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Valdano: "Neymar alla Warhol
ma il genio è Messi"

Il campione del mondo 1986 con l'Argentina ha scritto col figlio, Jorge junior, la sceneggiatura del film dedicato al campione e presentato a Rio in pieno mondiale

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RIO DE JANEIRO. JORGE Valdano, 58 anni, campione del mondo 1986 con l'Argentina, ha scritto col figlio, Jorge junior, la sceneggiatura del film "Messi", presentato a Rio in pieno mondiale.

Valdano, una trovata pubblicitaria o una sfida al Brasile?
"Nessuna delle due cose. Io credo molto nel linguaggio del racconto: il calcio senza la parola non esisterebbe. Il film doveva essere presentato prima, ma ci siamo dilungati nelle riprese. Una volta finite, non aveva senso rinviare".

Perché Messi?
"Perché è un genio. È giusto conoscerlo più in profondità. Il documentario è un contributo: obiettivo e credo emozionante".

Il protagonista è un antidivo.
"Leo parla sul campo. Non gli piacciono i proclami. Guardate il Mondiale: sta facendo esattamente quello che si chiede a un fuoriclasse: essere decisivo nei momenti difficili".

Nel duello con Neymar, però, il personaggio è il brasiliano.
"È un calciatore pop, un ritratto di Warhol. Ma lui e Leo non sono nemici. Nel Barcellona si rispettano. Certo, in un Mondiale sudamericano era inevitabile la semplificazione".

Quanto è davvero sudamericano questo Mondiale?
"Moltissimo. È pieno di storie e di personaggi che raccontano un continente. Messi è una di queste, indipendentemente dal fatto che vinca la Coppa e dal paragone con Maradona".

Il paragone lo faccia lei.
"Non si può. Sono entrambi due geni, dal carattere opposto che, come dice Menotti, potevano nascere solo in Argentina".

Un film su Balotelli sarebbe un flop come il suo Mondiale?
"Io lo vedo come un genio in costruzione. Abbiate pazienza con lui, aspettatelo".

A furia di aspettare, la Nazionale è crollata.
"Mi dispiace soprattutto per l'addio di Prandelli. È un allenatore eccellente e un uomo che ha fatto del bene, anche culturalmente, al calcio italiano. Le sue dimissioni ne confermano lo spessore morale. L'Italia tecnicamente paga, come Brasile e Argentina, la mancanza di grandi centrocampisti. Ma avete ottimi allenatori".

Allude ad Ancelotti?
"Sì, a lui. Sa dare la giusta dimensione a tutte le cose. La Decima era un'ossessione per il Real. Non è un caso che l'abbia portata Carlo".

 
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