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Lettera del tifoso della Fiorentina: "Disgustato da quei fischi all'inno"

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Matteo Piccirillo, 25enne della Fiorentina, ci ha scritto una mail che abbiamo deciso di pubblicare. Si tratta di un appello quelli che come lui tifano la Viola dopo i fischi all'inno di Mameli
"Ieri ho assistito alla partita dal settore distinti sud-ovest. Devo dire che per la prima volta in vita mia ho provato un disgusto tale per i tifosi della mia stessa squadra che non sono riuscito a cantare neanche una frase dell'inno della Fiorentina. Infatti la curva ha iniziato a cantare l'inno subito dopo la fine dell'inno di Mameli, vergognosamente fischiato da quasi tutta la curva sud e da buona parte dello stadio. Ho cantato l'inno della Nostra Nazione a squarciagola tra le lacrime, stupito e disgustato per i fischi che provenivano dagli stessi tifosi che oggi prendono le distanze dai comportamenti incivili a cui abbiamo assistito ieri.

So bene che una mail del genere probabilmente non sarà presa in considerazione, ma mi piacerebbe che la società, lo staff ed i giocatori spendessero qualche parola per spiegare che l'inno di Mameli non è l'inno della Lega Calcio, della Nazionale di Calcio, né del potere politico. Quell'inno è l'inno di tutti noi, del nostro Paese. Rappresenta un patrimonio storico, etnico e culturale che il mondo intero ci invidia e per il quale sono morte milioni di persone.

Una società seria come quella gigliata che ha sempre predicato il rispetto dei valori sani del Gioco del Calcio non può tollerare che i propri tifosi offendano la nostra Nazione. La critica al sistema calcio è legittima in un Paese democratico, come lo è la critica alle istituzioni. Ma l'inno della Repubblica Italiana non ha niente a che vedere con questo. Chi vuole cambiare il Paese non può prescindere dal riconoscimento del valore delle nostre radici che quell'inno rappresenta. Per questi motivi mi piacerebbe che la Fiorentina - forse perché oggi più autorevole di tante altre voci che i tifosi non sarebbero altrettanto disposti ad ascoltare - unisse le proprie parole a quelle ben meno efficaci di un tifoso viola deluso".


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