperare la sostenibilità finanziaria e del calendario: un minor numero di partite aiuterebbe anche la competitività del calcio italiano. E poi c'è l'anomalia della serie B a 22 squadre. Quanto alla situazione economica, non possiamo non prendere atto della crisi. È preferibile avere meno squadre e meno posti di lavoro, però solidi. È tra l'altro garanzia della regolarità dei campionati. Quest' anno non risultano irregolarità nei pagamenti degli stipendi in Lega Pro, un bel passo in avanti. Ora bisogna trovare un equilibrio nelle norme per l'iscrizione a campionati: né troppo restrittive, né troppo blande". Le indiscrezioni confermano le gravi difficoltà del Siena, aggrappato più che mai alla promozione in serie A per riuscire a sopravvivere.

IL LIBRO NERO DEL CALCIO MONDIALE - I problemi economici rappresentano un terreno fertile per il fenomeno del calcioscommesse, esploso nel 2011 in Lega Pro e messo a nudo, tra l'altro, anche dalla denuncia di Simone Farina. Lo conferma "Il libro nero della Fifpro", lo studio del sindacato mondiale dei calciatori, presieduto dall'italiano Leonardo Grosso, che certifica come le partite truccate attecchiscano maggiormente nei paesi con minore tutela sindacale e maggiore instabilità nei club. Non è un caso che all'epoca della vicenda fossero state ben 21 le società saltate nel co9rso della stagione per inadempienze economiche.

UNA PARTITA PER MOROSINI -
Intanto domani a Bergamo l'Aic promuoverà la prima partita "Amici di Morosini", a poco più di due anni dalla scomparsa del calciatore del Livorno durante la gara di campionato col Pescara. L'iniziativa, presentata dalla famiglia, dal Comune di Bergamo e dall'attuale bandiera dell'Atalanta, l'ex capitano Bellini, ha l'obiettivo di raccogliere fondi per la costituenda Fondazione Morosini


 
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